Coronavirus: soffre il caldo, l’estate lo fermerà?

Coronavirus: soffre il caldo, l’estate lo fermerà?

Fonte immagine: Climate Reanalyzer

L'arrivo dell'estate potrebbe mettere la parola fine alla pandemia di Coronavirus, complice l'arrivo del caldo secondo uno studio USA.

Anche il Coronavirus potrebbe seguire un percorso stagionale come l’influenza. A sostenerlo uno studio presentato dalla University of Maryland School of Medicine (UMSOM), più precisamente dai ricercatori dell’Institute of Human Virology, in collaborazione con il Global Virus Network (GVN). Secondo quanto riportato nella ricerca la fascia climatica dei Paesi influirebbe sulla capacità del virus di replicarsi e diffondersi tra la popolazione locale.

Secondo gli studiosi statunitensi il Coronavirus avrebbe trovato condizioni migliori di diffusione nei Paesi attualmente soggetti a clima invernale, con tassi di umidità compresi tra 47 e 79 gradi e una latitudine Nord tra 30 e 50. Rientrerebbero in tali fasce Wuhan (Cina), Corea del Sud, Giappone, Iran, alcune città e Stati USA come Seattle e il Nord California, oltre al Nord Italia. Come sottolineato dal Prof. Mohammad Sajadi, MD, docente associato alla UMSOM (presso l’IHV) e membro del GVN, la documentazione raccolta porta a concludere che nelle nazioni con clima caldo e tropicale il virus sembrerebbe diffondersi con molta più fatica.

Lo studio è stato realizzato confrontando l’andamento finora tenuto dal virus con i dati meteorologici del 2019. A questo si aggiunge quanto concluso da alcuni ricercatori tedeschi dell’Ospedale di Greifswald e dell’Università Ruhr a Bochum, secondo i quali il Coronavirus sarebbe molto sensibile alle alte temperature: può sopravvivere anche 28 giorni a temperature vicine ai 4 gradi, ma ha una resistenza minima in prossimità dei 40 gradi. Ecco quindi che l’arrivo della bella stagione potrebbe fornire l’aiuto decisivo per porre fine alla pandemia. Ha concluso Robert C. Gallo, MD, co-fondatore e direttore dell’IHV, e co-fondatore e a capo dell’International Scientific Leadership Board del GVN:

Attraverso questa estensiva ricerca è stato possibile determinare che il modello meteorologico potrebbe potenzialmente spiegare la diffusione del COVID-19, rendendo possibile prevedere le regioni che saranno più facilmente ad alto rischio di diffusione all’interno della comunità nel prossimo futuro.

In aggiunta a queste variabili climatiche, ci sono molteplici fattori da considerare quando si ha a che fare con una pandemia, come la densità abitativa umana, fattori umani, evoluzione genetica del virus e patogenesi. Questo lavoro illustra come ricerche collaborative possano contribuire a comprendere, mitigare e prevenire minacce infettive.

Fonte: University of Maryland

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