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Gerbera: coltivazione e cura della pianta

Gerbera: coltivazione e cura della pianta

Fonte immagine: Pixabay

La gerbera è una delle piante ornamentali più amate, per via dei suoi coloratissimi fiori capaci di rendere più gioiosi balconi e giardini. Tra le varietà più richieste per la primavera e l’estate, questo fiore spopola su tutto lo Stivale. Eppure molti preferiscono semplicemente accontentarsi di mazzi recisi di splendide gerbere, quando potrebbe essere più semplice e appagante coltivarle in autonomia.

Ma come avviene la coltivazione della pianta e, soprattutto, come curarla nel tempo?

Prima di lanciarsi nella coltivazione delle gerbere è utile chiedere un parere al proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia. È infatti necessario verificare che la zona in cui si risiede possa garantire tutte le condizioni climatiche di cui la pianta necessita per la sua crescita rigogliosa.

Gerbera: cosa è

Gerbera

Con il termine Gerbera si identifica una pianta ornamentale appartenente alla famiglia delle Asteraceae, di cui fanno parte anche il girasole, il fiordaliso o il tarassaco. Oggi coltivata in tutto il mondo, sembra che la gerbera abbia avuto origine in climi miti tendenti al caldo, come quello dell’Africa, dell’Asia e del Sudamerica. La pianta ha saputo però adattarsi perfettamente anche a un clima mediterraneo, come quello italiano, dove cresce rigogliosa in ogni località dello Stivale.

La pianta, divenuta molto ricercata in Europa solo a partire dal 1800, viene anche comunemente chiamata “margherita colorata”. Questo perché la sua forma ricorda da vicino proprio quella di una margherita, anche se le dimensioni sono decisamente diverse così come le tonalità dei fiori.

La gerbera si caratterizza per un portamento erbaceo e a tratti cespuglioso, caratterizzato da fusti ricoperti da una quasi impercettibile peluria e da vistose foglie verdi, disposte in modo alternato proprio lungo i fusti. Come già accennato, i fiori ricordano da vicino le margherite: al capolino centrale, si aggiungono dei morbidi e allungati petali, dalla consistenza vellutata o setosa.

I colori possono essere i più disparati, dal bianco candido al rosso intenso, passando per il giallo, l’arancione, il lilla e molti altri ancora. A volte possono essere presenti due file diverse di petali, una più corta e sfumata disposta come se fosse una corona attorno al capolino e una più esterna, più lunga e vistosa.

Le gerbere oggi sono usate perlopiù a scopo ornamentale e ne esistono moltissime varietà, alcune delle quali anche nate da decenni di ibridazioni. Negli ultimi anni se ne sta studiando però il ruolo biologico a livello scientifico, poiché pare che queste piante siano in grado di assorbire alcuni inquinanti, tra cui anche il benzene.

Il significato delle gerbere

Gerbere

Poiché varietà molto colorata e amata, le gerbere hanno trovato una collocazione molto simile alle margherite nell’immaginario collettive. Tanto che anch’esse vengono impiegate per il più classico “m’ama o non m’ama“, il gioco che gli innamorati praticano strappando uno a uno i petali, per confermare l’amore della persona desiderata.

Questo ha portato allo sviluppo, in particolare negli ultimi anni, di diversi significati associati al fiore a seconda del suo colore primario. Si tratta di collegamenti a dir poco arbitrari, tuttavia entrati di diritto nella cultura popolare:

  • Giallo – La Gerbera gialla è di buon auspicio per la salute e la solidità economica;
  • Arancione – La Gerbera arancione è il simbolo della felicità e del benessere psicologico;
  • Rosso – La Gerbera rossa è usata di buon augurio per la vita lavorativa, nonché perché simboleggiare l’amore;
  • Rosa – La Gerbera rosa si usa per comunicare stima, ammirazione e anche un interesse romantico;
  • Viola – La Gerbera viola si dona alle persone timide o riservate, per sottolineare il proprio interesse.

Varietà più comuni

Gerbera jamesonii

Esistono più di 70 varietà diverse di gerbera, senza contare le varie ibridazioni. Fra le più diffuse, sono solo due quelle che vengono più frequentemente coltivate alle nostre latitudini:

  • Gerbera jamesonii: è la più presente in Italia poiché si adatta perfettamente al clima mediterraneo. Viene chiamata anche margherita del Transvaal, in onore dell’area del Sudafrica in cui è stata scoperta;
  • Gerbera jaguar: è una tipologia altrettanto nota, derivata da ibridazioni ed è perfetta per coloro che fossero alla ricerca di fiori più piccoli rispetto alle piante più classiche.

