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Dieta climatariana: i principi dell’alimentazione sostenibile

La dieta climatariana è un regime alimentare che strizza l'occhio più all'ambientalismo e alla sostenibilità, piuttosto che agli aspetti salutistici. In realtà, suggerendo la riduzione di alcuni alimenti e incentivando in consumo di altri, svolge ugualmente un ottimo servizio per mantenere il corpo sano. Se vuoi sapere in cosa consista e cosa mangi un climatariano, leggi di seguito.

Dieta climatariana: i principi dell’alimentazione sostenibile

Fonte immagine: Pexels

La dieta climatariana, o climatarian diet, è un regime alimentare di tipo etico e ambientalmente sostenibile. L’obiettivo di chi segue questo stile di vita, più che puntare su aspetti salutistici, comunque presenti, è di tutelare il pianeta, facendo scelte green a tavola. Ma, trattandosi di una dieta “trasversale”, che ha principi diversi da molte altre, c’è ancora confusione in merito.

Ad esempio, lo stile vegano, ugualmente attento all’etica, si può sovrapporre a quello climatariano e, di conseguenza, i climatariani sono anche vegani? Di quesiti di questo tipo ce ne sono tanti, inclusi quelli che riguardano più strettamente il diario alimentare, cioè, di fatto che mangiano i seguaci della dieta climatarian? In questo articolo cercheremo di rispondere alle domande più frequenti.

Dieta climatariana e gas serra

Non ci si interroga spesso, qualunque sia il regime alimentare scelto, su quanto ogni alimento che consumiamo sia impattante a livello ambientale. Ma se fossimo consapevoli che il cibo provoca tra il 20 ed il 30% delle emissioni totali di gas serra? Per i climatariani dati e numeri di questo tipo determinano cosa può e non può arrivare in tavola.

Ad esempio, gli alimenti che provocano emissioni di CO2 più elevate sono le carni, ma non tutte hanno lo stesso impatto. Dai grafici disponibili anche in rete si nota come la carne di manzo, agnello e capra siano le tre peggiori a livello ambientale. Di fatto, esse causano emissioni di gas serra molto più elevate rispetto ad altri cibi di origine animale.

Si stimano infatti emissioni che sfiorano rispettivamente i 70 e 65Kg di CO2 per chilo di alimento, contro i 7Kg per chilo di carne di maiale. In questa stima troviamo l’intera filiera, dall’uso di territori per gli allevamenti, al processamento delle carni nelle industrie, fino al trasporto, confezionamento e vendita.

Il trasporto è un tasto dolente, in realtà, per molti altri cibi di cui forse non siamo coscienti, tipo il caffè, il cacao o l’olio di palma che, sebbene veg, hanno un grosso impatto ambientale. Da qui la risposta alla domanda fatta ad inizio articolo. No, vegani e climatariani non sono la stessa cosa, perché i secondi mangiano carne, ma evitano prodotti che macinano lunghe distanze, anche se vegetali.

La scelta del Km0

Da anni si parla della scelta etica alimentare del Km0, utile sia per incentivare la produzione locale, sia per abbattere costi ed emissioni di CO2 su scala globale. Il seguace della dieta climatariana ha ben in testa questa idea virtuosa, per questo opta per alimenti locali e non confezionati.

Come detto, il climatarian non rinuncia a formaggi, uova, carne e pesce, ma senza dubbio riduce il consumo di cibi di origine animale per via del loro potere inquinante e poco sostenibile.

Dieta climatariana
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I principi della dieta climatariana

Lo abbiamo detto e lo ribadiamo, la dieta climatariana non è uguale ad altri regimi, ma vanta ugualmente qualche affinità con alcuni. Non vi è una rinuncia alla carne, ma c’è una grande consapevolezza che riducendone il consumo, si possono contemporaneamente ridurre le emissioni di carbonio a livello mondiale.

In generale, i 5 principi di una dieta climatariana sono:

  1. ridurre la carne in generale
  2. fare acquisti con attenzione per evitare sprechi alimentari
  3. evitare il cibo che viene prodotto consumando grandi quantità di energia
  4. scegliere cibo di stagione, locale e fresco
  5. evitare alimenti che prevedano riscaldamento delle serre, refrigerazione e siano impattanti a livello di trasporti

La dieta climatariana, scelta di salute

Se la dieta climatariana, come visto, si basa molto su aspetti ambientali, questo non significa che non sia anche virtuosa dal punto di vista salutistico. Ci sono molti studi che hanno rivelato, negli anni, come diete con ampia presenza di carne rossa e trasformata siano associate a un aumentato rischio di cancro del colon-retto, della mammella, della prostata, del pancreas e dello stomaco.

Ma, va detto, ci sono anche ricerche che non confermerebbero tali dati, sostenendo che non esistano prove univoche a confermarli. Di contro, ogni medico di famiglia sarebbe invece concorde nell’affermare che gli alimenti ad alto contenuto di grassi, come quelli su citati, hanno una grande influenza sull’incidenza delle malattie cardiovascolari.

