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Microchip gatto: i motivi per inserirlo

Se il microchip del cane è obbligatorio in tutta Italia, il microchip del gatto per ora non è obbligatorio, tranne che in Lombardia, dove deve essere applicato anche ai gatti dal 2020. Tuttavia sarebbe bene che i proprietari dei gatti cominciassero ad applicarlo. E non solo perché anche altre regioni o città potrebbero seguire l'esempio della Lombardia, ma anche perché così si eviterebbe di intasare canili e gattili con gatti smarriti.

Microchip gatto: i motivi per inserirlo

Microchip nel gatto sì o no? Purtroppo il microchip nel gatto in Italia non è ancora obbligatorio, tranne che in alcuni casi, ma non sarebbe male che l’obbligatorietà dell’identificazione dei gatti di casa diventasse realtà. Ci sono diversi buoni motivi per applicare i microchip ai gatti. Prima di tutto, in caso di smarrimento, se il gatto ha il transponder, nel caso che finisse in canile si potrebbe risalire al proprietario e restituirglielo.

Questo avrebbe anche un altro beneficio. Oltre a permettere di ricongiungere più facilmente gatti smarriti, fuggiti o persi con la propria famiglia, ecco che si eviterebbe di intasare canili, gattili, oasi feline e rifugi con gatti che magari una casa ce l’hanno, ma a cui non è possibile risalire perché non hanno un microchip che indichi quale sia il proprietario da chiamare.

Microchip gatto: cos’è, a cosa serve e come funziona

Micino grigio

Il microchip è un piccolo transponder di pochi millimetri di lunghezza e diametro. È applicato nel sottocute della regione del collo. L’applicazione avviene tramite apposito strumento. Il microchip è inerte, non fa male, salvo nel momento dell’inserimento in cui il gatto sente la puntura.

Per questo motivo, soprattutto con i gatti più nervosi e aggressivi, il consiglio è di applicarlo in sede di sterilizzazione quando il gatto è sedato. Questo transponder è del tutto inerte ed è rivestito da materiale biocompatibile.

Il microchip dal 1 gennaio 2005 è ha sostituito il vecchio tatuaggio per l’identificazione nazionale degli animali d’affezione. Rispetto ai primi microchip inseriti, adesso sono disponibili anche mini microchip, ancora più piccoli.

Sono anche disponibili microchip che permettono di rilevare la temperatura corporea del gatto tramite apposita app su smartphone. Il microchip serve a identificare con un numero unico e univoco un animale d’affezione. In Italia il microchip può essere applicato a cani, gatti e furetti.

Ogni microchip inserito viene caricato sulla Banca Dati Nazionale degli Animali d’Affezione, con relativa scheda nella quale non è presente solo il numero del microchip e la descrizione dettagliata dell’animale, ma anche i dati del proprietario, incluso nominativo, indirizzo e numero di telefono.

In questo modo quando il microchip di un animale smarrito viene letto tramite apposito lettore, ecco che inserendo il numero del chip nella Banca Dati, è possibile risalire al proprietario.

Ma attenzione: purtroppo non esiste una Banca Dati Nazionale, ma solo banche dati regionali. Questo vuol dire che se ho un gatto o un cane con microchip della Lombardia che si perde in Emilia-Romagna, se vado a cercare il microchip nella banca dati dell’Emilia-Romagna non lo trovo in quanto le diverse banche dati regionali non comunicano fra di loro.

O meglio: dovrebbe esistere una banca dati nazionale alle quali afferiscono tutti i dati delle singole banche date regionali, ma non tutti gli animali presenti in quelle regionali sono stati caricati su quella nazionale. E comunque i singoli veterinari di ogni regione possono solo accedere alla loro banca dati regionale.

Qui trovi ulteriori spiegazioni su come funziona l’Anagrafe Canina.

Il microchip del gatto non è un gps sottocutaneo

Sfatiamo subito un mito: il microchip del gatto, come quello del cane, non è un gps. In molti sono convinti che basti mettere il microchip al gatto e che questo segnali la sua posizione in tempo reale. No, non è questa la sua funzione.

