La griffonia simplicifolia è una pianta della famiglia delle Fabacee, o leguminose, che cresce spontanea nelle aree caldo umide, perlopiù tropicali, dell’Africa.

La pianta adulta è un rampicante che può raggiungere i tre metri di altezza con i suoi rami legnosi. Nella medicina tradizionale del Gana e della Costa d’Avorio la griffonia è da tempo nota come fitoterapico: l’estratto secco dei semi della pianta è un rimedio per il trattamento dei disturbi dell’umore, del sonno e anche dell’appetito.

In tempi piuttosto recenti sono cominciati degli studi approfondimento per valutare l’efficacia di questo vegetale e approfondirne le caratteristiche terapeutiche.

Secondo le ricerche scientifiche, tutte le proprietà terapeutiche sono riconducibili a un determinato principio attivo, il 5-HTP (5-idrossitriptofano), un derivato dell’aminoacido triptofano: la molecola nel nostro organismo funge da precursore della sintesi della serotonina. Quest’ultima è un neurotrasmettitore sintetizzato nel sistema nervoso centrale e principalmente coinvolto nella regolazione del tono dell’umore, del sonno, della termoregolazione e dell’appetito.

La somministrazione di estratto di griffonia ha dimostrato di essere in grado di aumentare la quantità di serotonina in circolo: questo è il fondamento delle attività terapeutiche.

Indicazioni

L’estratto secco dei semi di griffonia è in commercio come integratore da solo o in associazione a melatonina e valeriana. In tutti i casi si tratta di preparati di libera vendita che non necessitano di prescrizione medica: in Italia l’uso di questa pianta è ammesso dal Ministero della salute come estratto vegetale impiegato per la preparazione di integratori alimentari.

Le indicazioni all’utilizzo sono:

  • regolazione del tono dell’umore in chi soffre di stress associato a sensazione di ansia e tristezza;
  • miglioramento della qualità del sonno;
  • trattamento coadiuvante, anche in caso di dieta, della fame nervosa e regolatore dell’appetito.

In merito a quest’ultima indicazione è noto che bassi livelli di serotonina inducono nel nostro organismo una reazione che viene avvertita come necessità di assumere zuccheri. L’assunzione di griffonia dunque lenisce i “morsi della fame”.

Controindicazioni ed effetti avversi

La griffonia contiene e libera una sostanza attiva e come tale, per quanto sia di origine assolutamente naturale, va assunta con attenzione. Nel caso specifico l’assunzione è controindicata in chi soffre di convulsioni, depressione maggiore, disturbi d’ansia o altre patologie di natura psichiatrica del tono dell’umore. L’estratto di griffonia è in genere ben tollerato e gli effetti collaterali registrati sono solo di lieve intensità: nausea, vomito e irritazione cutanea.

Interazione con i farmaci

I pazienti in terapia con iperico, o Erba di san Giovanni, per il trattamento delle depressione lieve dovrebbero essere avvertiti di evitare l’assunzione di integratori che contengano da solo o in associazione l’estratto secco di griffonia. Anche l’iperico, infatti, aumenta la concentrazione di serotonina nel cervello. La somma dell’attività dei due estratti vegetali potrebbe indurre la sindrome serotoninergica, una condizione anche grave che si manifesta con agitazione, confusione, disorientamento, eccessiva sudorazione, instabilità della pressione arteriosa, tachicardia ed iperventilazione. Per lo stesso motivo andrebbe evitata anche l’associazione della griffonia con i triptani, una classe di farmaci indicati per il trattamento dell’emicrania.

7 luglio 2015
I vostri commenti
Anna Maria, sabato 11 marzo 2017 alle23:51 ha scritto: rispondi »

Chi assume farmaci per l'ipertensione può assumere tranquillamente la griffonia per l'insonnia?

Iuliana, giovedì 7 gennaio 2016 alle22:35 ha scritto: rispondi »

Nell'articolo è sconsigliata l'assunzione di griffonia da parte di persone in cura con iperico ma esistono dei prodotti che contengono tutte e due le sostanze tipo Armovita

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