È stato salvato dall’intuizione di un veterinario, pronto a somministrargli vodka per combattere un’intossicazione in corso. È questa la singolare storia di un gatto, in condizioni davvero gravi a seguito della possibile ingestione di antigelo. Succede in Australia, dove è ora in corso la stagione invernale e le problematiche dovute all’ingestione di antigelo sono all’ordine del giorno per i numerosi specialisti che operano nel continente.

I gatti sono spesso attirati da questa sostanza chimica, usata per sciogliere il ghiaccio dalle strade o dai parabrezza delle automobili: nonostante il colore intenso, di norma un blu molto acceso, i felini vengono attirati dal sapore dell’antigelo. L’assunzione, tuttavia, risulta estremamente tossica: il composto blocca le funzionalità dei reni e crea danni neurologici, spesso comportando la morte. Un destino a cui stava andando incontro un micio di un anno d’età, recuperato a Lowood, nei pressi di Brisbane, e condotto in un centro veterinario della RSPCA date le sue condizioni di salute.

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I veterinari hanno rilevato una forte ipotermia, nonché uno stato convulsivo: a seguito delle prime indagini, è emersa una funzionalità dei reni estremamente ridotta, dovuta probabilmente all’ingestione di antigelo. Considerate le condizioni drammatiche del felino, la veterinaria Sarah Kanther ha dovuto agire in fretta, scegliendo una soluzione poco convenzionale ma molto efficace: la vodka.

Nella clinica era presente una bottiglia ancora sigillata, un regalo dello scorso Natale rimasto presso la struttura. Così la veterinaria ha deciso di approfittarne, sulla base di una semplice evidenza: gli enzimi che metabolizzano l’antigelo, rendendolo dannoso per i reni, sono anche gli stessi che metabolizzano l’alcol. Così è cominciata una somministrazione controllata del superalcolico al gatto, per un arco di tempo di 12 ore.

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Il trattamento si è rivelato efficace: l’animale si è ripreso velocemente, senza ulteriori danni ai reni. Unica conseguenza una media ubriacatura, con un’andatura poco stabile per mezza giornata, nulla che tuttavia non si sia risolta con un po’ di riposo. A contribuire nella guarigione dell’animale non solo la vodka, tuttavia, ma anche la sua giovane età. L’animale, sprovvisto di microchip, sarà ora affidato momentaneamente a una famiglia, in cerca di un’adozione definitiva.

17 luglio 2017
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