Greenstyle Ambiente Giornata mondiale delle api: perché si festeggia?

Giornata mondiale delle api: perché si festeggia?

Giornata mondiale delle api: perché si festeggia?

Fonte immagine: Pixabay

Il 20 maggio di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale delle Api, una ricorrenza nata per sensibilizzare sull’importanza di questi insetti impollinatori per la vita umana. È infatti noto come le api siano indispensabili per la moltiplicazione di numerose specie vegetali e, di conseguenza, per la protezione degli habitat naturali a livello mondiale.

Ma per quale ragione è stata istituita questa data e, soprattutto, cosa si può fare per proteggere questi straordinari insetti?

Le api sono oggi minacciate da moltissime attività umane, tanto che il loro numero è di anno in anno in costante diminuzione. Eppure, nonostante l’importanza di questi insetti per la biodiversità, ancora molto deve essere fatto in termini di tutela.

Di seguito, qualche informazione utile.

Cosa è la Giornata Mondiale delle Api

api

La Giornata Mondiale delle Api è una ricorrenza recente. La celebrazione è infatti stata voluta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2017, per riconoscere il ruolo fondamentale di questi insetti per la vita umana e facilitare tutte le azioni di sostegno per la loro sopravvivenza.

La data del 20 maggio è tutto fuorché casuale. È infatti un omaggio ai natali di Anton Janša, esperto apicoltore sloveno vissuto tra il 1734 e il 1773, il padre dell’apicoltura moderna.

La ricorrenza è nata pere convogliare le attenzioni dell’opinione pubblica sul ruolo irrinunciabile delle api per la biodiversità a livello planetario, un ruolo oggi sempre più a rischio a causa delle attività umane e dell’inquinamento che ne consegue.

Tale celebrazione, nonostante si concentri sulle api, esalta l’utilità anche di altri insetti impollinatori, come le farfalle e i colibrì, Ma anche di piccoli animaletti che si nutrono proprio di nettare, quali i pipistrelli.

Perché la Giornata Mondiale delle Api è importante

La celebrazione opera su più fronti. Da un lato vi è un intento informativo verso l’opinione pubblica, per spiegare l’importanza delle api ed evitare la loro uccisione indiscriminata. Molte persone hanno infatti ancora paura di questi insetti, poiché temono le loro punture.

Ma si tratta di una falsa credenza, in realtà, visto che difficilmente un’ape attacca l’uomo se non è minacciata. A differenza delle vespe, le api presentano un pungiglione a uncino che, una volta conficcato nella pelle, porta l’insetto a morire. Questo perché, quando agganciato alla cute, il pungiglione si stacca dal corpo e ne strappa parte dell’addome, condannando l’insetto alla morte. Di conseguenza, quella di pungere l’uomo è solo una extrema-ratio per l’ape.

Dall’altro lato vi è invece quello di stimolare, all’interno della politica, un movimento di maggiore tutela verso questi insetti, con azioni specifiche per la riduzione dell’inquinamento, investimenti per favorire l’apicoltura sostenibile e progetti per fermare la scomparsa degli ecosistemi.

Perché gli insetti impollinatori sono importanti

Api nell'alveare

Ma per quale ragione gli insetti impollinatori, come appunto le api, sono così importanti, tanto da istituire una giornata mondiale? Sono tante le ragioni che rendono le api fra gli esseri viventi la cui protezione è fondamentale:

  • Sussistenza dell’agricoltura: l’attività di impollinazione delle api, e di altri insetti analoghi, è responsabile della riproduzione di almeno il 75% di tutti gli alberi da frutto a livello mondiale. In particolare mele, pere, fragole e albicocche. Lo stesso vale per moltissimi ortaggi, come i pomodori, così come per piante ornamentali;
  • Salubrità degli ambienti: le api proliferano solo in condizioni di basso o nullo inquinamento, quindi sono un ottimo indicatore della qualità e della salubrità degli spazi in cui vivono;
  • Equilibrio degli ecosistemi: questi insetti hanno un ruolo fondamentale per garantire il delicato equilibrio degli ecosistemi e della biodiversità. Non solo perché contribuiscono in modo determinante allo sviluppo di moltissime specie vegetali, ma anche perché limitano la proliferazione di varietà invasive e sono anche utili all’interno della catena alimentare animale.

Perché si dice che la vita sul Pianeta dipende dalle api?

Ape e nettare

Si sente spesso dire che, senza le api, la vita sul Pianeta non esisterebbe. La ragione è molto semplice e richiama alcuni degli elementi già accennati nel precedente paragrafo:

  • Il 90% del cibo oggi consumato nel mondo deriva, direttamente o indirettamente, dall’azione delle api;
  • Il 75% almeno di tutte le specie vegetali si avvale delle api per la loro riproduzione.

