Zamioculcas (pianta di Padre Pio): coltivazione e cura

La zamioculcas, detta anche pianta di Padre Pio, è una delle piante d’appartamento più diffuse. Questa succulenta conquista sempre più appassionati, grazie alle sue forme affascinanti e appariscenti, nonché in virtù della semplicità della coltivazione. Conosciuta anche come gemma di Zanzibar, può abbellire qualsiasi tipo di spazio, rendendo la casa più accogliente e anche più pulita, data la capacità dell’esemplare di trattenere alcune sostanze nocive disperse in atmosfera. Ma quali sono le sue necessità di cura e, soprattutto, di coltivazione?

Naturalmente, è sempre indicato chiedere un parere al proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia prima di coltivare questa pianta: è necessario verificare, infatti, che il proprio luogo di residenza fornisca condizioni climatiche ottimali per una crescita rigogliosa.

Zamioculcas: caratteristiche e origini

Foglie di Zamioculcas

La Zamioculcas zamilifolia – nota anche come gemma di Zanzibar o pianta di Padre Pio – è una succulenta appartenente alla famiglia delle Araceae, originaria della Tanzania. I nomi comuni derivano naturalmente dalla provenienza africana, ma anche e soprattutto da una leggenda nata attorno alla figura del Santo di Pietrelcina: sembra, infatti, che avvertire il profumo di questo vegetale possa essere di buon auspicio per un’intercessione dallo stesso Padre Pio.

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La pianta si caratterizza per un’altezza di circa 60 centimetri, nonché da fusti molto carnosi ed eretti. Su questi ultimi si adagiano le foglie, disposte simmetricamente a coppie e dalla forma arrotondata e lanceolata. Dall’intenso verde, presentano una superficie lucida ma molto consistente, tipica di tantissime varietà succulente. La zamioculcas produce anche delle interessanti inflorescenze, non molto dissimili dalle calle come aspetto, anche se solo quando la pianta si trova in condizioni ottimali di cura. A volte, nonostante la sua natura sempreverde, la pianta potrebbe perdere alcune foglie: si tratta di un’evenienza abbastanza frequenze soprattutto a ridosso con la stagione più calda.

Data la forma, nonché le bellissime foglie, la zamioculcas è stata scelta principalmente come varietà ornamentale all’interno delle abitazioni: la sua coltivazione, infatti, avviene perlopiù in vaso.

Zamioculcas: terriccio, coltivazione e rinvaso

Zamioculcas

Come gran parte delle succulente, anche la zamioculcas è una pianta abbastanza semplice da coltivare. Può essere accudita in giardino oppure in vaso, anche se questa ultima modalità è decisamente la più frequente: si tratta, infatti, di una varietà perlopiù d’appartamento alle nostre latitudini. Sarà quindi utile predisporre al meglio il suo contenitore, predisponendo sul fondo un letto di cocci, ghiaia o palline d’argilla espansa per aumentare il deflusso dell’acqua.

Molto resistente ai fenomeni climatici, in particolare ai periodi di prolungata siccità, la zamioculcas preferisce i climi temperati, tendenti al caldo, quindi temperature sempre primaverili. Si adatta facilmente a qualsiasi tipo di terreno, prediligendo un terriccio morbido oppure a medio impasto, purché sempre ben drenato: la succulenta, infatti, non sopporta i ristagni eccessivi d’acqua. La concimazione è solitamente quindicinale, con una maggiore attenzione nei periodi più caldi dell’anno, e può avvenire con fertilizzanti anche di natura organica, purché non eccessivamente ricchi d’azoto. Il concime può essere adagiato direttamente sulla superficie superiore del terreno, per poi essere coperto con un lieve strato di acqua: quest’ultima, penetrando in profondità, porterà con sé le sostanze nutritive. La moltiplicazione è abbastanza lenta: la pianta può essere coltivata tramite i bulbi – la modalità decisamente più diffusa – oppure per seme o tramite talea delle foglie. Più comune è l’acquisto di piantine per il rinvaso in dimora definitiva, solitamente in primavera.

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Annaffiatura e difesa contro i parassiti

La zamioculcas non richiede particolari investimenti per la sua cura, anche se bisognerà evitare annaffiature eccessive o troppo frequenti, per non danneggiare irrimediabilmente l’apparato radicale. Ancora, l’eccesso di acqua e umidità potrebbe incentivare la proliferazione di parassiti sgraditi e dannosi, come afidi e cocciniglie. Per le necessità idriche della pianta, si faccia sempre riferimento al terreno: non dovrà mai risultare umido o bagnato, ma nemmeno eccessivamente secco. Non esistono tempistiche precise per l’annaffiatura, tuttavia, poiché molto dipende dal periodo dell’anno e dal clima tipico dell’appartamento: di norma, si aumenta lievemente con le dosi al crescere delle temperature.

30 giugno 2018
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