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Fukushima, danni per la salute minimi secondo Nazioni Unite e OMS

Fukushima, danni per la salute minimi secondo Nazioni Unite e OMS

Fukushima non sarebbe un pericolo a lungo termine per la salute dei giapponesi. Lo affermano due studi dell'OMS e dell'UNSCEAR.

Gli effetti del disastro nucleare di Fukushima sulla salute dei giapponesi saranno minimi secondo UNSCEAR e OMS. In due studi indipendenti realizzati dal Comitato Scientifico delle Nazioni Unite sugli effetti delle radiazioni ionizzanti e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità vengono analizzate le possibili conseguenze sul benessere fisico dei cittadini e dei tecnici intervenuti direttamente sulle centrali interessate dal disastro, escludendone ogni pericolo nel medio lungo termine.

I cittadini residenti nei pressi di Fukushima e i tecnici impiegati all’interno della centrale non avrebbero motivo di temere per la propria salute secondo quanto affermato dai due enti internazionali. Le analisi condotte da UNSCEAR hanno messo in evidenza come un numero esiguo di addetti, 167 su oltre 20.115, mostrava livelli di radiazioni più alti del normale e ad ogni modo scarsamente associabili al concreto rischio di contrarre una qualsiasi forma di cancro.

L’analisi dell’OMS è invece maggiormente concentrata in merito alle possibili conseguenze sulla popolazione, circa 140.000 residenti, circostante l’area dove è situata la centrale nucleare di Fukushima-Daiichi. La pronta evacuazione sembrerebbe aver scongiurato ogni verosimile pericolo per la salute dei cittadini. L’unica ombra contenuta nel rapporto è ricollegabile alle informazioni inesatte e spesso riduttive diffuse dalle autorità giapponesi, con valori di radiazioni riscontrati nei soggetti che supererebbero anche in questo caso quelli ufficiali.

Maggiori dettagli saranno resi noti questo fine settimana durante il meeting UNSCEAR di Vienna, quando verranno esposti i risultati di entrambe le analisi. Nel frattempo il clima in Giappone resta fortemente ostile all’ipotesi del ritorno al nucleare, segno evidente che la paura generata dallo tsunami dello scorso marzo, fortificata dalle molte omissioni governative, non accenna a scemare.

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