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Bella di notte: come coltivarla in vaso o in giardino

Bella di notte: come coltivarla in vaso o in giardino

Fonte immagine: Pixabay

La bella di notte è una delle piante ornamentali maggiormente scelte per abbellire balconi fioriti o giardini, in particolare durante l’estate. Pur non trattandosi di un vegetale di origine mediterranea, il fiore si è infatti perfettamente adattato alle temperature tipiche dell’Italia e, per questo motivo, è in grado di colorare gli spazi verdi con i suoi splendidi petali.

Ma come coltivarla in vaso o in giardino, per ottenere una rigogliosa fioritura? E, soprattutto, da dove deriva il suo singolare nome.

Come di consuetudine, prima di cominciare con la coltivazione è sempre utile chiedere consiglio al proprio fornitore di prodotti di botanica, per verificare la compatibilità della pianta con le caratteristiche climatiche del proprio luogo di residenza.

Si deve infatti ricordare che, per quanto si sia adattata al clima mediterraneo, la bella di notte rimane comunque una pianta abituata ad habitat tendenzialmente caldi. Di seguito, tutte le informazioni utili.

Cosa è la bella di notte

Bella di notte rosa

La Mirabilis jalapa, conosciuta ai più con il nome di bella di notte, è una pianta erbacea e tuberosa appartenente alla famiglia delle Nyctaginaceae. Questo vegetale vede un’origine peruviana, dove cresce perlopiù spontaneamente, ma si è rapidamente diffuso in tutto il Centro America. In particolare in Messico, dove questo fiore è il simbolo dell’omonima città di Jalapa.

Esistono le più diverse varietà di bella di notte, che condividono tuttavia medesime caratteristiche. La pianta presenta un portamento cespuglioso con altezze comprese tra i 40 e gli 80 centimetri, i fusti sono robusti e multipli, mentre le foglie assumono una forma allungata e una colorazione di intenso verde.

All’estremità di ogni fusto spuntano uno o più fiori: questi ultimi presentano una forma a imbuto, petali molto delicati e gradazioni davvero affascinanti. Si possono infatti trovare belle di notte di colore bianco, giallo, rosa, rosso, lilla, fucsia e violaceo.

Oggi la maggior parte degli esemplari in circolazione deriva da ibridi, destinati all’abbellimento di piccoli e grandi giardini. È però molto diffusa anche la cura in vaso, poiché varietà molto gettonata per colorare balconi e davanzali: è forse, dopo il geranio, una delle piante ornamentali più presenti sui terrazzi italiani.

Poiché la bella di notte è stata in grado di adattarsi egregiamente al clima mediterraneo, la crescita può essere anche spontanea. In questo caso, però, la bella di notte tende a essere infestante: può ricoprire vaste aree in poco tempo, togliendo spazio e nutrimento ad altre varietà autoctone.

Origine del nome della bella di notte

Bella di notte

In molti si chiederanno perché la Mirabilis jalapa venga chiamata, nel linguaggio popolare, con un nome tanto singolare quale “bella di notte”. La risposta è molto semplice: a differenza di altri arbusti, questa pianta è perlopiù notturna.

Questo vuol dire che i fiori tendono a schiudersi man mano che ci si avvicina al tramonto, per poi richiudersi all’alba. Ma non è tutto: proprio all’imbrunire, la bella di notte inizia a rilasciare un caratteristico profumo, una strategia evolutiva della pianta per attirare alcune tipologie di insetto.

Ma quale è la ragione di questo singolare comportamento? Per la sua riproduzione naturale, la bella di notte approfitta degli insetti notturni che svolgono un ruolo di impollinatori, come alcune varietà di falene. Pur essendo meno efficaci di api, vespe e bombi, questa strategia permette alla pianta di riprodursi molto velocemente.

Durante la notte le varietà floreali aperte sono infatti poche, quindi la pianta può avere una relativa certezza che insetti come la falena si poggeranno su altri fiori appartenenti alla stessa specie, portando così a termine l’impollinazione.

La bella di notte è velenosa?

Per quanto molto bella da ammirare, anche e soprattutto con la sua fioritura al calar del sole, bisogna prestare attenzione quando si coltiva la bella di notte. Questo perché alcune sue parti sono tossiche per l’uomo e gli animali domestici, non per contatto bensì se ingerire.

La bella di notte presenta infatti elevate quantità di alcaloidi, resine e arabinosio: tutti elementi tossici per i mammiferi. Questi principi attivi si concentrano maggiormente nelle radici e nei semi della pianta e, per questa ragione, bisognerà prestare particolare attenzione in presenza di bambini e animali domestici.

Potrebbero infatti ingerire, anche involontariamente, le porzioni tossiche della pianta ornamentale.

Coltivazione della bella di notte

Coltivare

Apprese le caratteristiche principali della bella di notte, quali sono i segreti per coltivarla? Come assicurarsi che la crescita sia rigogliosa, sia in vaso che in giardino? D’altronde, questa varietà floreale produce ininterrottamente fiori dal termine della primavera fino all’ottobre inoltrato, quindi massimizzarne la cura permetterà di ottenere fioriture sempre più vigorose e frequenti.

Prima di procedere con la coltivazione, è bene verificare le necessità della pianta, sia nella sua fase di crescita che durante la fioritura.

Necessità della pianta

Bella di notte, sfumata

Per poter crescere rigogliosa, è indispensabile rispondere ad alcune necessità tipiche dalla bella di notte:

  • Clima: la pianta predilige un clima caldo, anche Mediterraneo, con primavere molto miti ed estate soleggiate. Potrebbe però temere l’afa eccessiva, così come anche il gelo improvviso;
  • Terreno: la bella di notte si adatta facilmente a diverse tipologie di terreno, anche se la più indicata rimane l’opzione del terriccio morbido oppure a medio impasto, possibilmente con un buon deflusso dell’acqua poiché il vegetale non sopporta i ristagni
  • Esposizione solare: nonostante l’attività della bella di notte sia perlopiù notturna, la pianta non disdegna una buona esposizione solare. Quando i raggi del sole sono troppo forti e il clima eccessivamente afoso è meglio garantire al vegetale una piccola penombra;
  • Fioritura: la bella di notte richiede un’annaffiatura pressoché quotidiana e abbondante, soprattutto nel periodo estivo.

Coltivazione in vaso oppure in giardino

Poiché pianta abbastanza resistente e incline anche alla moltiplicazione spontanea, è abbastanza semplice coltivare la bella di notte sia in vaso che in giardino. Nel primo caso, sarà utile predisporre sul fondo del contenitore della ghiaia, dei cocci o delle palline di argilla espansa, per aumentare il deflusso dell’acqua. Nel secondo caso, è utile una fertilizzazione preventiva con del concime organico, come ad esempio del compost.

La coltivazione può avvenire per semina, già a partire dalla fine dell’inverno, oppure tramite la moltiplicazione dei tuberi. Questa avviene in primavera, separando appunto i tuberi della coltivazione dell’anno precedente.

Seppur non troppo frequente, è possibile moltiplicare la pianta anche per talea: se ne taglia un fusto di una decina di centimetri, meglio se dotato di gemme e di foglie, e lo si pone in acqua oppure in sabbia e torba, fino all’apparizione delle radici. Si ricorda che la fioritura è pressoché continua dalla fine della primavera fino a ottobre inoltrato, condizioni climatiche permettendo.

Cura nel tempo della bella di notte

Afidi

Oltre alla consueta annaffiatura, che può avvenire anche due volte al giorno – di primo mattino e in tarda sera – durante le giornate più afose dell’estate, la bella di notte necessita di alcune cure. Innanzitutto, può essere necessaria una ciclica potatura, perché i cespugli crescono velocemente e rischiano di diventare decisamente ingombranti.

Bisognerà poi prestare attenzione ai parassiti, come afidi e cocciniglie, e ad alcune malattie fungine come la muffa, il mal bianco e l’oidio. Tutte problematiche che si potranno però facilmente gestire con alcuni rimedi naturali, come per esempio l’efficace olio di neem.

Basta diluire 5 ml in acqua fredda, mescolare e spruzzare su tutte le parti aeree della pianta. L’operazione dovrà però essere eseguita di prima mattina oppure a tarda sera, per evitare che l’olio bruci le foglie in pieno giorno.

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