Le sigarette elettroniche possono irritare gli occhi e la pelle con le sostanze chimiche che contengono. Il pericolo è insito anche nel fumo passivo. È la conclusione a cui è arrivato uno studio dell’Università di Berkeley in California, rilevando come i prodotti chimici tossici rilasciati da questi dispositivi siano in grado di superare i livelli di sicurezza.

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In particolare il rischio è derivato dai livelli di formaldeide a cui le persone sono esposte nei luoghi pubblici in cui si può usare la sigaretta elettronica. I ricercatori hanno spiegato che le sigarette elettroniche possono rappresentare probabilmente un rischio minore per la salute rispetto alle sigarette tradizionali, però non sarebbero totalmente innocue.

Le sigarette elettroniche non producono fumo da tabacco, principale responsabile dello sviluppo del tumore ai polmoni, però generano altri composti potenzialmente pericolosi per la salute umana.

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La formaldeide soprattutto viene prodotta quando si riscaldano gli ingredienti principali delle e-cig. Si calcola che la quantità di questa sostanza prodotta in 100 volte di emissioni di vapori sia superiore alla quantità inalata da un fumatore di 10 sigarette tradizionali al giorno.

Gli esperti, esaminando i vapori che si sprigionano nei luoghi pubblici, hanno visto che la formaldeide arriva ad un livello medio di 135 microgrammi per metro cubo, che in alcuni casi risultano superiori ai valori indicati dalle linee guida nazionali.

Tutto questo è molto pericoloso, perché i livelli di formaldeide e di diacetile (sostanza presente nel liquido delle sigarette elettroniche) superiori alla media possono esporre a delle malattie polmonari in cui gli organi diventano così arrossati che può essere necessario ricorrere ad un trapianto.

3 agosto 2017
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