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Veterinario imbottiva cani di droga: li sfruttava come corrieri

Veterinario imbottiva cani di droga: li sfruttava come corrieri

Fonte immagine: Pexels

Un veterinario nascondeva droga all'interno del corpo di alcuni cani, per eludere i controlli alla frontiera: è stato di recente condannato al carcere.

Imbottiva i cani di droga, per sfruttarli come corrieri nel traffico internazionale di stupefacenti. È questa l’accusa rivolta a un veterinario di origine colombiane, condannato negli scorsi giorni a sei anni di carcere sia per maltrattamento sugli animali che per commercio illegale di droga. Una pratica che ha destato sgomento nel pubblico, poiché attuata da chi dovrebbe normalmente preoccuparsi del benessere degli animali.

I fatti, così come riferisce il New York Times, risalgono a ben 14 anni fa: ai tempi, la polizia di Medellín aveva fatto irruzione in una clinica veterinaria locale, sequestrando 17 sacchetti di eroina liquida e alcuni cuccioli di razza, prima che i contenitori di stupefacenti potessero essere impiantati nei loro corpi. Il veterinario responsabile di questi pericolosi interventi chirurgici, Andres Elorez, era tuttavia riuscito a darsi alla fuga.

Nel 2015, l’uomo è stato tuttavia identificato in Spagna, nazione dove si era nascosto, per poi essere estradato negli Stati Uniti. Dal processo a suo carico, presso la Corte Distrettuale di Brooklyn, è emerso come il veterinario abbia allevato diversi cani tra il 2004 e il 2005, allo scopo di esportare illegalmente stupefacenti pensati per il mercato statunitense. L’uomo praticava un intervento chirurgico sui cuccioli, inserendo dei flaconi di eroina liquida nei loro addomi: giusti a destinazione, gli animali venivano nuovamente operati o soppressi per recuperarne la droga.

Dei cani rinvenuti dalla polizia oltre un decennio fa, la maggior parte è purtroppo deceduta a seguito del salvataggio, a causa di virus e batteri contratti durante l’intervento, evidentemente avvenuto in condizioni igieniche non sufficienti. Alcuni, invece, sono sopravvissuti e affidati all’amore di nuove famiglie, così come anche alla polizia colombiana per essere addestrati come quadrupedi antidroga.

L’uomo, oggi trentanovenne, ha spiegato come ai tempi si trovasse in condizioni molto difficili, ma di aver poi subito una completa trasformazione una volta giunto in Spagna. I giudici l’hanno condannato a sei anni di carcere.

Fonte: New York Times

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