Emissioni CO2 e streaming Netflix, quanto pesa sul clima?

Emissioni CO2 e streaming Netflix, quanto pesa sul clima?

Fonte immagine: Unsplash

Emissioni di CO2, lo streaming di Netflix ha un peso sul clima: lo rivela lo strumento DIMPACT sviluppato dall'Università di Bristol.

Anche lo streaming può avere un impatto sull’ambiente, in termini di emissioni di CO2. Quando si decide di riprodurre l’ultima puntata del proprio show preferito, infatti, si attiva una catena di procedure che richiedono un certo consumo di energia e la produzione di anidride carbonica. Non solo a livello domestico, ma anche da remoto: i video sono infatti conservati su server remoti, devono risultare disponibili 24 ore su 24 e vi sono ovviamente tutti i costi energetici e ambientali connessi alla rete di trasporto e di riproduzione. Ma quanto pesa sul clima guardare un film su piattaforme come Netflix?

A rispondere a questa domanda ci pensa uno strumento sviluppato dall’Università di Bristol, chiamato DIMPACT. Una complesso metodo di analisi che permette di stabilire quanta energia e quante emissioni vengano prodotte per ogni singola riproduzione di un contenuto multimediale disponibile in Rete.

Emissioni CO2 e Netflix: quanto pesa?

Così come rivela la versione britannica di Wired, di recente gli scienziati hanno voluto indagare quale sia l’impatto ambientale della visione di un’ora in streaming sulla piattaforma Netflix. Grazie allo strumento DIMPACT, è emerso come oggi 60 minuti di riproduzione richiedano meno di 100gCO2e – ovvero cento grammi di anidride carbonica equivalente. Si tratta di una cifra che, presa singolarmente, risulta esigua: è meno di quanto emette un’automobile di media dimensione per compiere all’incirca 500 metri.

Il dato però non può essere analizzato sulla singola riproduzione, poiché ogni giorno milioni di persone guardano Netflix – e le altre piattaforme di streaming – per un numero incredibile di ore, contemporaneamente. L’analisi non vuole però scoraggiare l’abitudine ormai diffusa di avvalersi di contenuti in streaming, bensì fornire indicazioni utili a società e produttori per migliorare ulteriormente il loro peso ambientale. Così ha spiegato Daniel Schien, uno dei creatori di DIMPACT, nel spiegare perché questo tipo di calcoli risulta importante:

La BBC, Netflix e gli altri fornitori non possono semplicemente collegare un misuratore alla loro infrastrutture per scoprire quanta anidride carbonica rilascino in atmosfera.

In altre parole, DIMPACT tiene in considerazione tutti gli elementi che contribuiscono alla fruizione di un contenuto in streaming, dalla produzione alle emissioni nel datacenter, dalla rete di distribuzione fino al consumo energetico a livello domestico.

Per rendere più comprensibile il calcolo di DIMPACT, si può paragonare un’ora di streaming equivalente – in termini di emissioni – a una ventola da soffitto che funziona alla massima velocità per quattro ore consecutive o, ancora, a un condizionatore da 1.000W acceso per 40 minuti. Nel contesto dell’impatto del singolo sull’ambiente, dedicare 60 minuti a Netflix o piattaforme analoghe ha un impatto maggiore che concedersi una passeggiata di un’ora, ma è al contempo decisamente inferiore che spostarsi in auto per recarsi al cinema. Con l’implementazione sempre più diffusa di energie rinnovabili per alimentare i datacenter, così come altri sistemi per ridurre le emissioni di CO2, nei prossimi anni questo dato potrebbe inoltre essere dimezzato.

Lo strumento DIMPACT è ora utilizzato da moltissimi fornitori di servizi: oltre a Netflix, nel Regno Unito ne hanno fatto ricorso anche BBC, ITV, Sky e altri provider locali.

Fonte: Wired

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