Greenstyle Mobilità Carburanti biologici e sintetici: quali sono le differenze

Carburanti biologici e sintetici: quali sono le differenze

Il discorso sui biocarburanti e sulle differenze tra questi e quelli sintetici è un argomento dibattutissimo. Se infatti il mondo e le istituzioni sono orientati verso una mobilità in linea con l'ambiente, non mancano dubbi sulla transizione. E tra questi ci sono quelli legati ai combustibili moderni, più performanti a livello di sostenibilità, ma ancora poco noti come caratteristiche.

Carburanti biologici e sintetici: quali sono le differenze

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Tra carburanti biologici e sintetici ci sono differenze importanti, anche se entrambi appartengono al mondo dei combustibili alternativi. Se ne parla spesso e talvolta in modo impreciso, visti i dubbi che aleggiano sul tema. Ma quello che è certo è che, in piena epoca di transizione energetica, il discorso merita un approfondimento serio.

Le diversità tra i biocarburanti ed i carburanti sintetici infatti non sono l’unica fonte di incertezza legata al tema della mobilità ecologica. Ci sono domande che partono dai metodi di produzione e arrivano a pro e contro dei combustibili verdi, uno degli argomenti di cui si discute anche in ambito istituzionale.

Lo scorso dicembre la Corte dei Conti europea aveva emesso una relazione dai toni piuttosto critici a proposito dei biocarburanti. Le soluzioni green derivate da biomasse avevano infatti fatto storcere il naso in questa sede UE, che le riteneva limitate sotto troppi punti di vista. A partire da quello della sostenibilità, in barba ai fondi già stanziati.

Ma occhio, perché la bocciatura di questa istituzione era relativa ai carburanti biologici, non anche a quelli sintetici, come qualcuno ha pensato. Si commette spesso un errore comune, ossia quello di ritenerli sinonimi dello stesso tipo di carburante. Al contrario, sebbene mostrino dei lati somiglianti, ci sono disparità che non vanno trascurate.

Carburanti biologici sintetici
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Che differenza c’è tra biocarburanti e carburanti sintetici

Tra carburanti biologici e sintetici ci sono differenze, anche se termini come “biocarburante”, “synfuel” ed “e-fuel” sono spesso usati in modo intercambiabile. Ma se parliamo di produzione e sostenibilità, noteremo come le caratteristiche differiscano. Per questo cercheremo di fare luce su questo universo ancora poco conosciuto.

Cosa sono i carburanti sintetici

I carburanti sintetici sono combustibili liquidi che in genere hanno le stesse proprietà ed un medesimo campo d’azione dei combustibili fossili, ma sono prodotti in modo artificiale. Ad esempio, è possibile produrre carburante sintetico per la mobilità di aerei, navi, camion e automobili convenzionali, mezzi che di solito si muovono a diesel o benzina.

La principale differenza tra carburanti fossili e sintetici è il modo in cui si producono: i combustibili fossili si formano nel corso di milioni di anni nel sottosuolo da materia organica che viene trasformata in carbone, gas naturale o petrolio. I combustibili sintetici vengono prodotti imitando questi processi naturali utilizzando risorse rinnovabili.

Cosa sono i biocarburanti o carburanti biologici

Ad oggi sono noti tre metodi per la produzione di gas di sintesi rinnovabile e, di conseguenza, di carburanti sintetici rispettosi del clima: i biocarburanti, che sono prodotti dalla biomassa, gli e-fuel, che sono prodotti con elettricità rinnovabile e i combustibili solari, che sono prodotti con l’energia solare.

I tre i metodi utilizzano quasi sempre il syngas, una miscela di idrogeno e monossido di carbonio. Il gas di sintesi viene trasformato poi in combustibili liquidi tramite processi industriali gas-liquido. Ecco perché questi tre metodi sono talvolta definiti rispettivamente come “Biomass-to-Liquid”, “Power-to-Liquid” e “Sun-to-liquid”.

Per quanto riguarda i biocarburanti, come si è potuto capire, la fonte di produzione parte dalla biomassa, che si trasforma in combustibili liquidi, di solito attraverso gassificazione, o conversione in syngas. L’apporto termico necessario per azionare il processo è generato bruciando una parte della biomassa stessa.

Le materie prime possono essere piante coltivate ad hoc, cioè colture tipo la canna da zucchero o il mais, biomassa di scarto o alghe. Da qui derivano anche le critiche, data la tendenza a competere con l’industria alimentare per il consumo di acqua e lo spazio necessario per la coltivazione, ma anche a causa di una scalabilità limitata.

Carburanti biologici sintetici
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In conclusione

La maggiore differenza tra carburanti biologici e sintetici è la fonte, per i primi le biomasse e per i secondi miscele derivanti da idrogeno e monossido di carbonio. Ma anche CO2 prelevata dall’atmosfera, motivo per cui li si ritiene combustibili che puntano alla neutralità carbonica, riciclando le sostanze inquinanti già presenti.

In confronto, i biocarburanti si basano su materiali di biomassa organica, partendo invece da materie prime non impattanti a livello ambientale. In Scozia, alcune aziende illuminate stanno producendo etanolo, acetone e butanolo biologici partendo dai sottoprodotti della distillazione del whiskey.

Ma anche se più verdi delle varianti sintetiche, i biocarburanti, come accennato, non sono combustibili liberi da accuse, sebbene possano avere un potenziale enorme. Di fatti, quando si coltivano materie prime come zucchero e mais, l’impatto ambientale dei biocarburanti è elevato.

I produttori di biocarburanti dipendono anche da materie prime specifiche, come il già citato mais, lo zucchero o le alghe, o ancora i rifiuti urbani e i famosi sottoprodotti dei distillati. Ma ci sono ancora dei limiti nel convertire altri tipi di materie prime. Il che significa che le possibilità di riciclo non sono ancora troppe.

Ma il problema maggiore dei biocarburanti, che invece i sintetici non hanno, sono i processi di produzione ancora complessi, spesso costosi e anche difficili da replicare su ampia scala. Si torna in modo più lucido alla critica della Corte dei Conti di cui avevamo fatto cenno.

L’Unione Europea è da qualche anno pronta a decarbonizzare e decarbonizzarsi, per questo non si è limitata nel concedere fondi a progetti ecosostenibili. Ma la mobilità green che passa dai biocarburanti è ancora in stallo. Noi, tuttavia, speriamo che la ricerca e l’innovazione tecnologica possano sbloccare presto nuovi scenari in tal senso.

 

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