I peli incarniti sotto le ascelle più che un problema estetico, come potrebbero essere quelli sulle gambe, sono un vero e proprio disagio. La consueta infiammazione associata alla crescita sottocutanea del fusto pilifero è aggravata dalla naturale acidità del sudore: fin da subito, dunque, il soggetto soffre di prurito e bruciore anche intenso.

In sé l’anomala crescita di un pelo incarnito non è una malattia, né una condizione della quale preoccuparsi troppo. Tuttavia, serve intervenire per rimuovere i peli sottocutanei prima che la trascuratezza conduca allo sviluppo di una follicolite. Questo aggravamento è una infezione del bulbo pilifero che richiede uno specifico trattamento, anche medico.

Vediamo quali sono i sintomi della anomala crescita dei peli nell’area ascellare, le cause e come rimediare ricorrendo all’uso di semplici ma efficaci rimedi naturali.

Sintomi

Il pelo incarnito è a tutti gli effetti un corpo estraneo e, crescendo, infiamma il tessuto sottocutaneo e la pelle nell’area circostante. Ciò comporta la formazione di piccole pustole arrossate spesso piene di pus. Sono proprio queste neo formazioni a essere pruriginose. La naturale tendenza a grattarsi irriterà ulteriormente la pelle e darà origine al bruciore.

Cause

Le ascelle sono, insieme alle gambe e all’inguine, una delle aree che più di frequente viene sottoposta a trattamenti di rasatura o depilazione a strappo. Entrambi gli interventi estetici rappresentano la causa principale della formazione dei peli incarniti. Per lo stesso motivo, nell’uomo una delle zone maggiormente colpite dal problema in questione è il viso, nelle aree sottoposte alla quotidiana rasatura.

La comprensione del meccanismo che impedisce al pelo di crescere in modo naturale è indispensabile per capire come intervenire e, in un momento successivo, come prevenire le ricadute.

  • Rasatura: sotto la doccia, o addirittura a secco di fronte a uno specchio, per radersi le ascelle è naturale alzare il braccio portando la mano dietro la testa. Ciò determina una naturale distensione della pelle che ha anche l’effetto di rendere più semplice la rasatura. Purtroppo, proprio questa azione fa sì che al rilascio del braccio la punta recisa del pelo venga ricoperta dal tessuto cutaneo che rientra nella sede e da uno strato di cellule morte. A questo punto l’unico aiuto è la pulizia post rasatura con una spugna in cellulosa con un lato esfoliante.
  • Depilatori a strappo e ceretta: Questi trattamenti di epilazione a volte più che strappare il pelo in tutta la sua lunghezza ne causano la rottura. Il pelo spezzato tende a restare imprigionato nella cute.

Rimedi naturali e prevenzione

I peli incarniti spesso scompaiono da soli, ma sia per il fastidio dovuto all’infiammazione della pelle che per le eventuali conseguenze, è meglio rimuoverli.

Quando la condizione non è grave può bastare un ago sterilizzato, un comune disinfettante e una pinzetta. Questo piccolo intervento può essere più semplice se si dedica prima qualche minuto a esfoliare la pelle. A questo proposito è efficace uno scrub, anche preparato in casa con qualche comune ingrediente. Una delle ricette più semplici in assoluto ed anche estremamente economica prevede l’uso dei soli fondi di caffè.

In ogni caso una volta rimosso il pelo incarnito è indispensabile lavare bene le ascelle, asciugarsi attentamente e asciugare bene. Nei casi in cui l’area, già prima dell’intervento fosse molto arrossata, si potrebbero fare degli impacchi di camomilla.

Il modo migliore per evitare le ricadute è mantenere la zona ascellare ben idratata e, durante la doccia, usare un guanto esfoliante morbido e dalla trama fine.

25 febbraio 2015
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