Tra i rimedi naturali più diffusi per la cura dei capelli, il lievito di birra è certamente uno dei più noti. Impiegato sin da tempi antichi, e tramandato di madre in figlia, questo ritrovato naturale pare risulti particolarmente utile per rinforzare e rinfoltire la chioma, districare i nodi, nonché per ridonare luminosità e lucentezza a ogni singolo capello. Ma quali sono le sue proprietà e, soprattutto, come usarlo in ambito casalingo?

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Prima di cominciare, è bene sottolineare come i disturbi dei capelli possano essere, in alcuni casi, indici di un malessere più grave dell’organismo. Per questo, prima di vagliare un rimedio naturale, è sempre bene affidarsi al medico dermatologo e ai professionisti, per eliminare e trattare cause eventualmente più profonde. Le informazioni riportare, di conseguenza, hanno solo carattere generale.

Lievito di birra: proprietà

Il Saccharomyces cerevisiae, comunemente noto come lievito di birra, è un organismo unicellulare appartenente al regno dei funghi, della famiglia delle Saccharomycetaceae. Il suo impiego come agente lievitante è noto sin da tempi antichissimi, tant’è che può essere considerato come il lievito più famoso, e importante, impiegato all’interno dell’alimentazione umana. Viene infatti usato da secoli per la realizzazione di prodotti da forno, ma anche per la produzione di birra, vino e altri alcolici. Il riferimento alla birra deriva dall’abbondante quantità che si ricava dalla fermentazione di questa bevanda, ma in realtà può essere presente anche altrove, come su alcuni vegetali: la sua prima scoperta, infatti, sembra sia connessa agli acini di uva, poiché questo lievito è presente nella pruina.

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Oltre alle eccellenti capacità lievitanti, questo lievito è molto noto anche per le sue proprietà nutritive. Ricco di sali minerali e vitamine del gruppo B – in particolare magnesio, fosforo, calcio, selenio e ferro – è molto noto per il suo alto contenuto di proteine, molte delle quali ad alto valore biologico e, di conseguenza, utili per l’assunzione di amminoacidi essenziali. L’elevata presenza di sali minerali ne spiega le doti uniche per la cura dei capelli e, più in generale, della pelle: è infatti un valido alleato per remineralizzare la chioma e le unghie, nonché ha effetti lenitivi sulla cute arrossata o irritata da eccessi di sebo, come può essere quella del cuoio capelluto. Inoltre, pare esprima un effetto antiossidante, una peculiarità ideale per combattere i segni del tempo, quali capelli sfibrati, colori sbiaditi e, in alcune situazioni, anche la caduta. Ovviamente, l’azione del lievito di birra si verifica per perdite di capelli lievi, dovute a stress oppure a un cattivo stile di vita. Non può avere particolare effetto, invece, su cause quale l’alopecia maschile, la cui causa è spesso genetica.

Lievito di birra: applicazione sui capelli

Il lievito di birra, così come già accennato, può risultare molto utile per la salute dei capelli. La sua azione si esplica sia tramite la normale alimentazione, grazie alle proprietà nutritive che apporta all’organismo, ma anche tramite applicazioni topiche. Il modo più semplice per approfittare dei benefici del lievito di birra per la chioma, infatti, è quello di realizzare una comoda maschera casalinga.

Realizzare una maschera al lievito di birra è molto semplice: sarà sufficiente procurarsi una tazza, da riempire all’incirca alla metà di olio extravergine d’oliva, e aggiungere tre o quattro cucchiai di lievito. Si procederà, quindi, a mescolare fino a ottenere un composto compatto ma morbido, da applicare freddo sui capelli aiutandosi con le dita e, non ultimo, verificando che la soluzione venga distribuita dalle radici alle punte. Buona norma, soprattutto per chi provasse per la prima volta, è provare la maschera su una ciocca di capelli nascosta e, solo qualora si fosse soddisfatti del risultato, ripetere l’operazione per l’intero capo. Una soluzione così semplice potrebbe essere utile per rinforzare capelli sfibrati, ma anche per limitare l’apparizione delle doppie punte e, non ultimo, per ridonare morbidezza all’intera chioma.

12 novembre 2016
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