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Aceto di mele: gli usi per la salute e le bufale a cui non credere

Aceto di mele: gli usi per la salute e le bufale a cui non credere

Fonte immagine: Unsplash

L’aceto di mele è uno dei condimenti più in voga negli ultimi anni, non solo per il suo sapore delicato, ma anche per le proprietà benefiche che gli vengono attribuite. Dalle note fruttate e dall’acidità meno pungente rispetto a quello di vino, l’aceto di mele ha trovato ormai da tempo un’ottima distribuzione sulle tavole italiane. Il boom è però arrivato con i social network e la velocissima diffusione, tramite queste piattaforme, dei suoi supposti vantaggi per la salute.

Ma quali usi per la salute hanno davvero un fondamento e quali, invece, sono delle bufale a cui non credere? In linea generale, non vi sono intoppi nel preferire l’aceto di mele a quello di vino per gli usi classici in cucina, ad esempio, per arricchire e aromatizzare insalate, verdure e carni.

Per quanto questo prodotto presenti delle proprietà ottime, ha davvero dei vantaggi rispetto a quello di vino? Di seguito, qualche indicazione utile.

Aceto di mele: cosa è

Aceto di mele

Come è facile intuire, per aceto di mele si intende un condimento acido ricavato dalla lavorazione e dalla fermentazione delle mele o del loro sidro. Similmente a quanto accade per l’aceto di vino, il mosto ricavato dal frutto viene sottoposto all’azione di alcuni batteri Gram-negativi – gli Acetobacter – che ne ossidano l’etanolo. Si ottiene così un liquido dalla profumo intenso, dal sapore acido e dal colore semi-trasparente, dal giallo candido all’arancione.

L’aspetto è solitamente più marcato rispetto al classico aceto di vino bianco e anche più torbido, poiché quello di mele tende a produrre maggiori depositi sul fondo delle bottiglie. Questo non inficia tuttavia il prodotto, né è indice della sua qualità. Al palato risulta invece meno acido e, proprio per questa ragione, alcuni lo preferiscono all’alternativa più classica. In ogni caso, il livello massimo di acidità lo definiscono apposite normative, in vigore in Italia sin dal 1965.

Come si usa l’aceto di mele in cucina

L’aceto di mele può essere utilizzato in cucina come alternativa completa a quello di vino: la scelta deriva infatti dalle preferenze personali, nonché dal gusto. Poiché meno acido e più profumato, è una proposta interessante per coloro che faticano a consumare aceto di vino. Può essere quindi impiegato per:

  • Condire insalate e verdura fresca;
  • Insaporire le carni;
  • Aromatizzare il pesce;
  • Fare salse e condire carpacci.

Proprietà nutritive dell’aceto di mele

Aceto

Sul fronte delle proprietà nutritive, questo aceto presenta dei valori nutrizionali interessanti. Per 100 millilitri di prodotto si contano all’incirca 22 calorie, si tratta quindi di un alimento decisamente poco calorico. Inoltre, nella quotidianità le dosi si limitano a un paio di cucchiaini, quindi ha un peso pressoché trascurabile nelle diete dimagranti o ipo-caloriche.

Per la stessa quantità, si rilevano circa 0.9 grammi di carboidrati, mentre quasi assenti sono proteine e grassi. Sul fronte dei sali minerali, sono presenti calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio, sodio e zinco. Più complesso è il discorso sulle vitamine, poiché molto deriva dal processo di creazione dell’aceto e della sua eventuale filtrazione.

Le proposte di elevata qualità, solitamente non filtrate, possono contenere alcune vitamine del gruppo B come la B1, la B2 e la B6, mentre più contenuta è l’eventuale presenza delle vitamine A, C ed E. Si ricorda che alcune di queste – come la C – sono termolabili, quindi vendono perdute in cottura.

Aceto di mele e benefici per la salute

Aceto di mele in bottiglia

Come già anticipato, all’aceto di mele vengono riconosciute moltissime proprietà benefiche per la salute, anche se non tutte hanno trovato una vera e propria conferma dalla scienza. Questo prodotto è soprattutto salito alla ribalta negli ultimi anni, grazie ai social network che l’hanno reso un prodotto estremamente popolare. Non tutti i vantaggi riportati su queste piattaforme hanno però riscontri nella ricerca empirica.

Ma quali sono i benefici riconosciuti?

