La mania dei selfie può essere letale. È quanto dimostra una triste vicenda proveniente dall’India, dove una turista è stata calpestata da un elefante nel tentativo di realizzare un autoscatto da pubblicare sui social network. L’incidente è accaduto ieri, presso la riserva per pachidermi di Kerala.

Il tutto sarebbe accaduto molto rapidamente quando Dipali, una giovane ventisettenne originaria del Gujarate, si sarebbe avvicinata a un elefante per scattare un selfie. L’esemplare, uno dei tanti impiegati per i safari e le escursioni nel Munnar, non avrebbe gradito la vicinanza della donna, quindi avrebbe deciso di colpirla violentemente con la proboscide. A nulla sono serviti i tentativi di fuga: l’animale, evidentemente innervosito, avrebbe rincorso la giovane schiacciandola con il peso del proprio corpo. La turista è deceduta pochi minuti dopo in ospedale.

La vittima, un’insegnante di scuola elementare, pare fosse in viaggio con altri 14 turisti, tra cui anche il figlio di 4 anni e il marito. Stando alle ricostruzioni della polizia e ai racconti di alcuni testimoni, gran parte del gruppo si sarebbe prestato per delle foto ricordo con il pachiderma, spazientendolo. Inoltre, pare non vi fossero sufficienti elementi per garantire la sicurezza dei turisti, come la presenza di personale addestrato o cordoni di sicurezza per evitare un contatto troppo ravvicinato con gli esemplari.

I gestori del safari rifiutano la definizione di un comportamento violento da parte dell’elefante, giustificando l’accaduto come un fortuito incidente: la donna sarebbe infatti caduta fra le zampe del pachiderma che, con il suo normale movimento, l’avrebbe inavvertitamente colpita. Sul caso continuano a indagare le autorità locali, per la più completa delle ricostruzioni.

È di pochi giorni fa il risultato di un inchiesta che ha dimostrato come, soprattutto nei paesi asiatici, gli animali soffrano un grande stress dovuto alle richieste e alle stranezze dei turisti. L’incidente indiano non fa altro che confermare quanto precedentemente rilevato.

28 ottobre 2014
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