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Kintsugi: in cosa consiste la tecnica giapponese

Perché farsi distruggere dagli eventi della vita, quando puoi trasformarti in oro? Potremmo riassumere con queste parole l’antica tecnica giapponese del kintsugi, una pratica orientale che consiste nel riparare gli oggetti rotti o danneggiati usando colla e polvere d’oro o d’argento. Ma come si fa il kintsugi? E cosa simboleggia nella filosofia zen?

Kintsugi: in cosa consiste la tecnica giapponese

Fonte immagine: iStock

Il Kintsugi è un’antica tecnica giapponese che consiste nel riparare gli oggetti rotti utilizzando colla e polvere d’oro. In realtà, però, dietro questo procedimento si nasconde un significato ben più profondo e affascinante. Probabilmente avrai già visto quelle particolari tazze, ciotole o piatti decorati con ramificazioni o venature dorate o argentate, decorazioni che sembrano create appositamente per impreziosire quel determinato oggetto.

Ebbene, quelle ramificazioni non sono altro che un modo per rendere omaggio alle fratture, alle crepe e alle rotture della vita.

Si tratta di un modo per riportare a nuova luce un oggetto apparentemente irreparabile.

Cos’è la tecnica Kintsugi?

Metaforicamente parlando, quella del Kintsugi – la pronuncia corretta è “chinzughi” – è un’arte che celebra le ferite dell’anima, i traumi, le battute d’arresto, gli errori e le sofferenze.

Eventi che potrebbero schiacciarci e farci dubitare di noi stessi, certo. Ma si tratta anche di eventi che – al contrario – potrebbero aiutarci a diventare una versione di noi più completa, più forte e consapevole del nostro valore.

In poche parole, la filosofia kintsugi ci insegna a non vergognarci del nostro passato, degli errori che tutti noi commettiamo durante il nostro cammino. Questa filosofia ci insegna a non nascondere le ferite, le cicatrici, ma a farle diventare parte di noi, a mostrarle con orgoglio, ricoprendole metaforicamente con della polvere dorata.

Come è nata la tecnica Kintsugi?

Cosa vuol  dire esattamente “Kintsugi”? Letteralmente, questa parola giapponese significa “riparare con l’oro”. La tecnica fu sviluppata nel lontano 1400 in Giappone, e secondo la tradizione venne impiegata per la prima volta per riparare una preziosa tazza da tè appartenuta allo shogun Ashikaga Yoshimasa.

Dopo aver accidentalmente rotto la sua tazza preferita, Yoshimasa la inviò a far riparare da alcuni ceramisti cinesi. Questi, però, ripararono il danno utilizzando delle graffette di ferro.

Il risultato, come potrai immaginare, non fu molto elegante.

Lo shogun non fu affatto soddisfatto del lavoro, per cui ordinò a dei ceramisti giapponesi di riparare la tazza. Questi ultimi, anziché cercare di nascondere il danno o di ripararlo in maniera grossolana, decisero di renderlo più evidente e brillante. Per farlo, utilizzarono una speciale resina ricavata dalla pianta Rhus, arricchita con polvere d’oro.

E fu così che nacque l’arte del Kintsugi, una tecnica apprezzata da centinaia di anni, un’arte che, anziché nascondere le crepe e le fratture, le mette in risalto ricoprendole d’oro e d’argento.

Come si fa il Kintsugi?

kintsugi come si fa
Fonte: iStock

Hai un vaso rotto e desideri ricoprirlo d’oro utilizzando questa speciale tecnica giapponese? Se si, forse ti starai chiedendo che materiali bisogna usare per il Kintsugi. Che colla si usa? E di quali altri accessori avremo bisogno?

Come abbiamo anticipato, le crepe e le fratture non vengono riparate con una colla invisibile, né tantomeno con le graffette. Vengono invece riparate con della lacca urushi, una resina ricavata dalla pianta Rhus verniciflua, mescolata con farina di riso, una sottile argilla e polvere d’oro o d’argento.

Una volta recuperati i materiali necessari per il kintsugi (on line puoi anche acquistare un apposito kit), potresti riparare l’oggetto sanando le piccole crepe e ricoprendole con ramificazioni dorate. Oppure, potresti riparare gli oggetti danneggiati creando le parti mancanti con lacca e oro.

O ancora, potresti adottare la tecnica dello yobitsugi (che vuol dire letteralmente “invito ad unirsi”), per la quale si utilizza un pezzo ricavato da un’altra ceramica, in sostituzione del pezzo originale mancante.

L’arte di riparare con l’oro: il significato filosofico

piatto spezzato
Fonte: Pixabay

Dietro la tecnica giapponese del kintsugi, però, si nasconde qualcosa di ben più profondo di un semplice metodo per riparare oggetti rotti o danneggiati. Il kintsugi è una sorta di metafora della vita, una filosofia che ci insegna a non nascondere i traumi e le cicatrici, ma a dedicare loro la giusta importanza.

Solo accettando gli eventi spiacevoli del passato saremo in grado di abbracciare il vero cambiamento e far emergere una versione di noi migliore.

Per dirla con le parole di Sarah Rees Brennan, “perché essere distrutto, quando puoi essere oro?”.

Che sia il significato filosofico o quello artistico ad aver catturato la tua attenzione, non dimenticare mai la preziosa lezione dell’antica tecnica giapponese del kintsugi. I traumi, le battute d’arresto, gli errori e le crepe del passato non vanno nascoste né dimenticate.

Ogni esperienza, bella o brutta che sia, può diventare un’opportunità di crescita, può aiutarci a vivere in pace con noi stessi e diventare persone più forti e consapevoli del nostro valore.

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