Uno studio firmato dal professor Erckard Helmers della Triers University ha riacceso i riflettori sull’impatto ambientale delle auto diesel. Secondo lo scienziato tedesco le emissioni di nerofumo dei veicoli diesel potrebbero essere state sottostimate dalle autorità europee. Le auto diesel prodotte prima del 2005 potrebbero emettere dal 25% e fino al 50% in più rispetto alle stime. Una percentuale corrispondente a 40-80 grammi di CO2 equivalente per chilometro in più del previsto.

Lo studio dimostra che la scelta di promuovere le auto diesel compiuta nei decenni scorsi dall’Unione Europea è stata infelice. La strategia comunitaria mirava a limitare l’inquinamento atmosferico per combattere i cambiamenti climatici, ma si è rivelata fallimentare. Come illustra Helmers:

Le auto diesel stanno accelerando il riscaldamento globale invece di mitigarlo. Le politiche europee hanno prodotto il risultato opposto a quello sperato, esponendo la popolazione a livelli elevati di inquinamento.

Helmers cita uno studio francese sull’inefficacia dei filtri antiparticolato. Ben il 75% dei dispositivi installati sulle auto diesel prodotte dopo il 2005 non funziona correttamente. L’esperto si chiede come mai l’UE abbia deciso di sostenere la diffusione delle auto diesel. Le cifre parlano chiaro: oltre la metà delle nuove auto vendute negli Stati membri è dotata di un motore diesel, eppure il biossido di azoto causa circa 70 mila morti premature all’anno in Europa.

Helmers reputa più efficace la strategia del Giappone che ha scelto di puntare sulle auto ibride. Le nuove auto vendute in Giappone nel 2013 emettevano mediamente 20 grammi di CO2 equivalente in meno per km rispetto a quelle vendute in Europa. Come spiega lo scienziato:

L’industria automobilistica giapponese 20 anni fa è stata costretta a investire in tecnologie più efficienti, che hanno portato allo sviluppo delle auto ibride.

Secondo Helmers se l’Europa avesse seguito l’esempio del Giappone, le emissioni di CO2 e NOx del parco auto oggi sarebbero nettamente inferiori. La Commissione Europea non ha voluto rilasciare commenti sullo studio. Un portavoce della European Automobile Association ha invece ribadito che le auto diesel emettono il 15% di CO2 in meno rispetto alle auto a benzina.

La German Federal Environment Agency ha spiegato che grazie ai filtri antiparticolato oggi è possibile rimuovere il 99,9% delle emissioni di nerofumo generate dai motori diesel. Un’efficacia confermata dai valori di nerofumo in netto decremento nelle città tedesche.

Secondo l’associazione ambientalista Transport and Environment i filtri antiparticolato però possono essere rimossi legalmente. Individuare le auto che violano le norme è difficile. I software per la rilevazione delle emissioni reali spesso subiscono manomissioni.

Gli ambientalisti ricordano che il nerofumo rappresenta una grave minaccia per la salute pubblica e per l’ambiente. Questa sostanza riduce la capacità del ghiaccio e della neve di riflettere la luce solare, accelerando il surriscaldamento della troposfera.

22 febbraio 2016
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