TSH: valori, cos’è e a cosa serve

Con la sigla TSH si indica l’ormone ormone tireostimolante, detto anche tireotropo o tireotropina, il cui dosaggio è indispensabile per monitorare il corretto funzionamento della tiroide. Prodotto dall’ipofisi anteriore, il TSH agisce direttamente sulle attività tiroidee e interviene nell’assorbimento dello iodio, consentendo la produzione e il rilascio nel sangue degli ormoni T3 e T4.

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Controllare i valori del TSH si rivela fondamentale anche perché, in caso di eccessiva produzione di questi ultimi parametri, detti rispettivamente triiodotironina e tiroxina, l’ipofisi non riesce a produrre una quantità sufficiente di tireotropina. Per verificarne i livelli è necessario sottoporsi a un comune prelievo del sangue, utile anche in assenza di sintomi o di disturbi per accertarsi della salute della tiroide o per tenere sotto controllo l’efficacia di una terapia già in corso.

Monitorare il TSH

Analisi

Prescrivendo le analisi del sangue volte a monitorare la funzionalità di questa ghiandola, inoltre, il medico solitamente sottolinea la necessità di rilevare i valori ematici non solo del TSH ma anche del T3 e del T4: solo incrociando i risultati del test sarà possibile ottenere un quadro completo e, se necessario, prescrivere ulteriori screening.

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Valori alterati relativi agli ormoni tiroidei sono infatti indicativi di una disfunzione ma, da soli, non sono sufficienti per diagnosticare una specifica patologia. Più in generale si può affermare che si pensa all’ipertiroidismo se il TSH è inferiore ai livelli ritenuti normali ma T3 e T4 sono elevati, mentre si ipotizza un ipotiroidismo se il TSH è elevato e gli altri due sono invece molto bassi.

Valori di riferimento

I valori del TSH sono ritenuti normali se rientrano in un intervallo di riferimento che, tuttavia, varia a seconda dell’età:

  • bambini e ragazzi da 20 settimane fino a 20 anni 0,7-6,4 mIU/L (i parametri cambiano per i neonati e per i prematuri);
  • adulti da 21 anni a 54 anni 0,4-4,2 mIU/L;
  • adulti da 55 a 87 anni 0,5-8,9 mIU/L.

Alterazioni

Medico

Eventuali alterazioni dei valori del TSH richiedono sempre ulteriori indagini volte a scoprirne le cause. In caso di TSH alto probabilmente la tiroide non è in grado di secernere sufficiente ormone causando un ipotiroidismo, patologia che può essere primitiva, congenita o acquisita e quindi determinata da altre problematiche che influenzano la ghiandola stessa.

Oltre a questa disfunzione, valori elevati possono essere riconducibili alla Tiroidite di Hashimoto (patologia autoimmune), alla presenza di neoplasia che coinvolgono la ghiandola o altri organi, all’assunzione di farmaci.

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Quando la tiroide non produce quantità sufficienti di ormone, invece, diventa iperattiva determinando una diminuzione del rilascio di TSH da parte dell’ipofisi, tanto da causare livelli ematici bassi. In questo caso ci si trova davanti a un ipertiroidismo che può essere ricondotto a varie motivazioni, dalla presenza di noduli al Morbo di Graves, dall’abuso di farmaci volti a curare l’ipotiroidismo alla presenza di gozzo.

Valori bassi di TSH potrebbero caratterizzare anche i primi mesi di gravidanza, determinando la necessità di sottoporsi a indagini specifiche per escludere problemi non solo ai danni della madre ma anche del feto.

24 gennaio 2018
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