Il fotovoltaico spaziale è un sogno che si realizzerà entro il 2030. A sostenerlo è Avvenia, tra i maggiori “player” in Italia per l’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, che torna a parlare di impianti solari satellitari in grado di inviare energia elettrica sulla Terra. Il tutto dovrebbe avvenire attraverso l’impiego di raggi, inviati da specchi solari e diretti verso una centrale recettrice sulla superficie terrestre.

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I primi test relativi al fotovoltaico spaziale sono attesi per il 2020, spiegano gli analisti Avvenia. Una volta inviati nello spazio dei satelliti muniti di pannelli solari, questi ultimi ritrasmetteranno l’energia pulita prodotta sulla Terra sotto forma di microonde e laser. Impegnati nello sviluppo del progetto diversi centri di ricerca statunitensi, europei, giapponei e cinesi.

L’obiettivo finale di tale sviluppo tecnologico è quello di arrivare a sfruttare l’energia offerta dal fotovoltaico 24 ore su 24, dando così continuità a una risorsa abbondante e sostenibile come quella solare. Come ha sottolineato Giovanni Campaniello, fondatore ed amministratore unico di Avvenia:

Un programma che oggi diventa fattibile grazie al potenziamento dell’efficientamento energetico delle cellule fotovoltaiche spaziali, il cui rendimento è aumentato notevolmente negli ultimi anni, passando dal 5% degli Anni 50 al 32% di oggi, mentre un insieme di specchi correlati ulteriormente efficientati può far crescere questo rendimento al 54%.

16 marzo 2017
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