Greenstyle Ambiente Conservazione ambientale Ecco “Il prato più brutto del mondo”, un contest per salvare il pianeta

Ecco “Il prato più brutto del mondo”, un contest per salvare il pianeta

Non ci sono giardini da copertina in lizza, come immaginiamo, per concorrere al prato più brutto del mondo. Ma anche se la cosa può farci ridere ad una prima lettura, gli obiettivi di questo originale contest sono ecologici e sostenibili. A lanciare l'idea, che ora ha varcato i confini del vecchio continente, è stata una zona della Svezia dove l'irrigazione è soggetta a rigidi limiti.

Ecco “Il prato più brutto del mondo”, un contest per salvare il pianeta

Fonte immagine: iStock

No, su Country Living è probabile che non vedremo nulla di simile, eppure Il prato più brutto del mondo è un titolo destinato a diventare leggendario. Ma tolto il lato ironico, perché, va ammesso, si tratta di uno strano concorso, resta una lodevole iniziativa. Già, quella di un contest mirato alla salvaguardia dell’acqua, una risorsa primaria del pianeta.

La competizione per il prato più brutto è nata sull’isola di Gotland, in Svezia, nel 2022, per alleggerire i pesanti limiti di irrigazione che vigono sul posto. Il primo concorso è stato a livello locale, per incoronare il giardino privato meno da copertina della zona, vittima dell’impossibilità ad irrigare.

Nel giro di poco la competizione è diventata a carattere globale e a dicembre 2023 è stato eletto “The World’s Ugliest Lawn”, che ha visto la partecipazione di giardini orridi da ogni parte del mondo. Da Gotland lo spirito ha varcato i confini, fino a includere candidature da USA, Canada, Regno Unito, Francia, Germania, Svizzera, Croazia e Australia.

Ma a meritarsi il primo posto è stato un prato brullo e, siamo onesti, inguardabile, di una signora di Sanford, in Tasmania. Lo ribadiamo, tolta la parte ridanciana della notizia, alla base di questo insolito concorso c’è la salvaguardia delle risorse idriche, come possiamo leggere di seguito.

Il prato più brutto del mondo

La competizione sul prato più brutto è un modo originale per incoraggiare le persone a intraprendere azioni per il clima senza troppi sforzi. La challenge rende meno indigesti i giardini poco curati e invita la società a non fossilizzarsi sui prati verdi all’inglese, che sono ad alto consumo di acqua, ma di rendere queste aree più rispettose del pianeta.

La manutenzione dei prati esige milioni di litri d’acqua all’anno e altrettanti di pesticidi, che possono alterare il terreno, contaminare le fonti idriche, danneggiare gli ecosistemi locali e comportare rischi per la salute degli esseri umani e degli animali domestici.

I prati a volte riducono anche la biodiversità locale perché limitano habitat e fonti di cibo per la fauna selvatica. Di fatti alcune specie cercano rifugio nell’erba alta. In più i prati, soprattutto nelle aree urbane, possono contribuire all’effetto isola di calore, dove vaste distese di erba falciata assorbono e trattengono il caldo, portando a temperature elevate.

Chi ha vinto The World’s Ugliest Lawn 2023

La vincitrice del Concorso per il Prato più Brutto 2023 è stata Kathleen Murray di Sandford, Tasmania. Il prato di Katheen è stato scelto perché metteva davvero in risalto la conservazione dell’acqua. E i buchi creati da tre bandicoot selvaggi, dei simpatici marsupiali notturni di medie dimensioni, hanno reso lo scenario ancora più scenografico.

Nel prato di Kathleen c’erano anche piante diventate marroni a causa di una quasi totale assenza di cura e delle canoniche annaffiature. Non irrigare il prato, per la Murray, non è solo un buon modo per risparmiare denaro, ma è anche importante per conservare più acqua per la sua famiglia.

La donna infatti raccoglie l’acqua piovana e dipende da quella consegnata da un’autocisterna, che può impiegare fino a due settimane per arrivare. In ogni caso, non spreca acqua per il suo giardino. Katheen, per la sua vittoria, ha ricevuto una maglietta riciclata con il testo “Orgoglioso proprietario del prato più brutto del mondo” ed un diploma.

Ci vogliono arte e impegno per queste cose.

 

Via | Gotland

 

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