Il Renewable Energy Report pubblicato dall’Energy & Stategy Group (ES) del Politecnico di Milano fa emergere luci e ombre del mercato italiano delle energie rinnovabili. Analizzando i dati da una prospettiva pessimista si scopre che nel 2014 in Italia la nuova potenza rinnovabile installata ha superato di poco i 697 MW, per un controvalore complessivo di 1,7 miliardi di euro.

Si tratta di appena un decimo del valore della sola potenza fotovoltaica installata in Italia qualche anno fa. Da qui al 2020, a causa della rimodulazione dei meccanismi di incentivazione, le nuove installazioni dovrebbero attestarsi sui 720 MW annui.

Gli analisti del Politecnico di Milano guardano a questi dati anche da una prospettiva più ottimista, sottolineando che le rinnovabili nel 2014 hanno contribuito al fabbisogno elettrico nazionale nella misura del 44%. Eliminando l’apporto decisivo degli impianti idroelettrici di grande taglia, la percentuale scende di diversi punti, ma rimane pur sempre consistente, a quota 26%.

Il volume d’affari degli oltre 34 GW installati in Italia ha superato i 7 miliardi di euro. Il valore aggiunto complessivo del comparto è di oltre 1,2 miliardi euro.

L’apporto delle rinnovabili, in uno scenario limite, ha ridotto del 27,8% il PUN, il prezzo unico nazionale dell’energia elettrica, passato dai 72,23 €/MWh del 2011 ai 52,08 €/MWh del 2014. In uno scenario conservativo, che considera il calo dei prezzi del gas e del carbone e altri fattori che potrebbero avere influito, il decremento del PUN imputabile alle rinnovabili è stato del 16,9%, pari al 61% della riduzione totale.

Dal report emerge che tra il 2011 e il 2014 i costi aggiuntivi delle rinnovabili ammontano a 7-8 miliardi di euro. L’effetto a lungo termine parla invece di un bilancio positivo compreso tra 3,2 e 4,8 miliardi di euro di risparmio sulla bolletta elettrica nazionale entro il 2030-2035. Secondo gli esperti queste cifre testimoniano il ruolo determinante delle fonti rinnovabili nel bilancio energetico italiano:

I numeri presentati devono quindi far riflettere sulla necessità di considerare le rinnovabili come una parte integrante e ormai irrinunciabile del mix energetico.

Allargando lo sguardo alla situazione globale si scopre che le fonti rinnovabili nel 2014 hanno soddisfatto il 23% del fabbisogno di energia elettrica mondiale, garantendo 5.400 TWh. La crescita della nuova potenza installata negli ultimi 7 anni è stata del 73%. Solo nel 2014 sono stati installati oltre 160 GW.

Dal 2007 al 2014 la potenza complessiva installata è passata da 1 TW a 1,7 TW. Il 73,6% del totale prodotto dalle rinnovabili è coperto dall’idroelettrico. L’eolico conta per oltre il 13%, le biomasse per l’8%, il solare CSP per il 12,8% e il fotovoltaico per l’8%.

A far segnare la crescita maggiore è stato il fotovoltaico, passato dai 10 GW del 2007 agli oltre 183 GW del 2014. Bene anche l’eolico, cresciuto da 95 a 377 GW.

Il mercato globale sta dando grande fiducia alle fonti rinnovabili. Lo dimostrano gli investimenti destinati alla realizzazione di nuovi impianti che lo scorso anno hanno raggiunto la soglia di 235 miliardi di euro. Purtroppo a trainare il mercato non è più l’Europa che ha perso la sua posizione centrale a vantaggio dell’Asia. Come illustra il rapporto:

In soli otto anni, dal 2007 a oggi, l’Europa ha perso decisamente il suo ruolo di leadership, passando dal rappresentare oltre il 40% degli investimenti complessivi nel 2007 a poco più della metà (23%) nel 2014.

L’Europa lo scorso anno ha investito 50 miliardi di euro nelle energie rinnovabili, a fronte dei 100 miliardi di euro dei Paesi asiatici.

27 maggio 2015
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento