Scorre del sangue canino nelle vene di un gatto di Miami. È quanto conferma la singolare storia di Buttercup, un micio anemico di Key West, salvato con una trasfusione con sangue di cane. La procedura, per quanto insolita, è ben nota nella letteratura veterinaria.

Il tutto è accaduto il mese scorso, quando il gatto è stato trasportato al Marathon Veterinary Hospital della città statunitense per improvvisi malori. È bastato un esame di laboratorio per scoprire come la conta dei globuli rossi dell’animale fosse scesa al 7%, ben al di sotto del limite del 35% di norma. Si è resa così necessaria una trasfusione, in carenza però di sangue felino.

Ottenere del sangue di gatto compatibile in breve tempo è sempre un’impresa ardua, poiché raramente si eseguono donazioni e, non ultimo, il micio non è animale che ben si presta a queste operazioni. Sul fronte canino, invece, negli Stati Uniti esistono vere e proprie banche di sangue, poiché le necessità di trasfusioni sono molto più frequenti. Così, avendo a disposizione delle sacche di sangue di un donatore Levriero, perfettamente compatibili con il gruppo sanguigno del felino malato, si è deciso di procedere con il trattamento. Sebbene vi siano delle differenze sostanziali, in letteratura veterinaria è dimostrato come le donazioni dal cane possano stimolare il metabolismo del gatto a produrre nuovi globuli rossi, senza problemi di rigetto o altri effetti collaterali. Così spiega Sean Perry, il medico che si è occupato della procedura:

È una situazione in cui non si può fornire sangue di tipo A a un gatto di tipo B, poiché ne causerebbe una grave reazione immunitaria. È stato in realtà più sicuro procedere con del sangue canino, poiché una procedura già utilizzata in passato seppur non comune.

L’organismo dei felini non presenta anticorpi specifici per gli antigeni dei globuli rossi di cane, di conseguenza non vi sono inizialmente reazioni immunitarie. Tuttavia l’operazione può essere eseguita una volta sola: dopo la prima esposizione, il gatto inizia a produrre tali anticorpi e una seconda trasfusione non sarà più possibile. Il processo impiegato, in sintesi, è quello della xenotrasfusione.

Sebbene la causa dell’anemia del quadrupede non sia stata svelata, a un mese di distanza Buttercup è in piena forma. Con un’unica eccezione: durante la visita dal veterinario i proprietari hanno scoperto, loro malgrado, come il gatto fosse un maschio anziché una femmina.

6 ottobre 2014
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