Anche il gatto può subire i fastidi del raffreddore: starnuti, naso irritato e gocciolamento non sono sintomi da prendere alla leggera. Proprio così, anche l’autonomo e indipendente gatto può cadere vittima degli agenti infettivi invernali, con conseguenze sia lieve che gravi. Come riconoscere la patologia e come curarla?

Quella del raffreddore è una malattia abbastanza frequente nei gatti, soprattutto in inverno o se sottoposti ad acqua e rapidi cambi di temperatura. Riconoscere l’infezione è abbastanza semplice, perché le caratteristiche sono simili a quelle del raffreddore umano, tuttavia il malessere del felino non va mai preso sotto gamba.

Sintomi

Così come per l’uomo, l’incubazione del raffreddore – causato dal comune coronavirus – dura pochissimi giorni e si manifesta con specifici segnali. Fra i tanti, bisogna prestare attenzione ai seguenti:

  • Starnuti: il gatto starnutisce di continuo durante il corso della giornata, spesso senza apparente motivo, e con grande sforzo pur di liberare le narici;
  • Naso irritato: il naso di un gatto con il raffreddore, oltre a essere spesso particolarmente umido, è spesso irritato e screpolato. Possono esservi anche delle piccole ferite aperte, dovute allo sfregamento con coperte o dalle zampe, con cui il micio tenta inutilmente di liberarsi;
  • Muco: vi è una grande produzione di muco, che sgorga quasi senza controllo dalle narici dell’animale, spesso molto denso e accompagnato a pus;
  • Occhi rossi: l’infezione da raffreddore causa nel gatto anche fastidi agli occhi, con l’area arrossata, lacrimante e spesso purulenta;
  • Inappetenza: proprio per le difficoltà respiratorie, il felino non riesce a sentire gli odori del cibo per lui preparato. Per istinto cautelativo, allora, l’animale si rifiuterà di mangiare alimenti che non può riconoscere tramite l’olfatto.

Sebbene nella maggior parte dei casi il raffreddore felino sia risolvibile con una cura domestica, è sempre meglio portare il micio dal veterinario: le conseguenze possono essere molto gravi, se la patologia non è correttamente trattata per tempo. Inoltre, solo il medico può discernere tra un raffreddore causato da virus e una situazione sintomatologica invece determinata da un’allergia ambientale, come quella a una pianta o a uno specifico detergente utilizzato in casa.

Cure e rimedi

Iniezione al gatto

Veterinary Giving The Vaccine To The Cat via Shutterstock

Come già accennato, il parere veterinario è fondamentale per la corretta cura del raffreddore del gatto: in abbinato ad alcuni rimedi che il proprietario potrà mettere in atto senza troppa preparazione, infatti, potrebbe essere necessaria un adeguato trattamento farmacologico. Di seguito, una lista generica del programma che il proprietario di un gatto malato sarà tenuto a seguire:

  • Farmaci: il veterinario potrebbe prescrivere dei farmaci di varia natura – antinfiammatori, antistaminici e antibiotici – per contenere l’infezione del gatto. Si tratta in genere di soluzioni liquide affinché possano essere disciolte nella pappa dell’animale, così che non se ne accorga e non ne rifiuti l’assunzione. Qualora fossero necessarie delle iniezioni, normalmente è il medico stesso a somministrarle;
  • Cibo: proprio per le difficoltà olfattive descritte poc’anzi, il gatto potrebbe rifiutare il cibo perché non in grado di odorarlo correttamente. Sono quindi sconsigliate crocchette e tutti i preparati secchi, meglio invece ricette umide – anche fatte in casa – a media temperatura affinché i profumi siano più intensi e quindi percepibili;
  • Pulizia: per evitare che il gatto continui a irritare naso e occhi con le zampette o sfregando il muso contro mobili è coperte, può essere utile procedere di tanto in tanto a una blanda pulizia esterna. Con un panno morbido lievemente imbevuto d’acqua, si passi la zona del naso e il contorno occhi, rimuovendo in modo dolce i residui solidi e purulenti;
  • Umidità: è utile umidificare l’ambiente per aiutare il felino a liberare le vie respiratorie. Ci si ricordi, quindi, di mantenere sempre pieni gli appositi contenitori sui termosifoni, magari aggiungendo delle gocce di essenza di camomilla o eucalipto con il loro effetto vasodilatatore sui condotti respiratori. Allo stesso modo, il veterinario potrebbe consigliare dei cicli d’aerosol, da effettuare con apposite mascherine per animali;
  • Silenzio: un gatto con il raffreddore sarà un micio particolarmente stressato. Per agevolare la guarigione, è consigliato evitare i rumori molesti, ridurre la fase di gioco e consentire all’animale di passare gran parte del suo tempo in completa privacy. Sonno e riposo velocizzeranno la convalescenza.

12 febbraio 2014
I vostri commenti
carlastella, martedì 28 febbraio 2017 alle13:59 ha scritto: rispondi »

Xcortesia qualcuno può dirmi,il mio gatto sole ha cominciato con raucedine,adesso è completamente muto,ma non ha raffreddore ne muco ne tosse,devo preoccuparmi? grazie della risposta

Gabriella, domenica 22 gennaio 2017 alle8:21 ha scritto: rispondi »

Il mio micio ha troppo spesso il vomito sono solo succhi gastrici e null'altro ma come sta meglio mangia x poi star male di nuovo cosa devo fare

orietta, venerdì 6 gennaio 2017 alle15:21 ha scritto: rispondi »

La mia gatta di 12anni mi preoccupa ha un raffreddore e mal di gola è la seconda volta che la porto dal veterinario ha preso diversi antibiotici ma non mangia sono preoccupata

faustadachille, giovedì 11 febbraio 2016 alle8:33 ha scritto: rispondi »

il mio gatto ha il raffredore come curarlo?

tonia, giovedì 15 ottobre 2015 alle23:34 ha scritto: rispondi »

Ciao mi ha incuriosito il fatto che i tuoi gatti abbiano 18 anni e godono di ottima salute. IO vorrei che tu mi indicassi quale cibo è meglio per loro. Ho due gatti a cui do crocchette della ONE e cibo umido in particolare GOURMET al tonno..tu cosa mi consigli? GRAZIE

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