La vitamina D potrebbe essere un valido alleato nella cura del tumore colon-rettale (CCR), in particolare nelle situazioni di stato metastatico: a dimostrarlo è una ricerca del Dana-Farber Cancer Institute.

Lo studio, discusso al simposio 2015 dell’American Society of Cancer Oncology (ASCO), ha analizzato i dati provenienti da più di mille pazienti con carcinoma colorettale metastatico, in fase di chemioterapia. Secondo i risultati dell’analisi i pazienti con i più alti livelli ematici di vitamina D sono sopravvissuti per un periodo medio di 32,6 mesi, rispetto ai 24,5 mesi per i pazienti con i livelli più bassi. Kimmie Ng, assistente della facoltà di medicina all’Harvard Medical School e oncologa presso il Dana-Faber:

Questo è il più grande studio intrapreso per analizzare i legami dei del carcinoma colorettale metastatico e la vitamina D nella fase di chemioterapia. È evidente che mantenere alti i livelli della vitamina D può essere un supporto per migliorare le aspettative di vita dei pazienti.

Nello studio i ricercatori hanno misurato i livelli ematici di 25-idrossivitamina (detta anche 25-OH vitamina D): una sostanza prodotta nel fegato dalla vitamina D. Su 1.043 pazienti i livelli di vitamina D variavano da 8 nanogrammi al millilitro fino a una media di 27,5 nanogrammi al millilitro.

I ricercatori hanno diviso i pazienti in cinque gruppi, in base ai livelli della vitamina. I dati mostrano che, in media, i soggetti con i livelli più alti del 33% sopravvivono più a lungo rispetto a quelli con il più basso: in particolare, i livelli di vitamina D più alti sono stati associati una progressione della malattia più lenta.

Tuttavia, avvertono i ricercatori del Dana-Faber, lo studio non dimostra se vi sia una relazione di causa-effetto tra alti livelli di vitamina D e la sopravvivenza prolungata dei pazienti: è troppo presto, spiegano, per raccomandare la vitamina D come trattamento per il cancro del colon.

Il team di ricerca, ha concluso la dottoressa Ng, si concentrerà sull’approfondimento di tale legame, nella speranza di ottenere nuovi risultati positivi e impostare una nuova strategia di cura.

15 gennaio 2015
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