Come coltivare la gerbera

Gerbere rosse e gialle

La gerbera è una pianta che può essere efficacemente coltivata sia in vaso che in giardino. Prima di procedere, è però necessario verificare alcune condizioni affinché possa crescere rigogliosa e assicurare una fioritura costante.

Necessità della pianta

Gerbera, macro

Affinché le gerbere possano crescere in modo vistoso e produrre quanti più fiori colorati possibili, è indispensabile che vengano soddisfatte le seguenti necessità:

  • Clima: la pianta predilige i climi miti, tendenti al caldo, più tipicamente primaverili o estivi. Per questa ragione, ha trovato un’ottima distribuzione in tutta l’area del Mediterraneo;
  • Terreno: predilige un terriccio morbido e drenante, poiché la pianta teme i ristagni d’acqua. Il terreno dovrà però essere mediamente ricco di sostanze nutritive, in particolare azotate, quindi può essere utile fertilizzare regolarmente con del concime organico come il compost o, ancora, con del guano;
  • Esposizione: poiché varietà abituata ai climi caldi, la gerbera non teme un’esposizione diretta ai raggi solari. Può essere quindi esposta all’aperto o, ancora, conservata in vaso su un davanzale;
  • Annaffiature: la richiesta d’acqua aumenta al crescere della temperatura. Considerando come il ciclo vitale sia più o meno da aprile a ottobre, se la pianta è esposta all’esterno, in primavera possono bastare le normali precipitazioni mentre l’estate si dovrà procedere anche quotidianamente. Il terreno non dovrà apparire annacquato, ma nemmeno eccessivamente secco al tatto.

Coltivazione in vaso e in giardino

Coltivare

Le gerbere sono fiori abbastanza semplici da coltivare, sia in vaso che in giardino. Nel primo caso è meglio predisporre sul fondo del contenitore un letto di ghiaia e cocci, così da favorire il deflusso dell’acqua. In giardino o in aiuola, invece, è meglio vangare il terreno per aiutare a distribuire uniformemente le sostanze nutritive, magari anche concimando prima della semina o del trapianto.

La gerbera può essere coltivata a partire dal seme, da interrare in dimora definitiva già dalla fine di febbraio, oppure tramite la talea. Quest’ultima si realizza tagliando un rametto di circa 10 centimetri dalla pianta originaria, preferendo fusti che non hanno ancora prodotto fiori, immergendoli per qualche giorno in acqua o in un semenzaio di sabbia e torba.

Non appena la radici saranno spuntate, il rametto potrà essere trasferito in dimora definitiva. In alternativa, si possono acquistare pianticelle già abbastanza sviluppate, da rinvasare o trapiantare in giardino.

Cura del fiore

Gerbere

Ma come procedere alla cura del fiore, affinché possa garantire la più prolungata fioritura possibile e, soprattutto, tante stagioni colorate e vivaci?

Dove si tiene la gerbera

In molti si chiederanno di certo dove si tiene la gerbera, anche perché la pianta richiede un’irrorazione solare pressoché costante. Se la teniamo in giardino è utile prediligere una posizione a Sud, dove la pianta possa massimizzare la sua esposizione al sole.

In vaso, invece, è meglio posizionare le gerbere sui davanzali delle finestre, anche sul profilo interno, affinché possano cogliere quanta più luce possibile. È interessante sottolineare che, all’interno degli appartamenti, la fioritura può avvenire anche in autunno e in inverno. In genere, in ambienti dalla temperature costantemente sopra ai 15 gradi, la gerbera mantiene attivo il suo ciclo vitale.

Potatura, concimazione e parassiti

Afidi

Non solo queste piante tendono a produrre fiori grandi e vistosi, ma anche i cespugli possono essere imponenti. Per questo, di tanto in tanto è utile procedere con una potatura, prediligendo i fusti più esterni, magari ingialliti o privi di fiori. Si dovrà effettuare un taglio obliquo con le cesoie, accertandosi siano ben pulite.

La concimazione può essere mensile o trimestrale, con compost, guano, letame o qualsiasi altra sostanza fortemente azotata. In merito ai parassiti, invece, la pianta teme soprattutto l’azione degli afidi e dei funghi, da combattere anche in modo biologico incentivando una piccola popolazione di coccinelle.

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