Dieta semi-vegetariana protegge da infarto e ictus

Dieta semi-vegetariana protegge da infarto e ictus

Ridurre carne e derivati animali aumentando il quantitativo giornaliero di frutta e verdura aiuta a ridurre il rischio di infarto e ictus.

Sostituire la carne con frutta e verdura per difendersi da infarto e ictus. Allungare la vita sarebbe possibile, secondo i ricercatori britannici dell’Imperial College London, grazie a una dieta semi-vegetariana costituita solo in minima parte da prodotti di origine animale.

Seguire una dieta semi-vegetariana improntata a un ampio utilizzo di frutta e verdura contro infarto e ictus è quanto ricavato dai ricercatori britannici durante uno studio condotto su circa 450 mila cittadini europei. I partecipanti facevano parte dello European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC) study e sono risultati provenienti da 10 differenti Paesi europei, di età compresa tra 35 e 70 anni.

Valutati durante l’analisi dell’Imperial College London parametri quali età, peso, altezza e abitudini alimentari e in merito all’attività fisica. Ciascun soggetto è stato seguito in media per una durata di circa 12 anni, durante i quali ha ricevuto un numero di punti corrispondente all’utilizzo o meno nella dieta di determinati alimenti.

Il punteggio aumentava con l’utilizzo di frutta, verdura, frutta secca col guscio, olio d’oliva, cereali e patate mentre venivano al contrario sottratti punti con il consumo di carne, grassi animali, pesce o frutti di mare, uova e formaggi. In base ai risultati ottenuti è stata delineata una classifica relativa alla prossimità o meno alla dieta vegetariana.

Ne è emerso, sostengono i ricercatori, che alimentarsi per almeno il 70% di prodotti vegetali anziché carni e derivati avrebbe garantito ai soggetti una riduzione del rischio di ammalarsi pari al 20%.

Tale percentuale è stata ricavata confrontando i consumatori più vicini alla dieta vegetariana con quelli in prevalenza carnivori, ovvero con almeno il 45% della propria alimentazione costituito da carne e derivati.

I risultati completi verranno presentati durante il prossimo incontro annuale dell’American Heart Association EPI/Lifestyle. Come ha sottolineato l’autrice dello studio, la Dr.ssa Camille Lassale:

Una dieta orientata al vegetarianismo non prevede raccomandazioni assolute in termini di nutrienti. Si focalizza sull’incremento delle porzioni di vegetali rispetto alla carne e altri derivati animali, il che si traduce in una dieta più bilanciata a livello nutrizionale.

Invece di puntare a una drastica eliminazione degli alimenti derivati dagli animali, sostituire parte della carne nella dieta con alimenti vegetali potrebbe risultare molto semplice, utile a ridurre il rischio di mortalità cardiovascolare.

Un consiglio che nella sostanza sembrerebbe in linea con la dieta reducetariana proposta dall’ideatore del Reducetarian Blog, Brian Kateman, secondo il quale è possibile migliorare la propria salute riducendo il consumo di carne senza però necessariamente diventare vegetariani o vegani.

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