Il cavallo è un animale molto intelligente e forte, la sua versatilità ha permesso all’uomo un impiego costante in moltissime attività. Dallo sport al lavoro, dalle gare alla pet-therapy, questo incredibile animale ha sempre dimostrato una forte indole all’adattamento. Ma in realtà il bellissimo quadrupede ama passare del tempo a rilassarsi, pascolare e godersi il sole. La sua natura selvaggia non si spegne, ma rimane parte integrante del suo animo e del suo carattere. Nonostante non esistano quasi più cavalli naturalmente selvaggi, ancora oggi branchi di esemplari sono stati reinseriti in natura in parchi naturali e zone verdi monitorate.

Il quadrupede dal corpo agile e possente è in realtà un soggetto socievole, delicato e molto attento. Ama destinare la sua attenzione ai suoi simili, ma è curioso anche nei confronti di altre specie che non reputa pericolose. Tra queste anche l’uomo con cui comunica attraverso il tatto, il grooming con cui il proprietario accarezza e cura l’animale e determina un lessico comune. Il cavallo possiede sensi molto sviluppati e, tra questi, la capacità di captare e prevedere situazioni di pericolo e spiacevoli. Il suo olfatto gli consente di percepire la presenza di persone spaventate oppure pericolose, a cui risponde di conseguenza attraverso un comportamento pacifico oppure ostile. Anche la voce è un mezzo di interazione che usa per mostrare il suo stato d’animo o comunicare con simili o con altre specie.

Struttura fisica e carattere

Profilo cavallo

Back Shot Of A Horse via Shutterstock

Anni e anni di incroci e selezioni imposte dall’uomo hanno determinato la presenza di alcune razze, con altezze, strutture e conformazioni differenti. Solitamente il cavallo appare come animale slanciato, dalla muscolatura potente anche se elegante. La struttura ossea è spesso leggera e la sua è un’agilità naturale, tanto da risultare un animale veloce e scattante. La proporzione tra testa, busto, zampe e struttura generale deve risultare tendenzialmente equilibrata. La differenza caratterizza le varie razze, frutto anche di un’evoluzione lenta e costante. I primi passaggi di questo animale sono datati 75 milioni di anni fa, l’antico antenato somigliava più a una volpe e la struttura fisica era completamente diversa.

L’evoluzione, l’adattamento, la sopravvivenza di alcuni esemplari a discapito di altri ha condotto il cavallo all’ultima modifica di 10-25 milioni di anni fa. Cambi radicali hanno interessato denti, collo, zampe più lunghe, occhi, quindi dita trasformate in zoccoli. La visuale in particolare si è spostata da frontale a laterale, il cavallo vede benissimo anche di notte ma non molto frontalmente. Per questo motivo la sua percezione dei lati della visuale è molto alta, indispensabile quindi muoversi con cautela per non spaventarlo. Solitamente comunica attraverso la testa, che scuote e muove, oppure gli occhi, la bocca con cui borbotta, nitrisce o mastica. Importante anche il linguaggio delle zampe e delle orecchie, che ruota a seconda dello stato d’animo.

Come anticipato è un essere sensibile dall’animo buono, ironico e gentile, oltre che scaltro. Ma se istigato può mostrare la sua avversione alle imposizioni non gradite, quindi una predisposizione alla testardaggine. A dispetto dei falsi miti, il quadrupede è di indole pacifica, se mostra decisione o ritrosia è perché può aver subito traumi o violenze. In questo caso è importante agire con dolcezza e attenzione, ignorando eventuali provocazioni per conquistare la sua fiducia. Al contempo un animale troppo viziato risulterà capriccioso e cocciuto, con questo genere di quadrupede è bene agire con poche ma fondamentali regole ma senza usare la violenza. La sua infinita pazienza e delicatezza, a dispetto della stazza, lo rende l’animale più impiegato nella pratica della pet-therapy. La sua sensibilità lo spinge a percepire le difficoltà presenti nelle persone poste al suo fianco, con cui potrà relazionarsi di conseguenza.

Cavallo e branco

Branco cavalli

Herd Of Hurrying Horse On The Field via Shutterstock

Indubbiamente è un animale socievole che ama condividere la vita di comunità e branco. All’interno del gruppo stabilisce amicizie durature e rapporti affettivi molto longevi, ma possono avvenire piccoli screzi dati dalla giovane età utili per conoscersi. Il branco è gerarchico e matriarcale, il capo è chi guida alla ricerca di cibo, risorse, protezione, rifugio. Questo ruolo è quasi sempre impersonato da una cavalla anziana con esperienza, che raramente abbandona il branco. Solitamente il maschio svolge il ruolo di stallone per la riproduzione e mai di leader, può condividere il compito solo in caso di pericolo e necessità. Possono convivere più stalloni nello stesso branco, si stabilisce una gerarchia democratica dove il maschio predominante si assicura più femmine rispetto ai subalterni. I cavalli cambiano gruppo familiare molto raramente e lo fanno solo quando le risorse diventano insufficienti. Il maschio solitamente protegge i piccoli e il gruppo, mentre le femmine difficilmente sono in conflitto tra di loro. Spesso, anche in assenza di stallone, possono convivere pacificamente per il bene della comunità.

5 maggio 2014
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