Economia

Dal cappotto alla domotica: quanto costano i lavori che trasformano una casa fantasma

Dal cappotto alla domotica: quanto costano i lavori che trasformano una casa fantasma
Dal cappotto alla domotica: quanto costano i lavori che trasformano una casa fantasma

In Italia ci sono circa 10 milioni di abitazioni vuote. Case spesso ferme da anni, difficili da vendere o da affittare perché consumano troppo, sono poco comode da gestire e hanno impianti ormai superati. La strada, oggi, passa dalla riqualificazione: secondo un’analisi ENEA e MCE Lab, con i lavori giusti il valore di un immobile può crescere fino al 45%.

Non è un tema che riguarda solo chi vuole mettere casa sul mercato. Un’abitazione che consuma meno, offre più comfort e risponde agli standard richiesti oggi si affitta meglio, perde meno valore e può diventare più appetibile anche per l’uso turistico. È qui che il costo dei lavori smette di essere una voce generica e comincia a pesare sul rendimento reale della casa.

Isolare tetti, soffitti e pareti: quanto costa davvero la coibentazione

La prima voce da guardare è quasi sempre la coibentazione. È lì che si gioca una parte decisiva della dispersione energetica, soprattutto negli edifici costruiti prima degli anni Ottanta, una quota importante delle case oggi inutilizzate. Secondo i dati richiamati da ENEA, isolare coperture e soffitti costa in media circa 170 euro al metro quadrato. Per le pareti si sale attorno ai 200 euro al metro quadrato, con differenze legate ai materiali e al tipo di intervento scelto.

Un cappotto termico fatto bene costa, certo. Ma cambia il modo in cui la casa si comporta d’inverno e d’estate: taglia i consumi, migliora il comfort e rende gli ambienti più vivibili. Per chi ha un immobile fermo da tempo, spesso è il passaggio che permette davvero di rimetterlo sul mercato. Anche perché la classe energetica pesa sempre di più nelle trattative e nella valutazione di chi compra.

Nuovi infissi e schermature solari: l’intervento che taglia dispersioni e caldo estivo

Dopo l’involucro, il nodo sono gli infissi. Cambiare le finestre costa in media circa 900 euro al metro quadrato, con variazioni legate al materiale, dal PVC al legno, fino all’alluminio o alle soluzioni miste, e alla qualità dei vetri. Non è un dettaglio: serramenti vecchi possono vanificare buona parte del lavoro fatto sulle pareti. A questa spesa si aggiungono le schermature solari, circa 280 euro al metro quadrato, sempre più importanti in un Paese dove il raffrescamento estivo pesa ogni anno di più sulle bollette.

Tende tecniche, frangisole e sistemi esterni aiutano a limitare il surriscaldamento delle stanze e riducono l’uso dei climatizzatori. Per un appartamento vuoto da valorizzare, sono lavori che si vedono non solo nei consumi. Si sentono anche nella qualità della casa: meno rumore, temperature più stabili, ambienti più adatti a quello che oggi chiede il mercato.

Pompe di calore, fotovoltaico e solare termico: la spesa per un appartamento tipo

La parte degli impianti è quella che porta la casa verso un modello più efficiente. Per una pompa di calore i costi cambiano in base alla potenza: fino a 10 kW si parla di circa 950 euro per kW, mentre tra 10 e 35 kW si arriva a 1.300 euro per kW. ENEA stima che, per un appartamento di 150 metri quadrati, la spesa possa stare tra 10 e 12 mila euro. Sul fronte del fotovoltaico, il costo medio è di circa 2.300 euro per kW: un impianto da 3 kW richiede in media 18 metri quadrati di superficie disponibile e può essere affiancato da un sistema di accumulo da circa 950 euro per kWh.

Il solare termico per l’acqua calda sanitaria si colloca invece attorno ai 1.600 euro al metro quadrato e, per una famiglia di quattro persone, servono in media 4 metri quadrati di pannelli. In pratica, chi interviene su una casa vuota non sta comprando solo tecnologia. Sta riducendo il rischio di ritrovarsi con un immobile difficile da affittare o da vendere, in un mercato che guarda sempre di più a edifici meno energivori e più autonomi.

Building automation: perché la domotica pesa ormai nel conto dei lavori

Fino a pochi anni fa la domotica sembrava un’aggiunta in più, quasi un optional. Oggi entra invece nel conto della riqualificazione con un peso molto più concreto. I sistemi di building automation costano in media circa 70 euro al metro quadrato e permettono di gestire in modo più intelligente riscaldamento, raffrescamento, illuminazione e consumi. In un appartamento destinato all’affitto, soprattutto breve, significa controllo a distanza, meno sprechi e gestione più semplice.

In una casa da vendere, vuol dire presentare un immobile già vicino alle aspettative di chi cerca comfort e spese prevedibili. Sullo sfondo c’è anche la direttiva europea sulle case green, che spinge gli Stati membri a ridurre progressivamente i consumi del patrimonio residenziale entro il 2030 e il 2035. Per questo la riqualificazione non è più solo una scelta tecnica. Sta diventando la linea che separa le case destinate a restare ferme da quelle che possono tornare ad avere un valore pieno, economico e abitativo.

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