Greenstyle Ambiente Animali Serpente a sonagli: 10 curiosità su questo rettile

Serpente a sonagli: 10 curiosità su questo rettile

Serpente a sonagli: 10 curiosità su questo rettile

Con il termine di serpente a sonagli ci si riferisce a diverse specie di serpenti appartenenti al genere Crotalus: rettili estremamente velenosi della familia Viperidae. Fra i serpenti a sonagli più noti ci sono il crotalo adamantino occidentale o Crotalus atrox e il Crotalus horridus.

Oltre al fatto che sono molto velenosi, questi serpenti sono famosi per il tipico suono emesso agitando l’estremità della coda. Fortunatamente in Italia non ci sono, vivono solo in America. Al massimo qui li puoi trovare in qualche rettilario, zoo o parco faunistico.

Quanti tipi di serpenti a sonagli esistono?

I serpenti a sonagli fanno parte del genere Crotalus, della sottofamiglia Crotalinae e famiglia Viperidae. Ne esistono diverse specie:

  • Crotalus adamanteus o crotalo diamantino orientale
  • Crotalus aquilus
  • C. atrox o crotalo adamantino occidentale
  • Crotalus basiliscus o crotalo basilisco
  • Crotalus catalinensis
  • C. cerastes o crotalo ceraste
  • Crotalus cerberus
  • Crotalus culminatus
  • C. durissus o cascavel o cascabel
  • Crotalus enyo
  • Crotalus ericsmithi
  • C. horridus
  • Crotalus intermedius o serpente a sonagli messicano dalla testa piccola
  • Crotalus lannomi
  • C. lepidus
  • Crotalus mitchellii o crotalo chiazzao
  • Crotalus molossus o serpente a sonaglio dalla coda nera, tintinnatore verde, serpente a sonagli dalla coda nera del nord, serpente a sonagli dal muso di cane, serpente a sonagli dalla testa di cane, diamante nero di montagna
  • C. oreganus
  • Crotalus ornatus
  • Crotalus polystictus
  • C. pricei o crotalo di Price o crotalo di Price occidentale
  • Crotalus pusillus
  • Crotalus ravus
  • C. ruber
  • Crotalus scutulatus
  • Crotalus simus
  • C. stejnegeri
  • Crotalus stephensi
  • Crotalus tancitarensis
  • C. tigris
  • Crotalus totonacus
  • Crotalus transversus
  • C. triseriatus
  • Crotalus tzabcan
  • Crotalus viridis
  • C. willardi

Cosa succede se ti morde un serpente a sonagli?

Serpente a sonagli

Se si viene morsi da un serpente a sonagli, il veleno, inoculato tramite due lunghi denti aguzzi, può dare effetti sia sistemici che locali. I crotali hanno denti veleniferi cavi. Sono in grado di regolare la quantità di veleno inoculato.

Se cacciano prede per mangiarle, tendono a inoculare più veleno, mentre quando mordono per difendersi o per avvertire un potenziale predatore, ne possono inoculare di meno. Tuttavia questa capacità viene persa quando il serpente ha paura o è ferito. Molti crotali, poi, come anche le vipere, possono fare quello che si chiama “morso asciutto”, dove non inoculano veleno.

Ma occhio, anche i cuccioli di serpenti a sonagli sono velenosi quanto gli adulti. Localmente il veleno provoca necrosi più o meno estesa. Se l’antidoto non viene somministrato velocemente si rischia anche la perdita degli arti. A livello sistemico solitamente è emotossico con annessi disturbi della coagulazione.

Ci sono crotali dotati però di veleno con anche una componente neurotossica. Se il morso non è trattato in tempo, specie in caso serpenti di grandi dimensioni, l’esito è la morte.

Quanto è velenoso un serpente a sonagli?

La DL50 di un serpente a sonagli come il C. adamanteus è di 1,65 mg/kg. Altre specie si attestano su una DL50 di 1,3 mg/kg.

Qual è il serpente più velenoso al mondo?

Il serpente a sonagli, pur essendo estremamente velenoso, non è il serpente più velenoso al mondo. Il primato spetta al Taipan continentale, serpente australiano con DL50 di 0,044 mg/kg, con un singolo morso può uccidere più di 100mila topi ed è capace di fare 7 attacchi consecutivi.

Per fare un paragone, la DL50 di un Crotalus adamanteus, invece, è di 1,65 mg/kg.

Quanto vive un serpente a sonagli?

Il serpente a sonagli ha un’aspettativa di vita molto lunga. In genere la durata di vita media di un crotalo è di 20-25 anni, anche se spesso è ridotta a causa della caccia e dell’antropizzazione.

