La dieta anti candida è uno schema alimentare dal quale vengono esclusi alcuni alimenti che potrebbero favorire la proliferazione della Candida Albicans, un fungo saprofita che può infettare il cavo orale, la mucosa vaginale o il tratto gastrointestinale. Il fungo in questione è normalmente residente nel nostro organismo – è appunto un saprofita – e, addirittura, nel tratto gastrointestinale favorisce la digestione degli zuccheri. La candidosi è determinata da una eccessiva proliferazione del fungo, che diventa così patogeno.

Vediamo dove può manifestarsi la candidosi, quali sono i sintomi e come funziona la dieta anti candida.

La candidosi e i sintomi

La Candida Albicans prolifera e diventa patogena quando si verifica una depressione dell’attività del sistema immunitario, condizione tipicamente causata dallo stress o da squilibri ormonali. È dimostrato che anche una lunga terapia antibiotica può provocare l’iper-proliferazione di questo fungo.

L’infezione si manifesta più comunemente a carico della mucosa orale, dove prende il nome di mughetto, e nella mucosa vaginale. In quest’ultimo caso, l’infezione provoca intenso prurito, bruciore e perdite biancastre maleodoranti. Anche i genitali maschili sono sensibili all’infezione da candida.

Il mughetto, ovvero la forma orale, invece si manifesta con un evidente arrossamento della mucosa, ma anche anche delle tonsille e della gola e con la comparsa di lesioni biancastre più o meno espanse. La candidosi orale è piuttosto frequente anche nei bambini di età compresa tra i 3 ed i 9 anni circa.

Prurito, fastidio, arrossamento e macchie sono anche i sintomi con cui si manifesta la candida sulla cute. Comune è anche la forma intestinale che causa gonfiore addominale, disturbi del transito intestinale che possono esitare in diarrea prolungata o stipsi, stanchezza, apatia ed emicrania. A lungo termine si verifica anche una sindrome da malassorbimento intestinale.

La dieta anti candida

I dati scientifici a supporto della dieta anti candida sono ancora provvisori. Nonostante ciò, l’approccio alimentare alla terapia di questa infezione è piuttosto noto ed è diffuso da più di 30 anni: è del 1983 il libro diretto al pubblico che, per la prima volta, ha trattato l’argomento.
Il principio base della dieta anti candida consiste nell’eliminazione di alcuni alimenti. Come tutti i regimi alimentari che prevedano una modifica della normale alimentazione, è importante rivolgersi al medico per evitare l’instaurarsi di uno stato di malnutrizione. In ogni caso, qualora la candida si fosse manifestata, è indispensabile rivolgersi al medico curante che provvederà a prescrivere, se necessario, una adeguata terapia farmacologica.

La dieta per la candida potrebbe, comunque, essere seguita mantenendo con semplicità un apporto equilibrato dei macronutrienti e della calorie. Da evitare in caso di sono:

  • gli alimenti ricchi di zuccheri semplici, come ad esempio i dolci;
  • la frutta troppo ricca di zuccheri come ad esempio cachi, fichi, banane, uva, frutta secca, canditi e frutta sciroppata;
  • succhi di frutta e altre bevande zuccherate;
  • le bevande alcoliche;
  • aceto;
  • cereali raffinati, il pane e tutti i prodotti da forno che contengono lieviti;
  • ridurre al minimo il consumo di alimenti conservati.

La frutta concessa andrebbe comunque consumata al massimo una volta al giorno: per assicurarsi il giusto apporto di fibra vegetale e micronutrienti è meglio consumare una porzione di verdura in più, anche con centrifugato o estratto.

Chi segue la dieta anti candida dovrebbe preferire il consumo di:

  • yogurt al naturale;
  • cereali integrali;
  • pesce ed eventualmente carne bianca magra;
  • olio extravergine di oliva;
  • frutta poco zuccherina come mele, pere, fragole, albicocche, arance, pesche, frutti di bosco.

Secondo alcune ricerche di fitoterapia, lo zenzero, la cannella, il timo e il rosmarino contengono principi attivi efficaci per contrastare la proliferazione della Candida Albicans. Per tale motivo è utile anche farne uso nella preparazione dei cibi, anche per arricchire il sapore limitando di conseguenza l’uso del sale. Anche l’impiego dell’aglio sembra favorire la remissione dell’infezione.

Utile è anche l’attenzione all’introduzione nella dieta quotidiana di alimenti prebiotici, come le fibre vegetali, che nutrono e mantengono in salute la flora batterica intestinale, e di alimenti probiotici come il kefir e lo yogurt che contengono lactobacilli e bifido-batteri essenziali per mantenere un sano equilibrio della flora batterica intestinale.

23 maggio 2016
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