Regolare il senso di fame

Poiché ricco di alcuni particolari batteri, utili per l’organismo umano e la flora batterica intestinale, l’aceto di mele può aiutare a regolare il senso di fame. Se aggiunto ai normali cibi, questo prodotto stimola la sazietà, aiutando così a ridurre le porzioni di quello che si consuma.

Questa caratteristica spiega perché l’aceto di mele sia spesso consigliato all’interno delle diete dimagranti, non tanto per il suo potere nel far perdere chili, bensì proprio poiché aiuta a limitare gli eccessi a tavola.

Stimola il transito intestinale

Pancia

Similmente a quanto avviene per il consumo del frutto fresco, anche questo aceto può avere dei benefici sull’intestino, ma solo con assunzione moderata. Può infatti favorire l’eliminazione dell’aria in eccesso, stimolare una corretta formazione delle feci e rendere più semplice l’evacuazione.

Introdurlo nelle proprie routine alimentari, senza però esagerare, può essere quindi utile per ridurre la probabilità di imbattersi nella stipsi o, ancora, limitare l’appesantimento del colon.

Previene micosi e parassiti

Nel corso degli ultimi decenni, diversi studi hanno confermato le proprietà antimicotiche e antiparassitarie dell’aceto di mele, a quanto sembra leggermente più elevate rispetto all’alternativa di vino. Ha ad esempio un elevato effetto disinfettante per la cute e gli annessi cutanei, non a caso è uno dei rimedi naturali più famosi per trattare l’onicomicosi e alcuni funghi della pelle. Ancora, a livello popolare veniva usato dalle nonne per eliminare le infestazioni da pidocchi.

In laboratorio, è emersa la capacità dell’aceto di mele di limitare la proliferazione dell’Escherichia coli sui cibi da conservare. L’effetto è invece trascurabile quando l’infezione è già in atto e da risolvere con opportuni farmaci antibiotici.

Aiuta l’apparato circolatorio

Seppur per via indiretta, questo prodotto può essere d’aiuto anche all’apparato circolatorio. Innanzitutto, sembra che il consumo regolare possa abbassare la pressione sanguigna, a vantaggio delle arterie. Non dovrebbe però essere associato a farmaci contro l’ipertensione, poiché potrebbe moltiplicarne l’effetto abbassando addirittura la pressione sotto i livelli minimi. Per questa ragione è quindi sempre necessario affidarsi al parere del proprio medico curante.

Ancora, a livello intestinale limita l’assorbimento del glucosio, un vantaggio per chi soffre di diabete di tipo 2. Inoltre non contiene colesterolo.

Rigenera pelle e capelli

Capelli ricci

Questo ritrovato è considerato da secoli un buon rimedio naturale per la cura di pelle e capelli. A livello di cute, così come già accennato, questo effetto è principalmente dovuto ad alcuni batteri buoni dalle proprietà antimicotiche e antiparassitarie. È quindi utile per le micosi e i funghi e, fatto da non sottovalutare, anche per ridurre il prurito dovuto alle punture di zanzare o di altri insetti.

Per i capelli presenta un effetto invece ammorbidente, nonché lucidante, in quanto aiuta a ridurre gli accumuli di sebo e la presenza della forfora. In questo caso, tuttavia, le proprietà sono praticamente sovrapponibili a quelle dell’aceto classico.

Elimina i cattivi odori dai piedi

Infine, questo ritrovato può essere impiegato anche per trovare sollievo per i piedi, soprattutto per eliminare i cattivi odori. Date le sue proprietà antimicotiche e antibatteriche, agisce disinfettando la cute e limitando la proliferazione dei batteri responsabili dell’olezzo tipico dei piedi.

Ancora, le sue proprietà blandamente astringenti aiutano a ridurre il gonfiore e la ritenzione idrica, se disciolto in acqua per un pediluvio.

Bufale sull’aceto di mele

Mele

Purtroppo, sul conto dell’aceto di mele circolano anche numerose bufale. Si tratta di effetti benefici associati a questo prodotto che, tuttavia, non trovano conferma nell’analisi scientifica. Ancora, di applicazioni al di fuori dell’ambito alimentare che addirittura potrebbero rivelarsi dannose per la stessa salute.

L’aceto di mele fa dimagrire?

Dimagrire pancia uomo
Fonte: Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay

Una delle più diffuse credenze sull’aceto di mele è quella relativa alle sue proprietà dimagranti, tanto che molti – spinti dai social – ne consumano grandi quantità pur di perdere qualche chilo di troppo. In realtà, come già visto nei precedenti paragrafi, questo prodotto può aiutare nella dieta poiché stimola il senso di sazietà, ma non sembra avere specifici ruoli nel bruciare i grassi.