E non è un segreto, quindi, cancerogenicità presunta o meno della carne rossa e processata, che tali cibi andrebbero limitati nel planning alimentare settimanale se teniamo alla salute di cuore e arterie. Nelle piramidi alimentari più virtuose, su cui la maggior parte del mondo scientifico trova accordo, questi alimenti sono previsti una volta a settimana o una tantum.

La dieta mediterranea, ormai riscoperta da qualche anno e diventata legge anche oltreoceano, di fatto viene incontro a questa visione. Se facciamo due conti, il regime alimentare nato in casa nostra, non solo è tra i migliori per tutelare la salute, ma è anche ambientalmente etico, visto che predilige la stagionalità degli alimenti e riduce anche le proteine animali.

Dieta climatariana
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Come mangiare secondo i principi climatariani

I climatariani sostengono che seguire una dieta amica dell’ambiente non sia poi così difficile, visto che già con pochi accorgimenti si possono avere grandi risultati. L’esempio è iniziare dal tagliare dal menù carne di manzo, agnello e capra, per veder ridurre di una tonnellata le emissioni di CO2 in un anno.

Ma a voler fare le cose di tutto punto, seguendo anche le altre regole, abbiamo una lista più lunga a cui fare riferimento, i cui tratti distintivi sono:

  • Mangia meno carne – Eliminare la carne un giorno alla settimana farà risparmiare circa 175 kg di CO2e all’anno.
  • Mangia una quantità moderata di pesce, se sostenibile – Preoccupazioni per la pesca eccessiva, specie minacciate, PCB nocivi, sicurezza e impatto dei pesci d’allevamento sono alla base della preferenza dei climatariani per pesci certificati come sostenibili, ma sempre limitando le quantità di questo alimento.
  • Evita gli sprechi alimentari – Acquista e conserva gli alimenti con cura per evitare sprechi. Se pensi che circa un terzo del cibo acquistato viene sprecato, capisci come questo punto sia fondamentale per un’alimentazione etica e sostenibile.
  • Scegli cibo di stagione – Il cibo di stagione ha un ottimo sapore, è fresco e nutriente e sostiene i produttori locali. Al contrario, gli alimenti non stagionali prevedono refrigerazione o riscaldamento in serra, oltre che spesso anche grandi emissioni di anidride carbonica per il trasporto.
  • Coltiva il tuo orto – Cosa potrebbe esserci di più prodotto locale e stagionale del cibo coltivato in casa? Il balcone o il davanzale, se non hai un giardino, possono accogliere erbe aromatiche, frutta e verdura buonissime.
  • Evita il cibo coltivato in serra riscaldata – Il cibo trasportato da zone vicine provoca meno emissioni rispetto all’energia impiegata per coltivare lo stesso in una serra riscaldata.
  • Evita il cibo trasportato per via aerea – Evita il cibo arrivato con trasporto aereo. Esso provoca 100 volte le emissioni del trasporto marittimo.
  • Scegli la carne locale e biologica – La carne di allevamento intensivo può avere costi più bassi rispetto a quella di animali allevati invece all’aperto, ma ci sono ragioni etiche e di salute per dare preferenza al locale e biologico.
  • Evita gli sprechi di carne – Lo spreco di 1 kg di manzo disossato ha l’equivalente impatto climatico dello spreco di 24 kg di grano. Dati imponenti che fanno riflettere.
  • Composta i rifiuti – Il compostaggio dei rifiuti alimentari consente di risparmiare grandi emissioni di metano dal cibo in decomposizione in discarica. Invece, il compostaggio, permette di ottenere biomasse utili per fertilizzare il suolo.
  • Scegli cibo fresco – Gli alimenti trasformati comportano un aumento delle emissioni. La scelta di alimenti freschi e non trasformati consente di ridurre la CO2 e risparmiare energia.
  • Evita cibi confezionati – L’energia e le risorse utilizzate per produrre imballaggi alimentari provocano emissioni di CO2. Questo si aggiunge al metano rilasciato nelle discariche, dove il packaging biodegradabile marcisce.
  • Iscriviti ad un programma di consegna alimentare – I programmi di consegna di alimenti biologici, di stagione e locali, tramite i gruppi di acquisto solidale, i GAS, sono un ottimo modo per incentivare le produzioni locali e mangiare alimenti a Km0.
  • Bevi alla spina e locale – Il consumo di alcol è responsabile di emissioni di gas serra per il trasporto e smaltimento in discarica di tonnellate di bottiglie di vetro. Bere a Km0 e alla spina riduce l’impatto.
  • Mangia fuori casa con moderazione – Mangiare al ristorante causa più emissioni del cibo cucinato in casa. Non negarti qualche pasto fuori casa, ma fai in modo che non sia una regola.
  • Evita le stoviglie usa e getta – Bicchieri, piatti e posate usa e getta sono uno spreco inutile ed evitabile. Al contrario, scegliere beni riutilizzabili, aiuta a ridurre gli sprechi e la spazzatura.
  • Scegli prodotti locali – L’acquisto di cibo locale sostiene i produttori del territorio, ma riduce anche le emissioni di CO2 derivate dai trasporti.

 

Fonti

Fonte: Agrodolce

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