La cattura e lo stoccaggio del carbonio è una soluzione tampone per limitare le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera senza arrestare i processi industriali più inquinanti. Secondo una recente analisi condotta dai ricercatori della University of California di Berkeley, se la produzione di elettricità dalle biomasse venisse combinata al sequestro del carbonio la produzione di energia potrebbe diventare addirittura carbon-negative. Il carbonio immagazzinato negli impianti sarebbe superiore a quello emesso per produrre energia dai rifiuti urbani o dagli scarti agricoli.

Secondo gli autori della ricerca la massiccia diffusione di impianti simili negli Stati Uniti potrebbe prospettare un futuro a zero emissioni dal 2050, quando la tecnologia dovrebbe essere disponibile e conveniente per una produzione su scala industriale. Come ha illustrato Daniel Sanchez, una delle firme dello studio, al momento la tecnologia per la cattura e lo stoccaggio del carbonio ha uno sviluppo commerciale incerto:

Tuttavia, grazie al sequestro della CO2, tra 35 anni gli Stati Uniti Occidentali potranno non soltanto ridurre le emissioni di gas serra dell’80%, come è nelle intenzioni della California, ma potrebbero addirittura rendere il sistema energetico carbon negative: il carbonio immagazzinato sarebbe superiore a quello emesso.

Daniel Kammen, coordinatore dello studio, è convinto che la cattura e lo stoccaggio del carbonio sia una delle soluzioni più convenienti per mitigare il riscaldamento globale causato dalle emissioni delle attività umane.

Secondo Kammen questa strategia potrebbe tornare particolarmente utile se il cambiamento climatico dovesse rivelarsi peggiore del previsto o se la riduzione delle emissioni con altri metodi dovesse fallire i suoi obiettivi.

Catturare e stoccare la CO2 avrebbe infatti un effetto immediato sulla quantità di gas serra in circolo, frenando l’aumento delle temperature globali e i loro drammatici effetti sugli ecosistemi e sulla popolazione mondiale.

Anche se le centrali a biomassa con sistemi di cattura del carbonio sono molto costose, gli esperti dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) sono fiduciosi e pensano che tra 50 anni l’adozione di una simile tecnologia sarà praticabile a livello economico.

Secondo le stime degli esperti l’adozione di un modello energetico basato su bioenergie e stoccaggio del carbonio porterebbe a una riduzione delle emissioni di gas serra del 145% rispetto ai livelli registrati nel 1990.

10 febbraio 2015
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I vostri commenti
Giglio Gozzi, mercoledì 11 febbraio 2015 alle21:51 ha scritto: rispondi »

Parlerei di scoperta soleo se si potesse in qualche modo separare il CO2 in OSSIGENO e CARBONIO.

piero quercia, mercoledì 11 febbraio 2015 alle10:13 ha scritto: rispondi »

Intanto si potrebbe cominciare a ridurre la co2 tornando alla agricoltura con concimi organici e con altri sistemi che incrementino l humus di batteri anaerobici che si nutrono di co2 e di inquinanti cancerogeni che sversiamo a tonnellate nei terreni e li bioelaborano rendendoli inoffensivi

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