Negli scorsi anni, il Central Research Institute del Giappone ha condotto uno studio per capire se l’aceto di mele potesse stimolare il dimagrimento. Si è quindi proceduto dividendo volontari in sovrappeso in due gruppi – uno con dieta classica, l’altro con una specifica dieta a base di questo aceto – ma i risultati non sono stati molto diversi tra loro.

Sì, il secondo gruppo ha visto un dimagrimento di un paio di chili in più, ma nel percorso di diversi mesi di dieta questo vantaggio non ha particolare rilievo. I ricercatori hanno quindi stabilito che l’aceto di mele può contribuire a perdere peso solo seguendo una dieta equilibrata, proprio poiché stimola la sazietà, ma non è da solo in grado di facilitare il dimagrimento.

L’aceto di mele sbianca i denti?

Sempre dai social network, si è diffusa la credenza che l’aceto di mele possa sbiancare i denti, con effetti “simili a quelli del trattamento dal dentista”. In realtà, l’uso di sostanze acide casalinghe per modificare il colore dei denti è altamente sconsigliato, poiché potrebbe creare danni alla stessa dentatura.

Così come per tutti gli altri tipi di aceto, anche quello di mele può aggredire lo smalto dentale, rendendolo più fragile e soggetto all’attacco della carie. Non a caso, è sempre consigliato lavare a fondo i denti dopo aver consumato questi prodotti acidi.

L’aceto di mele migliora le performance intime?

I social network sono di nuovo protagonisti di una diffusissima bufala su questo aceto, quella relativa alle sue proprietà per migliorare le performance intime. A uso interno, ovvero consumandolo all’interno della dieta, potrebbe esservi un remoto effetto: migliorando la circolazione sanguigna e riducendo la pressione, può indirettamente favorire l’afflusso di sangue all’area genitale.

Tuttavia, diversi gruppi online lo consigliano anche per uso esterno, da applicare sull’area pelvica per stimolare proprio l’afflusso di sangue. Questa pratica è altamente sconsigliata e dovrebbe essere rifiutata con fermezza, poiché le mucose genitali sono molto sottili e delicate e l’aceto potrebbe causare bruciore, arrossamenti e dolore, addirittura richiedendo l’intervento dei servizi di soccorso.

L’aceto di mele cura l’artrosi alle mani?

Mano

L’artrosi alle mani è un disturbo assai frequente nella terza età, causato da infiammazioni alle articolazioni. Alcuni suggeriscono di bere grandi quantità di aceto di mele per ridurre dolore e altri fastidi, ma la pratica si rivela inefficace e forse anche controproducente.

Per quanto l’aceto di mele presenti delle blande proprietà antinfiammatorie, non può considerarsi un sostituto dei farmaci consigliati per il trattamento dell’artrosi, decisamente più efficaci. Ancora, il consumo eccessivo può determinare problematiche anche gravi a livello di stomaco e intestino.

L’aceto di mele cura le parassitosi intestinali?

Secondo le tradizioni popolari, tutte le tipologie di aceto – e in particolare quello di mele – sarebbero utili per trattare ossiuri e tenia. Eppure, l’effetto ottenuto è molto blando.

Per quanto riguarda gli ossiuri, ovvero i comuni vermi intestinali dei bambini, l’aceto di mele può aiutare a ridurne la presenza, ma non ha un effetto completamente eradicante. Per la tenia, invece, servono degli appositi farmaci che permettano al parassita di staccarsi dalle mucose a cui si è ancorato.

Controindicazioni

Mele

Il consumo di aceto di mele può avere anche importanti controindicazioni, soprattutto se si esagera con le dosi. Non si dovrebbe mai superare il cucchiaio al giorno, mentre la quantità ideale è di due cucchiaini da tè.

L’eccesso può comportare il calo dei livelli di potassio nel sangue, inoltre non è ideale se associato a farmaci contro il diabete, poiché ne moltiplica l’effetto. Lo stesso vale anche per gli ipertensivi, così come antimicotici e antifungini.

Ancora, in grandi dosi può irritare le mucose di stomaco, intestino e dell’esofago, quindi è sempre da consumare come condimento per altri cibi e mai da solo, soprattutto se a digiuno.

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