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Gatto Sacro di Birmania: pedigree, carattere, prezzo

Gatto Sacro di Birmania: pedigree, carattere, prezzo

Fonte immagine: Pixabay

Il gatto Sacro di Birmania è un esemplare elegante e dal fascino indiscutibile: ecco il carattere, la storia, il prezzo e la certificazione del pedigree.

Elegante, raffinato e chic, il gatto sacro di Birmania è un felino che non passa sicuramente inosservato, grazie a un’importante fisicità e a una bellezza senza pari. All’apparenza può sembrare un peluche: è un felino dal carattere tranquillo, affettuoso e sicuramente dalla spiccata intelligenza. Il suo è un look unico che non si dimentica facilmente e che lo rende molto accattivante e richiesto, forse anche grazie all’incredibile contrasto cromatico tra il colore scuro del muso e il resto del candido pelo che ricopre il corpo.

Origini

Le origini storiche del felino sono avvolte nel più totale mistero: secondo le leggende il gatto era molto diffuso tra i monaci Kittha devoti alla dea Tsun-Kyantse, nota per le vesti dorate e gli occhi chiari, nonché protettrice della reincarnazione delle anime. Cento i gatti presenti nel tempio, che avevano assunto il ruolo di accompagnatori delle anime dei presenti attraverso la morte e verso la rinascita eterna, come fedeli guardiani e protettori.

Mentre erano concentrati nella preghiera, i monaci furono travolti dall’ingresso degli invasori del Siam, responsabili dell’uccisione dell’onorevole Mun Ha sul suo trono: in attesa della reincarnazione, il fedele gatto Sinh salì sul suo corpo volgendo lo sguardo alla dea Tsun-Kyantse che ripagò tanta devozione trasformando il suo pelo in nebbia candida e oro e gli occhi in zaffiro. I discendenti di Sinh vennero donati a Auguste Pavie e Russel Gordon che li portarono in Europa, ma altri sostengono che il miliardario Cornelius Vanderbilt li acquistò da un servo infedele del monastero. La razza è stata riconosciuta in Francia nel 1925, ma solo nel 1950 è stata ribattezzata con il nome di Gatto Sacro di Birmania, per evitare confusione con il Burmese.

Caratteristiche

Gatto sacro di Birmania

Di medio formato, il corpo risulta più snello e longilineo rispetto alle zampe, con struttura muscolosa e una conformazione a cuore del muso, con guance piene, orecchie piccole, occhi blu senza striature. I piccoli nascono con il pelo bianco e uniforme subendo variazioni a seconda dell’età: crescendo il muso diventa più scuro rispetto al resto del manto, con zampe sempre bianchissime e candide. Le colorazioni del pelo definiscono le varianti di razza, che possono risultare seal-point – ovvero grigio scuro tendente al nero – blue-point con grigio più chiaro tendente al lilla, quindi chocolate-point ovvero cioccolato al latte, lilac-point tendente al color magnolia, red-point, cream-point, tortie-point e tabby-point. Il carattere è molto equilibrato e sereno, il movimento appare elegante e lo sguardo particolarmente intenso e in grado di reggere il confronto umano. Ama giocare con rispetto, non gradisce la solitudine e per questo la sua è una presenza viva e attiva, in particolare accanto ai più piccoli di casa, mostrando una predisposizione all’imitazione dei comportamenti del suo amico umano.

Alimentazione e cure

Non è un gran mangione e aspetta il suo turno, se in casa sono presenti femmine e cuccioli a cui cede il posto davanti alla ciotola. Riesce a gestire da solo le sue necessità alimentari senza abbuffarsi, ma la sua alimentazione deve sempre risultare equilibrata e completata da una ciotola di acqua fresca. Per la cura del manto, privo di sottopelo, basta qualche spazzolata settimanale con bagni mirati per eliminare i residui della muta. Qualche consiglio dal veterinario di fiducia potrà favorire una migliore gestione dell’animale e della sua salute.

Pedigree e prezzo

Gatto sacro di Birmania

Per un acquisto corretto è meglio rivolgersi ad allevamenti certificati che potranno fornire esemplari sani con tanto di pedigree, mentre i prezzi si aggirano tra i 700-1.300 euro. La selezione genetica di questo esemplare non è così facile e, negli anni, gli allevatori sono riusciti a risolvere faticosamente solo alcuni difetti genetici, quali lo strabismo agli occhi e i nodi alla coda.

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