Greenstyle Sostenibilità Energia Incentivi rinnovabili elettriche, online le FAQ del GSE

Incentivi rinnovabili elettriche, online le FAQ del GSE

Incentivi rinnovabili elettriche, online le FAQ del GSE

Per facilitare l’interpretazione del Decreto Rinnovabili elettriche, cioè il DM 6/07/2012 che legifera sull’erogazione degli incentivi statali a idroelettrico, biomasse, eolico e geotermoelettrico, il GSE ha pubblicato oggi sul proprio sito una serie di FAQ specifiche.

Domande e risposte preconfezionate su tutti i dubbi più frequenti, dalla procedura burocratica per le aste a quali tipi di olii vegetali possono essere bruciati per produrre energia elettrica rinnovabile. La prima domanda è già molto interessante:

Nel caso di impianti iscritti ai Registri o aggiudicatari delle Procedure d’asta, cosa succede se i tempi massimi per entrare in esercizio vengono disattesi a causa di mancanza di infrastrutture/connessione o ritardi imputabili al Gestore di rete e non all’operatore?

Un caso né unico né raro, in Italia. La risposta non è affatto rassicurante:

La sospensione dei termini è prevista esclusivamente nel caso di eventi calamitosi attestati dall’autorità competente con esplicito differimento dei termini e con una dimostrazione puntuale del nesso di causalità tra l’evento e il ritardo. Limitatamente agli impianti iscritti ai Registri ai sensi dell’art. 9 del DM e soggetti all’autorizzazione integrata ambientale, la sospensione dei termini è prevista anche nel caso di ritardi nel rilascio di tale autorizzazione. Non è prevista alcuna sospensione in caso di ritardi imputabili a soggetti terzi (ivi inclusi gestori di rete).

Se Enel ritarda ad allacciarti l’impianto, quindi, niente incentivi. Per ottenere una proroga deve cascare il mondo: eventi calamitosi, con tanto di dimostrazione a carico dell’imprenditore del nesso di causalità tra la catastrofe e il ritardo di entrata in esercizio dell’impianto.

Ci sono poi molte altre questioni tecniche che vengono chiarite dalle FAQ del GSE, ma tutte più o meno nello stesso modo: quando ci sono dubbi sulla misurazione del calore o dell’energia elettrica prodotta si applica sempre il criterio al ribasso. Se un impianto di potenza inferiore a 1 MW, ad esempio, consuma parte dell’energia che produce per la sua stessa alimentazione, l’energia incentivata è solo quella effettivamente ceduta alla rete.

Seguici anche sui canali social