Una singolarissima storia proviene dagli Stati Uniti, dove una papera ha ricevuto in dono una zampetta stampata in 3D in sostituzione del suo arto mancante, in attesa di una protesi vera e propria in silicone.

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Buttercup è una paperella nata con un difetto alla zampa palmata sinistra, tale da impedirle la normale deambulazione. Lo scorso febbraio si è reso necessario un intervento di amputazione dell’arto, ma i suoi proprietari non si sono di certi persi d’animo. Così Mike Garey, un ingegnere informatico, ha deciso di contattare le società specializzate in stampa 3D per realizzare una protesi per il volatile.

Ad accettare la sfida è stata NovaCopy, azienda da tempo esperta proprio della ricostruzione d’oggetti in tre dimensioni. Gli esperti hanno quindi sottoposto a scan la zampa sinistra di Minnie, la sorella di Buttercup, e ne hanno ricreato una copia in un polimero semitrasparente e flessibile, dal peso simile a quello di una carta di credito. Si tratta di un primo prototipo, altri ne seguiranno nel tempo, affinché si avrà un calco perfetto e super-funzionale per realizzare una protesi in silicone vera e propria. Così spiega Melissa Ragsdale, presidente dei servizi di stampa 3D per NovaCopy:

Questa particolare zampa ha richiesto 13 ore per la stampa. Il piede semitrasparente è formato da un polimero leggero e sensibile alla luce, flessibile come una carta di credito.

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NovaCopy ha deciso di donare gratuitamente la zampetta al proprietario della papera, ma i costi sarebbero stati comunque contenuti: una simile stampa costa all’incirca sui 50 dollari. Perché, tuttavia, l’intero intervento si è reso necessario?

Stando a quanto riporta lo stesso proprietario, la zampa deforme ha esposto la papera a seri rischi di salute. Oltre all’impossibilità di deambulare correttamente e al dolore continuo provato dall’animale, la parte palmata era continuamente sottoposta a tagli, ferite anche importanti e infezioni. E proprio le infezioni da contatto con il terreno sono particolarmente pericolose per questi pennuti, tanto da poter minacciare la loro vita. La rimozione chirurgica dell’arto si è resa così obbligatoria, ma non si è però voluto privare Buttercup della gioia di poter nuotare o correre sul prato così come succede agli altri esemplari.

28 giugno 2013
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