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Migranti climatici, l’Italia decide di accettarli

Migranti climatici, l’Italia decide di accettarli

Fonte immagine: Pixabay

Surriscaldamento globale e mutazioni del clima renderanno sempre più frequente il fenomeno dei migranti climatici. E l’Italia è pronta ad accoglierli, grazie a una novità introdotta nei Decreti Sicurezza approvati lo scorso dicembre. È quanto rivela Repubblica, pronta a confermare come coloro che fuggono da zone dove l’ambiente è ormai invivibile potranno godere della stessa protezione di chi scappa da guerre o altri drammi umani.

Gli scienziati ormai da tempo allertano i governi mondiali dell’aumento dei flussi migratori dovuti al clima. La desertificazione di molte regioni del Pianeta, con la riduzione dell’acqua potabile a disposizione, costringe molti individui ad abbandonare le loro terre d’origine.

Migranti climatici, il ruolo dell’Italia

Così come già accennato, lo scorso 18 dicembre sono stati approvati i nuovi Decreti Sicurezza. Una delle più importanti novità è la scelta di aprire le porte ai migranti climatici, ovvero di individui costretti ad abbandonare i Paesi d’origine per condizioni di vita e ambientali non più accettabili. Desertificazione, aumento delle temperature, innalzamento dei livelli del mare, scarsità di acqua potabile, guerre energetiche: sono molte le casistiche che permetteranno di ottenere asilo e ristoro sullo Stivale. Non verranno più quindi considerati migranti economici, bensì persone che necessitano aiuto data la mancanza di condizioni ecologiche sufficienti per garantire la sopravvivenza nelle loro nazioni.

Le migrazioni climatiche sono un fenomeno ormai da anni attivo, soprattutto nel Sud del mondo. Al momento coinvolgono soprattutto internamente i Paesi più poveri del Pianeta – con “flussi sud-sud”, così come li definisce Repubblica – ma ben presto potrebbero diventare una realtà a livello globale. Le nazioni più povere ne sono maggiormente colpite poiché la scarsità di risorse non permette di affrontare i cambiamenti climatici, né dal punto di vista economico né tantomeno da quello politico, e ciò scatena delle proprie guerriglie per accaparrarsi i pochi mezzi di sussistenza rimasti.

Entro il 2050, così come spiega l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, circa 250 milioni di persone fuggiranno dalle terre d’origine per questioni climatiche. L’Italia potrebbe essere uno dei Paesi maggiormente coinvolti, poiché vicina al Continente Africano, tanto che un recente studio del CNR ha confermato come nove migranti su dieci che giungono sulle nostre coste provengono dalla fascia del Sahel, dove si verifica la maggiore desertificazione.

Fonte: Repubblica

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