Cani e proprietari sovente stringono un legame affettivo ed empatico molto forte, tanto da spartire spazi, abitudini e rituali. Non è strano quindi avvertire similitudini comportamentali oppure date dalla routine del quotidiano, ma anche errori che il proprietario mette in atto in buona fede. Non è atipico che questo incappi in sbagli e comandi imposti nel modo errato, dimenticando che il cane è un animale e non una persona. Certo, può capitare di stringere affetti molto forti con il quadrupede d’affezione, confondendo ruoli e tipologia di interazione. Ma l’estrema umanizzazione che alcuni proprietari impongono agli esemplari di casa, anche se con amore, non sempre è positiva.

L’animale, che considera la famiglia il suo branco e il proprietario il capobranco, finisce per confondere la gerarchia familiare assumendo atteggiamenti sbagliati. Ad esempio abbigliandolo in modo esagerato, con accessori non consoni alla sua razza e non solo per la sua protezione corporale. Oppure sfruttando una pausa di riposo del cane, mentre dorme, per trasformarlo facendogli indossare cappellini, occhiali, appoggiando libri e riviste accanto alle zampe oppure avvolgendolo in magliette e cimeli della squadra del cuore. Una pratica diffusa, spesso divertente e simpatica, ma che può degenerare fino al ricordo di abiti da bebè oppure tutine che limitano l’indole canina.

Comportamenti e ritualità uomo e cane

Il cane spesso adora sonnecchiare nel letto con il proprietario, usanza e concessione che porta a una monopolizzazione del giaciglio da parte del quadrupede. A fronte di un cane invadente durante il periodo estivo è altresì piacevole dormicchiare con il piccolo amico acciambellato accanto ai piedi, delicata e calorosa presenza durante l’inverno. Esistono però degli atteggiamenti che possono confondere l’amico di casa, come ad esempio sgridarlo per una marachella, per arginare la ripetizione della stessa, per poi consolarlo pochi minuti dopo. Ma anche allungare sottobanco il cibo che avanza nel piatto, specialmente a fronte di sguardi languidi e insistenti. Non tutto ciò di cui si nutre l’uomo è adatto per la digestione canina, spesso l’eccesso di condimenti potrebbe risultare negativo.

Esistono anche atteggiamenti corretti da metter in atto, mediando tra l’indole protettiva e la precisa gestione del cane. Ad esempio uscire di casa rassicurando il cane del proprio ritorno potrebbe risultare utile se applicato nel modo giusto, senza enfatizzare la partenza e senza provocare agitazione. Piuttosto distraendo l’animale con un gioco o con il kong, dentro cui inserire prelibatezze. Associando l’uscita al kong, il cane potrebbe dimezzare l’ansia da separazione. Giusto quindi premiare l’animale ed elargire complimenti per un comportamento corretto e un comando assimilato, sbagliato complimentarsi per azioni naturali come assumere il cibo o espletare le funzioni fisiologiche.

Vivere con un quadrupede comporta quindi una serie di incombenze utili per il suo benessere, ad esempio vaccinazioni, bagnetto, cure veterinarie e l’applicazione di antiparassitari. Ma è indispensabile garantirgli gli appuntamenti con le passeggiate quotidiane, a prescindere dalla condizione atmosferica, che gli permettano di socializzare con gli altri simili. Ovviamente l’amore e l’affetto verso il quadrupede di casa aumenteranno con il trascorrere del tempo, comportamento inevitabile dato dalla sintonia e dalla condivisione quotidiana. Anche se può risultare naturale parlare del proprio amico con entusiasmo, considerandolo parte attiva della famiglia, non bisogna scordare i ruoli senza trasformare l’animale in un pupazzo o un peluche.

9 marzo 2015
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