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Riciclo dei tessuti, arrivano i mattoni realizzati con magliette e pantaloni

Riciclo dei tessuti, arrivano i mattoni realizzati con magliette e pantaloni

Fonte immagine: Unsplash

Un mattone realizzato attraverso il riciclo dei tessuti, ecco il progetto FabBRICK proiettato verso un futuro maggiormente sostenibile.

Come combinare i filati di scarto con l’edilizia, riducendo al minimo avanzi e rifiuti, ma riciclandoli? Ecco che entra in campo FabBRICK, che punta al riciclo dei tessuti in singolari mattoni decorativi e del tutto isolanti.

L’idea ha preso vita grazie alla creatività della studentessa francese di architettura Clarisse Merlet. Nel 2017 Merlet ha preso consapevolezza dell’incredibile mole di articoli che vengono buttati via, e che non trovano spazio nei percorsi di riciclo e riutilizzo.

Tra questi proprio gli abiti e i tessuti, una mole di rifiuti pari a 4 milioni di tonnellate annuali solo in Francia, ma che può giungere rapidamente e superare i 17 milioni solo negli USA. Questa quantità impressionante di rifiuti soffoca il benessere del Pianeta stesso, perché solo una percentuale minima trova spazio nel riutilizzo e riciclaggio dei filati.

Riciclo dei tessuti: dalle stoffe al mattone

Gli scarti tessili impiegati per la creazione dei mattoni contemplano materiali differenti, non si limitano solo al cotone, ma comprendono anche poliestere, lana, elastan, PVC e molto altro. Ogni mattone è costituito dall’equivalente di tre magliette sminuzzate e mescolate attraverso l’impiego di un particolare collante ecologico, creato appositamente da Merlet.

Il tutto viene versato in uno stampo per mattoni e pressato meccanicamente senza l’impiego di energia, se non quella delle braccia dell’operaio. I mattoni vengono liberati dal contenitore e lasciati asciugare per due settimane.

Sono elementi decorativi, non deputati per l’utilizzo edile ma la creatrice sta cercando di progettare nuovi modelli che possano soddisfare questo genere di richiesta. I prodotti attuali mostrano un’ottima resistenza all’acqua e al fuoco e risultano particolarmente isolanti, sono perfetti per separare gli spazi e decorare gli ambienti. Non solo stanze e abitazioni, ma anche showroom grazie alla trasformazione in tavolini, sgabelli, lampade ed elementi arredo.

Dal 2018 a oggi l’azienda ha riciclato ben 12 tonnellate di rifiuti e attualmente si sta concentrando sul riutilizzo delle mascherine chirurgiche. Il progetto è ancora in divenire, ma affascina l’idea di poter risparmiare risorse naturali in favore di un riciclo utile e salva ambiente.

Fonte: TreeHugger

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