Glifosato: cos’è, rischi, dove si trova

Glifosato: cos’è, rischi, dove si trova

Fonte immagine: Pixabay

Il glifosato è un erbicida molto diffuso: ecco cosa è, i possibili rischi, dove si trova e il parere degli enti internazionali sul suo impiego.

Il glifosato, o glifosate, è un potente diserbante in grado di eliminare in modo netto le piante infestanti. Viene utilizzato fin dagli anni Settanta sia nel comparto dell’agricoltura sia nel giardinaggio, tuttavia si tratta di un composto non esente da critiche e soprattutto oggetto di numerosi studi scientifici, volti ad analizzare possibili controindicazioni ed effetti nocivi. Il glifosato, infatti, compare come componente di una lunga serie di prodotti usati anche per la manutenzione del verde urbano, quindi relativo a parchi, binari ferroviari, bordi stradali resi privi di erbe infestanti.

Cos’è il glifosato

Glifosato

Tra le caratteristiche principali del glifosato – che oggi viene prodotto da numerose aziende – figura la bassa tossicità rispetto ad altri diserbanti, qualità che ne giustifica l’utilizzo nei parchi urbani e l’enorme impiego per potenziare la resa dei terreni agricoli. I prodotti che contengono glifosato, inoltre, vengono assorbiti dal terreno in modo limitato, rimanendo prevalentemente in superficie.

La sua azione è presto detta: diffuso nei campi da coltivare prima della semina, viene assorbito dalle parti verdi delle piante da estirpare favorendone l’eliminazione in pochi giorni.

Possibili rischi

È dal 2002 che il glifosato viene usato legalmente in Europa, tuttavia in seguito a una rivalutazione del componente che risale al 2012, sono emersi diversi dubbi in merito alla sua tossicità. Segnalato come potenzialmente cancerogeno in seguito a uno studio scientifico francese, il glifosato è stato in seguito parzialmente “scagionato” dalle accuse grazie all’analisi condotta dagli esperti della IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione), che nel 2015 lo ha inserito nella lista delle sostanze “probabilmente cancerogene” (gruppo 2°) i cui effetti nocivi sull’uomo sono ancora da dimostrare, considerandolo alla strenua di altre sostanze come il DDT, la carne rossa, gli steroidi anabolizzanti solo per fare alcuni esempi.

Come sottolinea l’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), gli studi scientifici condotti in laboratorio su cellule isolate sembrano dimostrare che il glifosato può generare stress ossidativo e danni genetici. Altri pareri arrivano dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), che sempre nel 2015 ha valutato i rischi legati all’utilizzo del glifosato sul terreno coltivabile ritenendo tuttavia improbabili gli effetti cancerogeni sull’uomo. L’OMS (‘Organizzazione mondiale della Sanità) e la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per il cibo e l’agricoltura), hanno mantenuto posizioni simili sottolineando come il rischio di cancro dovuto all’esposizione al glifosato attraverso l’alimentazione sia del tutto improbabile.

Dove si trova

Grano

Attualmente, l’uso del glifosato è consentito con specifici limiti e risale al 2017 la proroga dell’autorizzazione all’uso di questo componente per altri cinque anni. In Italia, inoltre, è stato il Ministero della Salute a imporre limiti precisi: dal 2016 questo diserbante non può essere usato nelle aree frequentate dalla popolazione, quindi parchi, aree gioco, campi sportivi, aree verdi di scuole e altre strutture collettive.

È ancora consentito, invece, l’uso del glifosato come erbicida da impiegare prima della semina ma non direttamente sulle colture: ci si domanda, quindi, se tracce di questa sostanza possano essere presenti nei prodotti alimentari che derivano dalle coltivazioni, come la pasta, ma anche in questo caso le opinioni sono molteplici. Secondo alcuni studi, ad esempio, il glifosato è stato rilevato in tracce in alcuni alimenti tra cui la pasta e alcuni tipi di biscotti, tuttavia si tratta di residui e di quantità minime che non rappresenterebbero un pericolo per la salute.

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