Mai come in quest’ultimo anno l’attenzione della ricerca animale si è concentrata sul ruolo del gatto, in particolare sulle sue peculiarità comunicative e sulla capacità di comprendere correttamente il proprietario. Grazie alle ricerche dell’Università di Tokyo, la scorsa estate è stato provato come il micio riconosca la voce dell’umano per lui più significativo, così come i felini siano in grado di stabilire con gli umani una relazione emotiva. Una nuova branca di questa ricerca, però, svela scientificamente quel che i possessori di gatti sanno da sempre: relazione emotiva sì, ma solo quando il micio lo desidera.

Non saranno forse felici di saperlo gli amanti dei gatti di tutto il mondo, ma Fufi non solo riconosce correttamente il suo proprietario, ma lo ignora più che volentieri. È quanto emerge da una branca della sopracitata ricerca dell’Università di Tokyo passata in sordina la scorsa estate: il micio segue una “don’t care attitude” – una forma molto raffinata e archetipica di menefreghismo – per tutto il corso della sua vita.

I ricercatori hanno analizzato 20 gatti domestici per oltre 8 mesi, per capire come i felini rispondano all’interazione diretta con l’uomo. Si è quindi scoperto, così come già detto nei precedenti interventi, come nel 50-70% dei casi i mici siano in grado di riconoscere correttamente la voce del loro proprietario, considerato come muovano la testa o orientino le orecchie. Ma quel che fino a oggi non è emerso è come solo nel 10% degli episodi effettivamente il gatto risponda alla chiamata degli umani, per il restante 90% continua nelle proprie attività non badando deliberatamente al richiamo. E, a quanto pare, oltre il danno la beffa: più il proprietario si affanna per evitare il gatto si lanci in comportamenti vietati o disdicevoli, maggiori sono le probabilità che l’animale ignori il suo umano di riferimento e prosegua per la sua strada. In definitiva, i gatti non sono solamente indipendenti, ma anche poco avvezzi agli ordini.

Questo non significa che il micio non ami gli umani o che consideri invadente la loro presenza. Come già ripetuto più volte, tra proprietario e gatto si viene a creare una situazione simile a quella che i cuccioli hanno con la loro madre, un rapporto di dipendenza ma anche di capricci. E il gatto, proprio per questo, è riconoscente al proprietario sebbene non sempre lo manifesti. Kazutaka Shinozuka, del dipartimento di medicina dell’Università della Florida del Sud, tuttavia spiega come il meccanismo che davvero leghi il felino all’uomo non sia tutt’ora stato scoperto. Nel frattempo non resta che rassegnarsi: il gatto non ci darà mai piena retta.

3 dicembre 2013
I vostri commenti
michele, martedì 7 marzo 2017 alle14:27 ha scritto: rispondi »

È vero quello che dici, però qualche volta questa sua indifferenza ci ferisce no..

Perché??, sabato 17 settembre 2016 alle16:20 ha scritto: rispondi »

Salve a tutti, Di recente mi hanno trovato un male e da allora sono mancata spesso da casa... da qualche giorno sono tornata ma il mio micione mi ignora e gli da fastidio la mia presenza, secondo voi gli passerà??

tedria, venerdì 17 ottobre 2014 alle13:37 ha scritto: rispondi »

I gatti sono animali straordinari. Mi sembra molto "pessimista" questo articolo. E' vero, infatti, che il gatto (con molti neuroni più del cane) capisce praticamente tutto (il mio ha scoperto addirittura il meccanismo di apertura delle persiane, dopo averci osservati per qualche tempo) e molto spesso non ascolta, ma dobbiamo ricordare che il gatto è più simile ad una persona che ad altri animali domestici. Infatti, il gatto è risaputo come un animale affettuoso, si, ma solo con chi gradisce e solo quando ne ha voglia. Proprio come noi. Un cane fa le feste a tutti, il gatto riserverà questi gesti a chi si occupa di lui. Quindi, il fatto che se di luna storta ignori i richiami che sa benissimo essergli indirizzati, non fa altro che farlo sentire un po' più vicino al mio modo di essere e me lo fa piacere ancora di più.

giovanni esposito, mercoledì 18 dicembre 2013 alle15:16 ha scritto: rispondi »

E' molto interessante capire la psicologia dell'animale.il mio gatto' per esempio, è cocciuto e quando vuole fare qualcosa non cìè verso di fargli cambiare idea. continua finchè non ha vinto lui e non ha fatto quello che voleva fare.

GIADA, lunedì 9 dicembre 2013 alle15:48 ha scritto: rispondi »

Finalmente mi spiego tante cose... e poichè sono d'accordo con Elena cercherò di offendermi di meno la prossima volta che i miei gatti mi ignoreranno!

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