Suono del serpente a sonagli: perché lo fa e quando

crotalo

Il nome di “serpente a sonagli” deriva dal fatto che sulla punta della coda i crotali hanno un sonaglio o crepitacolo formato di cheratina. Ogni volta che il serpente fa la muta, un nuovo segmento si unisce al sonaglio. Ci verrebbe da pensare che più segmenti ci sono, più il serpente è vecchio.

Ma non è possibile utilizzare questo sistema per calcolarne l’età, in quanto i serpenti possono fare più mute durante l’anno e anche perché spesso parti del sonaglio si rompono.

Lo scuotimento di questo sonaglio emette il tipico suono associato a tale serpente e se lo senti vuol dire che è troppo vicino a te. Il suono viene emesso come segnale di comunicazione: è un avvertimento per stare alla larga da lui, probabilmente anche un sistema per confondere il predatore.

Si è scoperto però che i crotali emettono suoni a diverse frequenze a seconda della distanza dal pericolo. Se il possibile predatore è lontano, il serpente scuote lentamente il sonaglio emettendo suoni a basse frequenze, 40Hz. Ma se il pericolo è più vicino, il sonaglio viene scosso a velocità maggiore, con frequenza del suono che aumenta, 60-100Hz.

Una curiosità: l’orecchio umano non riesce a percepire benissimo il suono emesso dai serpenti a sonagli. Quando il sonaglio vibra lentamente, l’orecchio umano riesce a percepire tutte le singole vibrazioni. Ma quando vibra velocemente, i suoni si fondono fra di loro e il nostro orecchio percepisce un rumore continuo.

Cosa c’è nella coda del serpente a sonagli?

Come dicevamo prima, sull’apice della coda del serpente a sonagli c’è un sonaglio o crepitacolo fatto di segmenti di cheratina derivanti dalle diverse mute del rettile.

Il sonaglio non è presente alla nascita, ma si forma man mano che il serpente cresce e fa la muta. Tuttavia non tutti i crotali hanno il sonaglio. Il C. catalinensis non ha mai il sonaglio, il C. ruber lorenzoensis di solito non ha il sonaglio e il C. r. lucasensis e il C. molossus estbanensis tendono a non averlo. Ci sono poi crotali con anomalie congenite in cui il sonaglio non si forma.

Dove vive il serpente a sonagli?

I serpenti a sonagli vivono nelle Americhe: li si trova dalle parti meridionali dal Canada fino alle zone settentrionali dell’Argentina. Per esempio il Crotalus molossus è tipico della zona sud-occidentale degli Stati Uniti e del Messico, mentre il crotalo adamantino occidentale vive nel Nord America.

Il Crotalus horridus vive sul lato atlantico dell’America e il Crotalus viridis su quello occidentale del Nord America.

È possibile trovare il serpente a sonagli in Italia?

No, il serpente a sonagli non è un serpente autoctono dell’Italia. Qui da noi l’unico serpente velenoso presente è la vipera. Se si trova un serpente a sonagli in giro è scappato da qualche rettilario, zoo, o parco faunistico.

Come per altre specie velenose, non è possibile detenere il crotalo in casa, a differenza del pitone, che è pericoloso in quanto costrittore, ma non è velenoso.

Qui la lista dei cosiddetti serpenti da appartamento, che si possono avere.

Cosa provoca il veleno del serpente a sonagli?

Con piccole variazioni da specie a specie, il veleno del serpente a sonagli provoca alterazioni della coagulazione, con trombocitopenia, aumento di PT e APTT, diminuzione del fibrinogeno, aumento dei prodotti di degradazione della fibrina e CID.

A causa della coagulopatia, le persone che hanno subito un avvelenamento da morso di crotalo possono manifestare:

  • emorragia nella sede della puntura (anche aumentato tempo di sanguinamento dopo un’iniezione)
  • emorragie a livello della mucosa
  • epistassi
  • sanguinamento dalle gengive
  • ematemesi (vomito con sangue)
  • ematochezia (presenza di sangue rosso vivo nelle feci)
  • ematuria (presenza di sangue nelle urine)

Si avrà inizialmente anche emoconcentrazione con edema e transitorio aumento dell’ematocrito che, ben presto, andrà incontro a una diminuzione anche per via della CID e dell’emolisi che si scatena. Inoltre il morso del serpente può causare necrosi anche estese con cicatrici permanenti.

Poi, alcune specie, oltre ad avere un veleno con azione emotossica, presentano anche un veleno con una componente neurotossica. Per esempio, sono stati segnalati diversi casi di C. horridus con veleno neurotossico. Ci sono poi persone morse da crotali che non manifestano subito i sintomi.

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