Veleni di tutti i tipi scaricati in due dei maggiori fiumi cinesi a causa della produzione di calzature e vestiario occidentali. L’accusa viene da Greenpeace e riguarda alcuni dei brand più importanti: Nike, Puma, Adidas, Converse, Calvin Klein, Lacoste, ecc. Queste aziende avrebbero stretto patti con varie industrie cinesi non proprio brillanti quanto a eco-sostenibilità. Come ha spiegato Li Yifang, la ricercatrice dell’associazione:

Nessuna delle grandi aziende citate nel nostro rapporto ha una politica chiara e trasparente che impone ai propri fornitori l’eliminazione dell’uso di questi agenti chimici pericolosi. Queste multinazionali fanno grandi affari con gli inquinatori. Non le accusiamo certamente di essere il diavolo, ma senza il loro intervento, i complessi tessili cinesi continueranno a scaricare nei fiumi orientali sostante inquinanti e tossiche.

Ad essere minacciati sia il Fiume Azzurro, sia il Fiume delle Perle, e l’elenco delle sostanze ritrovate in acqua da Greenpeace è impressionante: alchilfenoli, composti perfluorurati, cromo e altri metalli pesanti (nichel, rame, ecc.), cloroformio, insomma quanto basta per dichiarare la situazione allarmante.

Cauti i commenti rilasciati dalle aziende sopracitate. L’Adidas, ad esempio, afferma in merito:

La possibilità che vi siano alte concentrazioni di prodotti chimici è davvero bassa.

Per chi volesse approfondire è online in inglese l’intero dossier di Greenpeace.

14 luglio 2011
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento