I gatti comprendono e amano gli uomini

I gatti comprendono e amano gli uomini

I gatti sono fedeli e riconoscenti all'uomo quanto i cani anche se non lo manifestano esplicitamente: i risultati di una ricerca dell'Università di Tokyo.

Si cade spesso nel confronto tra cani e gatti in termini di dedizione all’uomo: i felini appaiono disinteressati, poco affettuosi, molto indipendenti e particolarmente slegati dalla figura dei loro proprietari. Ma è davvero così? Una recente ricerca suggerisce come i gatti siano altrettanto fedeli agli umani quanto i cani, solo che lo dimostrano con modalità differenti.

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Uno studio promosso dall’Università di Tokyo, e pubblicato nel numero di giugno di Animal Cognition, ha voluto vagliare il comportamento dei gatti e la loro psicologia per scoprire perché dimostrino meno attaccamento all’uomo rispetto ai cani. Perché, in altre parole, l’evoluzione del cane ha portato l’animale a seguire fedelmente gli ordini del proprietario, mentre il gatto così non si comporta? È forse un animale svincolato dalla relazione emotiva con gli esseri umani?

È vero: Fido è certamente più esplicito nelle manifestazioni d’affetto e scodinzolerà allegro al suo proprietario in qualsiasi occasione. Il gatto, invece, non ama essere disturbato e quando non ha voglia di interagire non tarderà a farlo capire con graffi, morsi o soffiando nervosamente. Eppure, anche i gatti hanno risposte emotive ben specifiche alla presenza dell’uomo.

La ricerca ha analizzato il comportamento felino in presenza umana, discriminando tra l’esistenza di una pregressa relazione oppure il contatto con uno sconosciuto. Sebbene non manifesti apertamente la propria gioia, il gatto ha una serie di reazioni fisiche se in contatto con il proprietario, come l’orientamento delle orecchie in direzione della voce, la dilatazione delle pupille a indicare un forte stato d’eccitazione interiore e specifici movimenti della coda. L’attività celebrare aumenterebbe e il tipo di sensazione connessa alla fiducia non sarebbe tanto dissimile da quella provata dai cani. Inoltre, vi sarebbero specifici tratti comportamentali che indicano quanto la relazione con l’uomo sia pregna: i gatti sono abituati dagli essere umani a comportarsi da cuccioli anche in età adulta – si pensi al gioco con palline, fili e via dicendo – fatto non condiviso da esemplari cresciuti in libertà, senza interazioni con altre specie.

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Perché, tuttavia, i felini stentano a dimostrare il loro affetto? A quanto pare, sebbene test ulteriori siano molto difficili da rilevare in un contesto scientifico, si ipotizza si tratti di un retaggio atavico. Date le sue dimensioni ridotte, il gatto è solitamente abituato a mimetizzare gli stati di malessere per non essere facile vittima dei predatori. La stessa motivazione sarebbe alla base della carenza di manifestazioni felici esplicite: un momento di festosa debolezza, nella natura selvaggia, potrebbe essere loro fatale. In conclusione, i gatti sono fedeli e amorevoli tanto quanto i cani. Ma anziché leccare il viso del proprietario o scodinzolare a più non posso, ci concedono una più silenziosa dilatazione della pupilla.

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