Architettura biomimetica, quando l’uomo impara dalla Natura

Architettura biomimetica, quando l’uomo impara dalla Natura

Fonte immagine: Unsplash

L'architettura biomimetica si ispira alla natura, alle costruzioni realizzate da animali e piante per un'edilizia sostenibile e rispettosa.

La natura come esempio da rispettare ma anche da emulare, è quello che da tempo cerca di replicare l’uomo semplicemente osservando i piccoli lavori di ingegneria e architettura realizzati dagli animali e dagli insetti. Strategie, costruzioni, procedure portate avanti con una laboriosità invidiabile e con l’utilizzo di materie prime naturali e per questo del tutto sostenibili.

Api, ragno, termiti, castori e molti altri, un esempio di design puro che l’uomo ha tradotto in una nuova forma espressiva nota come architettura biomimetica. Una risposta alle problematiche abitative attuali e alla necessità di produrre costruzioni maggiormente sostenibili e rispettose.

Un’architettura che punta non solo a rendere l’urbanizzazione una presenza meno impattante, ma a mimetizzarla consapevolmente, sia attraverso l’impiego di materiali sostenibili che attraverso la scelta di forme e linee che risultino in sintonia con l’ambiente. È un trend che sta spopolando negli ultimi anni e ha spinto gli studi di architettura verso creazioni ispirate al mondo animale, e alla loro laboriosità consapevole e dettata dall’istinto.

Architettura biomimetica, quando l’uomo impara dalla Natura

Architettura biomimetica: di cosa si tratta

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Ragno
Fonte: Unsplash

Per architettura biomimetica si intende l’imitazione dei modelli presenti in natura, la creazione di forme e infrastrutture complesse realizzate da insetti e animali in modo naturale seguendo il proprio istinto. Strutture dalla progettazione complessa e dal formato rilevante come ad esempio le torri di fango realizzate dalle termiti, veri e propri grattacieli rapportati al loro minuscolo formato. Creazioni che lasciano a bocca aperta sia esternamente che internamente grazie alla presenza di cunicoli, gallerie, aree specifiche, condotti d’aria: un insieme necessario per garantire la coesistenza benefica all’interno delle torri.

L’architettura biomimetica si ispira a questa tipologia di perfezione naturale analizzata nel dettaglio, che ha suscitato ammirazione e interesse. Strategie risolutive applicate per il bene della comunità e non del singolo, proiettate verso il benessere della popolazione per una migliore gestione degli spazi e delle aree abitative. Un’architettura che si ispira e replica i modelli proposti spontaneamente dalla natura per trasformarli in risposte e soluzioni per la società.

Un’edilizia consapevole e sostenibile che punta a convertire scorie e scarti in energia intelligente. Da non confondere con i pannelli di “vertical green” necessari per mascherare ecologicamente e facciate degli edifici, ma un’architettura che punta alla circolarità produttiva in nome del risparmio delle risorse naturali e alla sostenibilità.

Qualche esempio

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Alveare ispirazione
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L’ispirazione per questo genere di architettura giunge dalle forme presenti in natura per questo da tempo si stanno studiando nuove progettazioni ispirate alle cellule vegetali, così da ricavare ponti resistenti e ultraleggeri. Oppure palazzi modulari che ricalcano le forme dagli abaloni o conchiglie orecchie di mare, ma anche tetti e superfici efficienti ispirati alle ninfee amazzoniche giganti. Un nuovo mood dove la natura è la risposta per dominare la tecnologia moderna.

Proprio seguendo questo nuovo percorso l’architetto taiwanese Arthur Huang ha creato il Tetrapod, un mattone ecologico modulare composto al 100% di materiale riciclato, in particolare rifiuti, e ispirato alla struttura di una molecola. Ma la creazione di forme architettoniche in linea con i modella della natura vanta alcuni precedenti importanti come il Padiglione di vetro per l’esposizione Werkbund di Colonia del 1914 progettato da Bruno Taut.

Seguito da Frank Lloyd Wright, precursore dell’architettura Organica: tecnica in grado di creare una sintonia e un’armonia tra uomo e ambiente grazie all’attenzione nei confronti del luogo e all’impiego di materiali locali. Successivamente anche Le Corbousier, Antoni Gaudi, Jorn Utzon e Zaha Hadid si sono ispirati alla natura per le loro forme d’architettura traendo spunto dalle geometrie delle conchiglie.

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