Mascherine FFP3 e FFP2: le differenze

Mascherine FFP3 e FFP2: le differenze

Fonte immagine: Unsplash

Le mascherine sono dei dispositivi importanti per la protezione dal nuovo coronavirus: ecco le differenze tra i sistemi FPP2 ed FPP3

Con la diffusione del nuovo coronavirus, quella della mascherina è divenuta una necessità quotidiana: resa obbligatoria da alcune regioni, come la Lombardia e la Toscana, si tratta di un dispositivo di protezione che permette di proteggere se stessi e gli altri. Eppure orientarsi sul mercato non è semplice, poiché non tutte le mascherine sono uguali: ad esempio, che differenza esiste tra mascherine FPP2 ed FPP3?

Quando si parla di mascherine di classe FPP2 e FPP3, ci si riferisce a dei dispositivi con capacità filtranti: per le loro caratteristiche di produzione, e i materiali usati, possono efficacemente impedire ad alcune particelle esterne di raggiungere l’apparato respiratorio. Fra gli elementi bloccati anche alcuni virus, batteri e inquinanti. Di seguito, alcune informazioni utili.

Mascherine FFP2: cosa sono

Mascherina filtrante

Per mascherine FPP2 si intende di DPI – ovvero dei dispositivi di protezione individuale – con capacità filtrante elevata. Aderiscono normalmente al volto – a differenza delle chirurgiche, che invece lasciano scoperti i lati del viso – garantendo così una buona protezione dagli agenti esterni. Possono inoltre essere completamente chiuse o prevedere un inserto in plastica per contenere appositi filtri, ad esempio ai carboni attivi.

Usate non solo in campo medico, ma anche industriale per la protezione da fumi di vernici o altre sostanze tossiche, si caratterizzano per la possibilità di catturare il 94% delle particelle dannose presenti in atmosfera, compresi germi e inquinanti di dimensioni fino a 0.6 μm. Per quanto riguarda le necessità connesse al nuovo coronavirus, garantiscono un livello di protezione elevato, sia per se stessi che per gli altri. Nella classificazione statunitense, vengono anche chiamate N95.

Mascherine FFP3: cosa sono

FPP2

Le mascherine FPP3 sono sempre dei dispositivi di protezione filtranti, come le precedenti FFP2. Proprio con queste ultime condividono anche gran parte delle caratteristiche fisiche, ad esempio la capacità di aderire perfettamente al volto, senza lasciare spazi aperti ai lati.

Anche in questo caso, possono essere vendute completamente chiuse oppure con una valvola per contenere filtri specifici. Ancora, vengono sempre utilizzate in ambito medico ma anche in altri settori, come l’industria siderurgica, il trattamento dei rifiuti speciali e altro ancora.

Queste mascherine sono state ideate per bloccare il 99% delle particelle dannose presenti nell’aria, compresi virus e batteri, con dimensioni sempre fino a 0.6 μm. Garantiscono il livello di protezione massimo oggi disponibile e, per questa ragione, il loro utilizzo è soprattutto indicato per il personale medico, costantemente a contatto con malati di COVID-19. Nella classificazione statunitense dei DPI assumono il nome N99.

Mascherine FFP2 e FPP3: quale scegliere

Mascherina blu

Chi non volesse utilizzare le comuni mascherine chirurgiche, le quali assicurano livelli di protezione inferiori ma sufficienti per la vita quotidiana, la scelta tra FPP2 e FPP3 deve essere effettuata in base alle reali necessità di utilizzo.

Per le persone che vogliono indossarle nella quotidianità – ad esempio per recarsi al lavoro, prendere i mezzi pubblici o fare la spesa – è più che sufficiente una mascherina di tipo FPP2. Data la scarsità che si registra in queste settimane sul mercato, le soluzioni FPP3 dovrebbero essere lasciate al personale medico, ovvero coloro che passano la gran parte della giornata a diretto contatto con pazienti gravi.

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