Greenstyle Ambiente Animali L’abbattimento di otto orsi l’anno potrebbe portare all’estinzione della specie, l’allarme degli esperti

L’abbattimento di otto orsi l’anno potrebbe portare all’estinzione della specie, l’allarme degli esperti

La Giunta di Trento ha approvato il disegno di legge dell'assessore alle foreste, che prevede l'abbattimento di un massimo di 24 orsi in tre anni per evitare che la popolazione di esemplari in Trentino cresca. Secondo quanto riferito da alcuni legali delle associazioni animaliste che hanno deciso di intraprendere una battaglia, contro un DDL definito ursicida, uccidere otto orsi ogni anno equivale a mettere a rischio di estinzione l'intera specie.

L’abbattimento di otto orsi l’anno potrebbe portare all’estinzione della specie, l’allarme degli esperti

Si rischia l’estinzione della specie, se si procede con l’abbattimento di otto orsi l’anno. Gli esperti lanciano l’allarme, per una situazione che non deve essere assolutamente sottovalutata. Per l’avvocato Paolo Letrari, rappresentante legale della Lndc (Lega nazionale per la difesa del Cane) Animal Protectin, il nuovo disegno di legge firmato da Roberto Failoni non si può assolutamente applicare. Va contro la legge europea in materia di protezione dell’habitat.

Il ddl dell’assessore alle foreste Roberto Failoni

In un’intervista rilasciata al Corriere del Trentino, il legale spiega che “è inutile far passare gli otto prelievi all’anno come una interpretazione della norma comunitaria. Questa è una predeterminazione di preliminari. È un piano di abbattimento in buona sostanza“. Il riferimento è al nuovo disegno di legge approvato dalla Giunta provinciale di Trento e proposto dall’assessore alle foreste Roberto Failoni, che mira ad abbattere fino a 24 orsi in tre anni per contenere la crescita della popolazione in zona.

L’assessore spiega che il risultato è “frutto di un accordo con il governo, che rappresenta un cambio di passo importante oltre che un risultato che guarda alla specificità del nostro territorio. Mettiamo così un freno all’impennata della popolazione di plantigradi, a garanzia della sicurezza delle persone, con l’effetto di migliorare anche le condizioni di lavoro degli agricoltori e di quanti lavorano nell’ambiente forestale“. Ogni anno dovrà essere stabilito il numero massimo di animali problematici da abbattere, sulla base di valutazioni tecnico scientifiche e previo nulla osta non vincolante di Ispra.

orsi

Le associazioni animaliste definiscono ursicida il DDL

L’avvocato Paolo Letrari, rappresentando la Lndc Animal Protectin, spiega che il disegno di legge “è inutile perché il numero massimo è impossibile predeterminarlo per legge. La normativa europea dice che bisogna valutare caso per caso. Da poco abbiamo raggiunto il numero minimo indicato nel progetto di reintroduzione degli orsi per garantire la stabilità e il successo dell’operazione. Siamo appena sopra i 70 esemplari“. Nel caso della popolazione di orsi, secondo il legale “non avrebbe senso un intervento normativo nel momento in cui le deroghe sono consentite fino a che non vanno ad incidere negativamente sullo stato di conservazione. Quindi il numero massimo di prelievi non può essere predeterminato per legge perché le condizioni di salute della popolazione sono mutevoli“.

Contrari anche i rappresentanti dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa), che spiegano che si tratta di un ddl ursicida. “Il ddl è un provvedimento di inaudita crudeltà che non ha alcuna base scientifica, che autorizza a sparare nel mucchio e che rappresenta una serie e concreta minaccia alla conservazione della specie“. Dello stesso parere l’OIPA, l’Organizzazione Internazionale per la Protezione degli Animali, che promette battaglia. Citando Luigi Boitani, professore ordinario di zoologia all’Università La Sapienza di Roma, non si può dire che gli orsi sono troppi, questo è un concetto relativo. Ma bisogna ridurre le interazioni negative con le persone. “Oltretutto i numeri considerati dalla Provincia includono i cuccioli, che purtroppo hanno un’elevata mortalità nei primi anni di vita“.

Impugnare il disegno di legge, la strada di alcune associazioni

La LAV, insieme, tramite il responsabile fauna selvatica Massimo Vitturi, spiega che l’associazione si rivolgerà al governo per impugnare il disegno di legge, “perché di fatto apre alle quote di caccia e lo porteremo a conoscenza anche della Commissione europea. Ora attendiamo tuttavia di poter visionare il testo“. Contro l’abbattimento di orsi programmato tante le associazioni, così come i cittadini, che si oppongono a un disegno di legge terrificante.

Il problema, secondo il legale di Lndc, è “la mole di decreti che si faranno per fiaccare la resistenza delle associazioni. Le associazioni sono molto agguerrite e si stanno attrezzando anche a livello di raccolta fondi, ma è una lotta impari. A giugno si voterà per le elezioni europee e le associazioni stanno facendo rete anche a livello continentale“.

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