Se vuoi questo servizio, devi comprare gli appositi collari con gps. Questi collari vanno poi collegati all’annessa app da scaricare sul cellulare ed ecco che avrai un gps che ti segnalerà la posizione dell’animale, anche se su distanze abbastanza ridotte.

Il microchip è inerte. Semplicemente se si trova un gatto e si legge il microchip con l’apposito lettore, i Servizi Veterinari, inserendo il numero di microchip nella banca dati regionale, potranno risalire alla scheda del proprietario di quel gatto e contattarlo per restituirgli il micio.

È obbligatorio il chip del gatto?

No, in Italia non è obbligatorio il microchip del gatto, tranne che in alcuni casi:

  • Lombardia: qui tutti i gatti nati o acquistati dopo il 1 gennaio 2020, devono essere obbligatoriamente microchippati. La legge però non è retroattiva, quindi gatti nati o acquistati prima di quella data non per forza devono avere il microchip
  • gatti che necessitano del passaporto e dell’antirabbica per viaggiare all’estero o qualora sia richiesta su navi, aerei e traghetti anche sul territorio nazionale: se per un qualsiasi motivo è necessario fare una vaccinazione antirabbica al gatto, l’animale deve prima essere identificato tramite microchip e poi vaccinato, va bene fare le due cose anche contestualmente.

Tuttavia si sta parlando anche in altre regioni e singole di città di rendere il microchip nei gatti obbligatorio per i gatti che escono da casa.

È consigliato? Sì. Sai quanti gatti stanno languendo in canili e gattili perché è impossibile risalire alla loro casa di appartenenza? Molti dei gatti trovati feriti per strada o smarriti, che poi finiscono in gattili, canili o colonie feline, magari una famiglia e una casa da qualche parte ce l’hanno.

Ma è impossibile trovarle se il gatto non ha il microchip.

Transponder gatti: prezzo e chi lo applica

Microchip gattino

Ricordiamo ancora una volta che non esiste un tariffario nazionale veterinario: ogni veterinario è libero di fare il prezzo che vuole. La FNOVI ha solo fornito indicazioni al di sotto delle quali non bisognerebbe andare, ma non c’è nessun obbligo di tariffario.

Questo vuol dire che se vuoi sapere quanto costa il microchip nel gatto, devi chiedere il preventivo al tuo veterinario di fiducia. In generale, però, si tratta del costo di una visita o poco più, quindi dai 25 ai 50 euro solitamente.

Il microchip può essere applicato solo ed esclusivamente da un veterinario autorizzato all’applicazione dei medesimi. Inoltre il veterinario può applicare solo i microchip da lui stesso acquistati: ogni volta che un veterinario compra una scatola di microchip, quei microchip vengono caricati a suo nome.

Infatti il veterinario non può applicare microchip acquistati da altri, altrimenti i numeri non corrisponderebbero. Inoltre il veterinario può applicare il microchip solo a proprietari residenti nella sua stessa regione.

Un veterinario del Piemonte non può applicare il microchip ad animali di chi risiede nel Lazio, per esempio e solo a proprietari maggiorenni.

Sia i veterinari liberi professionisti autorizzati, sia i veterinari Asur del Servizio Veterinario di zona possono applicare i microchip ai gatti.

Come rintracciare un gatto con il microchip?

Se trovi in giro un gatto ferito o smarrito e portandolo dal veterinario si nota che ha il microchip, bisogna seguire una procedura ben precisa che cambia a seconda della regione. In alcune zone bisogna contattare Vigili/Carabinieri, far avvisare da loro i Servizi Veterinari dell’Asl che si attivano per venire a prendere il gatto, leggere il microchip e contattare il relativo proprietario.

Da altre parti, invece, è possibile rintracciare il tecnico Asur competente di zona telefonando al centralino dell’ospedale locale. A questo punto si segnala la presenza di un gatto trovato con microchip e si attiva la medesima procedura di prima.

Per via della privacy, non è possibile per il veterinario libero professionista a cui hai portato un gatto trovatello con microchip contattare direttamente il proprietario dell’animale.

Da ricordare anche che non puoi tenere con te un gatto trovato se dotato di microchip: si configurerebbe il reato di furto.

 

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