Ciò significa che, senza il loro fondamentale contributo, si ridurrebbe il numero di piante in circolazione. Con esse, anche la produzione di ossigeno e la filtrazione dell’anidride carbonica in eccesso. Scomparirebbero poi moltissimi animali, si svilupperebbero specie infestanti e dannose in modo incontrollato.

Ma anche il ciclo dell’acqua potabile verrebbe alterato. In altre parole, senza api non ci sarebbe vita.

Giornata Mondiale delle Api: la loro triste moria

Ape e fiore

Ma, come spesso accade, l’uomo non presta grande attenzione agli equilibri delicatissimi del Pianeta, sfruttandone le risorse in modo forsennato e minacciando l’esistenza di tanti ecosistemi. E purtroppo fra le prime a farne le spese vi sono proprio le api. Dagli anni ’70 a oggi, il loro numero in natura è diminuito di più del 40%. Una vera e propria moria.

Ma quali sono le cause?

Inquinamento e pesticidi

Pesticidi

Una delle principali ragioni della diminuzione di questi insetti, messa in evidenza proprio in questa Giornata Mondiale delle Api, è l’elevato inquinamento ambientale e l’ampio ricorso a pesticidi chimici.

Tali impollinatori ingeriscono sostanze nocive, dovute proprio ai pesticidi o a molecole tossiche rilasciate da rifiuti abbandonati nell’ambiente, durante la loro fase di nutrizione. Così facendo vanno incontro alla morte.

Si parla anche di migliaia di esemplari per sito inquinato ogni giorno, senza la possibilità che gli esemplari rimasti in vita abbiano il tempo minimo necessario di ripopolare gli alveari.

In particolare, i neonicotinoidi – una classe di insetticidi neuroattivi – sono stati dichiarati dei veri e propri “killer” delle api. Dalla loro introduzione dagli anni ’80, la popolazione di api è crollata a livello mondiale.

Cambiamenti climatici

Clima Cambiamenti climatici

Le api sono state fra i primi esemplari a subire l’effetto dei cambiamenti climatici, in particolare l’aumento delle temperature. Molte popolazioni hanno inaugurato delle vere e proprie rotte migratorie per raggiungere dei climi più freddi, ma questo trasferimento porta alla perdita di numerosi esemplari durante il viaggio.

Ancora, non solo iniziano a scomparire alcune delle varietà vegetali e floreali fondamentali per loro sussistenza, ma anche le piante rimanenti diventano meno nutritive. Sempre a causa dell’aumento delle temperature e dell’inquinamento, infatti, le specie selvatiche risultano meno ricche di nutrimento.

Non ultimo, l’aumento di piogge torrenziali – vere e proprie catastrofi naturali incentivate dai cambiamenti climatici – portano con sempre più frequenza alla distruzione degli alveari naturali, anche uccidendo tutti gli esemplari che vi trovano dimora.

Monocolture

Monocoltura

La sempre più diffusa strategia di coltivare monocolture, anche su spazi verdi molto estesi, sta privando le api delle piante di cui si nutrono.

Il mancato accesso a sostanze mellifere ha come primo effetto la riduzione della produzione di miele, a cui segue l’impossibilità di rigenerare gli alveari e procedere efficacemente all’impollinazione.

Cosa possiamo fare per tutelare le api

Malva rosa

Ma cosa possiamo fare per tutelare le api ed evitare così la loro estinzione, non solo nella loro Giornata Mondiale delle Api, ma tutto l’anno?

  • Coltivare piante che attirano le api, come trifoglio, calendula, erba medica, coriandolo, cumino, girasole, malva, borragine, lavanda e molti altri ancora;
  • Evitare concimi e pesticidi chimici, soprattutto se ricchi di neonicotinoidi, preferendo invece le buone pratiche dell’agricoltura biologica e della fertilizzazione naturale con letame e compost;
  • Favorire l’apicoltura, anche a livello locale, perché si è rivelata virtuosa per il ripopolamento delle api nelle aree verdi;
  • Sostenere aziende agricole che applicano le buone pratiche dell’agricoltura biologica e biorigenerativa, evitando l’uso di pesticidi e ricreando ecosistemi ricchi di biodiversità.
  • Adottare uno stile di vita più sostenibile, riducendo la produzione di rifiuti, riciclando il più possibile, sfruttando sempre più le risorse rinnovabili. Contrastare i cambiamenti climatici, e l’aumento delle temperatura, è la primissima arma per garantire alle api un florido futuro.

Il tempo a disposizione è poco: entro la fine del secolo, se nulla verrà fatto, gran parte degli insetti impollinatori potrebbe essere scomparso. E questo potrebbe avere conseguenze nefaste sulla sopravvivenza dello stesso uomo.

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