La questione dell’efficienza delle batterie è cruciale sia per il mondo delle auto elettriche che per quello della produzione energetica da fonti rinnovabili: molti istituti di ricerca sono impegnati nel trovare soluzioni che abbassino i costi e rendano i sistemi di accumulo più efficienti. Fra i vari esperimenti, quello del team della George Washington University sembra essere uno dei più promettenti: una batteria ad aria liquefatta.

Chiama dal gruppo di Stuart Licht Molten air battery, utilizza l’ossigeno dell’aria come materiale catodico anziché un ossidante interno, proprio come le batterie metallo-aria. Secondo i ricercatori della George Washington University la batteria ad aria liquefatta potrebbe presentare le più alte prestazioni in termini di efficienza, grazie al fatto che sono in grado di accumulare molti elettroni per molecola.

Le prime sperimentazioni del gruppo hanno prodotto tre diverse versioni della batteria utilizzando ferro, carbonio o vanadium boride come elettrolita fuso. Derek Frau, un esperto di tecnologie a sali fusi dell’Università di Cambridge, nel Regno Unito, ha commentato così la pubblicazione dei risultati:

Questo è il primo risultato delle ricerche che hanno permesso di ottenere una batteria ad aria ad elevate temperature, che è anche ricaricabile. Sarà interessante seguire lo sviluppo tecnico di questa importante innovazione

Un altro importante vantaggio della molten air battery è il fatto che sia ricaricabile, grazie proprio all’elettrolita liquefatto. L’efficienza e la reversibilità la rendono un candidato interessante per le future applicazioni nello stoccaggio di energia.

Il fatto che la batteria necessiti di alte temperature può essere un’anomalia nel panorama attuale dei sistemi di accumulo, ma non è necessariamente un ostacolo: in ogni caso, i ricercatori del team si stanno concentrando nella sperimentazione di altri tipi di elettroliti che fondono a temperature di fusione basse, aumentando così la tensione, per migliorare ulteriormente l’efficienza energetica. Inoltre, ha spiegato Stuart Licht:

I componenti di base, come sali inorganici, nichel e acciaio, sono facilmente reperibili e poco costosi. A seconda delle capacità di portare la produzione della molten air battery su scala industriale, potremmo vederla sul mercato dei sistemi di stoccaggio anche tra due anni

 

11 ottobre 2013
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RSC
I vostri commenti
pasquale, sabato 29 marzo 2014 alle13:32 ha scritto: rispondi »

Il titolista merita un encomio per avere tradotto Molten Air Battery non come : Molten (Air-battery) ma come : (Molten-Air) battery producendo quindi l'esilarante ARIA LIQUEFATTA. Ora non sarebbe malaccio far scrivere pezzi di natura tecnologica e scientifica a qualcuno minimamente interessato e/o competente in materia

salvatore, domenica 10 novembre 2013 alle17:32 ha scritto: rispondi »

Mi piace! Ottima notizia.

Michele, sabato 12 ottobre 2013 alle19:56 ha scritto: rispondi »

Diffondete notizie utili e interessanti che servono anche ad acculturarci grazie.

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