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Vaccini del cane: quando farli, costi, rischi

I vaccini del cane servono a proteggerlo dalla diffusione di malattie pericolose e spesso mortali, una ritualità che va affrontata per il suo bene.

Vaccini del cane: quando farli, costi, rischi

Fonte immagine: Unsplash

Vaccinare il proprio cane è una decisione sensata e fondamentale per la salute del quadrupede, per gli altri animali che vivono nella stessa casa, quindi per il branco umano che l’amico considera la sua famiglia. La profilassi è obbligatoria quando Fido deve varcare i confini italiani e raggiungere i territori all’estero, ma anche per accedere in alcune regioni italiane o per viaggiare su treni ed arei. La scelta di sottoporre i propri amici alla ritualità delle vaccinazioni ne assicura un percorso sano e forte di crescita, ma anche una reale protezione contro malattie potenzialmente mortali.

Vaccinazioni

Il vaccino prepara il sistema immunitario all’eventuale attacco di virus e batteri, permettendo all’organismo di combatterli. La procedura di vaccinazione avviene tramite iniezione effettuata dal veterinario di fiducia. I vaccini si dividono in trivalenti, pentavalenti, septavalenti, ovvero ogni iniezione può contenere il vaccino per combattere gruppi di tre, cinque o sette malattie. Maggiore sarà il numero di cani vaccinati, minore sarà la possibilità di diffusione delle malattie, creando così una condizione detta di immunità di gregge o di gruppo, che si presenta quando le unità vaccinate sono in numero maggiore tutelando al contempo chi non è vaccinato. La procedura viene estesa anche ai cani in canile e a quelli randagi, proprio per favorire questa particolare copertura.

Perché vaccinare

Cane e tessuto

La vaccinazione è indispensabile sin dalla più tenera età del cane, così da tutelare la sua salute, rinforzare il suo sistema immunitario, impedire la diffusione di malattie tra gli altri animali della casa e proteggere anche lo stesso proprietario. I vaccini più importanti e considerati obbligatori sono quelli contro la parvovirosi, il cimurro, la leptospirosi, la tracheobronchite infettiva e l’epatite virale, con i relativi richiami. Quelli considerati facoltativi ma consigliabili sono il vaccino contro la rabbia, che diventa obbligatorio in alcune regioni e se si vuole varcare i confini nazionali, quindi borrelia burgdoferi, bordetella, coronavirus, herpes e piroplasmosi. A parte quelli obbligatori sarà compito del veterinario decidere quali aggiungere, in base alla condizione fisica e alle esigenze dell’animale.

Tempistiche

Il vaccino contro la parvovirosi va effettuato dopo i primi due mesi di vita con successivo richiamo a distanza di un mese, in alcuni casi è consigliabile aggiungere altri richiami a distanza di tempo con ripetizioni annuali. Serve per prevenire una patologia molto grave e mortale per i cuccioli, che colpisce l’intestino con la gastroenterite emorragica. Il vaccino contro il cimurro va effettuato sui cuccioli già svezzati o cani adulti e previene una malattia che colpisce il sistema respiratorio, nervoso, gastroenterico e che può anche portare alla morte. Quello contro la leptospirosi si effettua a distanza di sei mesi su cani che hanno già compiuto due mesi e mezzo, mentre per contrastare la tracheobronchite infettiva viene inoculato un vaccino trivalente utile anche contro cimurro e parvovirosi. Mentre la vaccinazione contro l’epatite virale rientra nel gruppo dei vaccini septavalenti.

Costi e controindicazioni

Cane

I costi dei vaccini variano in base alle combinazioni, allo studio medico di riferimento e alla regione di appartenenza con una media dai 20 ai 50 euro. Una volta effettuata la procedura, il cane può sviluppare un piccolo gonfiore nella zona trattata con malessere e leggera febbre, solo nei casi più gravi e di reale intolleranza al vaccino può subire uno shock anafilattico. Non esistono reali controindicazioni nei confronti del vaccino perché quest’ultimo è una forte tutela nei confronti di malattie e patologie molto più gravi, che potrebbero rivelarsi anche mortali.

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