Greenstyle Ambiente Animali Bonus animali domestici 2024: a chi spetta e come si chiede

Bonus animali domestici 2024: a chi spetta e come si chiede

Buona notizia: nella Legge di Bilancio è stato inserito il Bonus animali domestici. Notizia meno buona: è stato ridotto rispetto a come pensato in origine. Notizia brutta: non sarà concesso a tutti, ma solo a una platea estremamente ridotta e selezionata di proprietari di animali da compagnia.

Bonus animali domestici 2024: a chi spetta e come si chiede

Vi siete esaltati sentendo parlare del Bonus animali domestici 2024? Bene, ma probabilmente lo avete fatto perché vi siete fermati solamente al titolo e non avete letto bene a chi è destinato questo bonus. Infatti è stato ridotto in Legge di Bilancio e adesso sarà messo a disposizione solamente di una platea molto ristretta e selezionata di proprietari di animali da compagnia. Tutti gli altri dovranno rassegnarsi. Non è bello da dirsi, ma è la verità: se prendete un animale da compagnia (e non è un obbligo avere un animale da compagnia), dovete anche essere pronti a sobbarcarvi il suo mantenimento e le sue cure, nessun altro pagherà al vostro posto le spese.

Prima di prendere un animale da compagnia bisogna pensarci bene e ragionarci su, non agendo solo di cuore, ma valutando anche le disponibilità economiche. Che è tutto molto nobile, almeno fino a quando non ti scontri con la dura realtà della vita.

Questo vuol anche dire meditare di più sulla necessità di stipulare assicurazioni per gli animali domestici, l’unica via, forse, per evitare problemi di natura economica.

Cos’è il bonus animali domestici?

La nuova Leggi di Bilancio ideata dal governo Meloni ha inserito anche quello che è stato chiamato come Bonus animali domestici 2024 o Bonus animali d’affezione. Se andate a leggere il testo della nuova Leggi di Bilancio, al comma 207, nel capitolo delle Misure quantitative per la realizzazione degli obiettivi programmatici, ecco che è comparso un fondo destinato ad aiutare i proprietari di animali da compagnia in caso di pagamenti per:

  • visite veterinarie
  • interventi chirurgici veterinari
  • acquisto di farmaci veterinari

Si parla di un fondo di 750mila euro da suddividersi in tre anni e valido solamente per gli animali da compagnia o d’affezione, senza scopi produttivi o alimentari, comprensivi i cani per disabili, gli animali da pet therapy, quelli da riabilitazione e quelli usati nelle pubblicità.

Il che vuol dire:

  • cani
  • gatti
  • furetti
  • uccelli (non pollame)
  • roditori
  • conigli

Nulla si sa di rettili, anfibi, pesci e invertebrati: toccherà aspettare.

A chi spetta il Bonus animali domestici 2024: requisiti?

Anziani
Fonte: Pexels

Prima vi dicevamo di non gioire troppo perché il Bonus non sarà erogato a chiunque. Infatti la platea dei beneficiari è ristretta a chi ha più di 65 anni e un Isee inferiore ai 16.215 euro. Questi requisiti devono essere soddisfatti entrambi. Se avete più di 65 anni, ma un Isee più alto non potrete richiedere il Bonus. Idem dicasi per chi ha un Isee basso, ma meno di 65 anni. Quindi, di base, solamente gli anziani con reddito annuo molto basso.

A quanto ammonta il bonus?

Non si sa ancora a quanto ammonterà il bonus, se ci sarà un minimo o un massimo, se potrà essere erogato per più animali o più volte alla stessa persona. Bisogna aspettare la pubblicazione della modalità di erogazione che avverrà entro 90 giorni dalla data di pubblicazione della legge.

Come fare domanda?

Cani e gatti, cane e gatto
Fonte: Unsplash

Bella domanda. Nel senso che mentre scriviamo questo articolo ancora non sono state rese note le modalità di erogazione di questo bonus e neanche come verranno ripartite le risorse necessarie. Tali modalità dovranno essere pubblicate e rese note entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, quindi in primavera praticamente.

Si può abbinare il Bonus alle spese di detrazione?

Potrete continuare comunque a detrarre le spese veterinarie in dichiarazione dei redditi. Qui non è richiesto l’Isee ed è valido per chiunque paghi le suddette spese, indipendentemente che sia il proprietario o meno. Il concetto è: detrae chi paga. Ovviamente rimangono sempre fissi i soliti paletti:

  • la detrazione è pari al 19% delle spese veterinarie sostenute
  • c’è una franchigia minima al di sotto della quale non è possibile detrarre nulla, che è sempre di 129,11 euro
  • l’importo massimo per cui detrarre rimane fisso a 550 euro
  • il limite di detraibilità è indipendente dal numero di animali che si ha
  • considerata la franchigia e la detrazione, facendo due calcoli, chi spende 550 euro all’anno, può recuperare al massimo 80 euro
  • si possono detrarre solamente le visite del veterinario, gli esami del sangue e gli interventi chirurgici con regolare fattura e pagati tramite bancomat, assegni o bonifici (dunque metodi tracciabili). Inoltre possono essere portati in detrazione anche i farmaci veterinari acquistati, questi anche pagati in contante
  • non sono detraibili le visite veterinarie, gli esami e gli interventi chirurgici veterinari pagati in contanti, anche se con regolare fattura. Inoltre non sono detraibili gli integratori alimentari veterinari e i mangimi medicati

Fonti:

  1. CAF e Patronato online

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