Greenstyle Alimentazione Corno dell’abbondanza: caratteristiche del fungo

Corno dell’abbondanza: caratteristiche del fungo

Il corno dell'abbondanza, noto anche come trombetta dei morti, è un fungo autunnale conosciuto per la sua forma e l'intenso sapore: le caratteristiche.

Corno dell’abbondanza: caratteristiche del fungo

Fonte immagine: Onewolf via iStock

Il corno dell’abbondanza, conosciuto comunemente anche come trombetta dei morti, è un fungo tipico della stagione autunnale. Impiegato in cucina come polvere o essiccato, ma anche fresco, si caratterizza per la sua colorazione intensa, la forma singolare e, soprattutto, per un ottimo gusto. Ma quali sono le caratteristiche di questo fungo e, ancora, da dove deriva il nome?

Prima di cominciare, tuttavia, può essere utile una fondamentale precisazione: per la raccolta dei funghi bisogna sempre affidarsi a persone qualificate ed esperte, affinché le specie commestibili vengano correttamente identificate. La conoscenza su queste prelibatezze del bosco, infatti, è indispensabile per evitare spiacevoli conseguenze per la salute. Le informazioni di seguito riportate, pertanto, hanno un carattere illustrativo.

Corno dell’abbondanza: definizione e nome

Corno dell'abbondanza
John Kirkpatrick via Wikipedia

Il Craterellus cornucopioides, noto anche con i nomi di corno dell’abbondanza o trombetta dei morti, è un fungo basidiomicete vicino nelle caratteristiche ai finferli, ovvero ai Cantharellus. Dalla crescita tipicamente autunnale, si sviluppa spontaneamente sulle Alpi e sugli Appennini, in particolare in prossimità di boschi di latifoglie. Per l’alimentazione umana, così come già accennato, viene consumato fresco, essiccato oppure in polvere.

Il nome deriva dalla singolare forma del fungo, che ricorda una cornucopia, ovvero il simbolo della fertilità. Nella mitologia greca e romana, ma anche fra le divinità celtiche, dall’orlo della cornucopia emergevano frutta, verdura e altri preziosi cibi in grandi quantità, senza mai esaurirsi. Nelle tradizioni del Nord Europa, in particolare, questo ricchissimo corno veniva associato alle celebrazioni per il solstizio d’autunno: terminata la coltivazione primaverile ed estiva, e i duri lavori nel campo, giungeva infatti il momento di godere dei numerosi frutti del proprio lavoro. Date quindi le forme, e proprio il periodo autunnale in cui è solito apparire, è facile comprendere perché al fungo sia stato attribuita questa definizione.

Nella cultura popolare di tutto lo Stivale, però, è predominante il nome di trombetta dei morti. Questo perché la disponibilità dell’esemplare è maggiore proprio in concomitanza con i primi giorni di novembre, quando appunto si commemorano i defunti. L’aspetto da coppa rovesciata, unito alla colorazione scura, ricorda peraltro una piccola tromba.

Corno dell’abbondanza: caratteristiche

Trombetta dei morti
Edatoscana via Wikipedia

Il corno dell’abbondanza è un fungo di piccole e medie dimensioni, non più grande di 8 centimetri. Si caratterizza per una forma a coppa o a imbuto, quindi cava, dalla colorazione di intenso nero all’interno e di grigio argentato all’esterno. Il carpoforo è ripiegato sempre verso l’esterno e ha forme irregolari e ondulate.

Date le sue colorazioni, la trombetta dei morti si mimetizza molto facilmente con il sottobosco tipico dell’autunno, assumendo le gradazioni delle foglie ormai cadute. Per questa ragione, serve un buon colpo d’occhio per poterlo identificare tra sterpaglie e piccoli rametti e, ancora, date le piccole dimensioni ne servono diversi esemplari per un impiego efficace in cucina.

Il fungo vede una carnosità ridotta, seppur sottile ed elastica, ma questa peculiarità non ne limita le potenzialità culinarie. Il profumo è infatti molto intenso, soprattutto dopo l’essiccamento, tanto che molti ne rilevano delle note non troppo lontane dal tartufo. Al palato garantisce un sapore persistente, molto aromatico e dolce, perfetto per il consumo singolo o in abbinamento con altri ingredienti. Tra le combinazioni più comuni, quelle con la pasta fresca, il burro e le erbe aromatiche, ma anche la selvaggina e la carne in generale. In polvere, invece, può essere usato come vero e proprio aromatizzante, tanto da sostituire numerose spezie.

La trombetta dei morti, date le singolari forme, non viene normalmente scambiato con altre specie. Può però generare confusione con il più diffuso Cantharellus cinereus, un esemplare comunque commestibile.

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